Europa reagisce a scandalo aiuti campi Tindouf in Algeria

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 17/07/2020 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine

I comitati di controllo e sviluppo del bilancio del Parlamento europeo sono entrambi attivamente coinvolti nelle indagini sul caso di appropriazione indebita di aiuti umanitari nei campi profughi di Tindouf, nel sud dell’Algeria. L’eurodeputato francese Nicolas Bay, vicepresidente del gruppo “Identità e democrazia” del Parlamento, ha sollevato la questione dell’indagine del 2003-07 sul caso OLAF, l’ufficio antifrode dell’Unione europea. 

Nel gennaio 2015 è stato pubblicato un rapporto dell’Ue, redatto nel 2007 dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode, che rivela un sistema di appropriazione indebita di aiuti umanitari orchestrato dal  gruppo ‘Polisario’ in Algeria. 

Questo rapporto sostiene che il numero reale di rifugiati nei campi di Tindouf nell’Algeria occidentale è sconosciuto. Le autorità algerine vietano all’Ue di inviare una missione per valutare la situazione. Un’audizione al Parlamento europeo nel luglio 2015 ha persino rivelato che l’Algeria, che riceve aiuti nel porto di Orano, avrebbe il 5 per cento degli aiuti inviati. Il giorno seguente, l’eurodeputato Dominique Bilde, ha parlato durante un’audizione presso la commissione per lo sviluppo del Parlamento al fine di confrontarsi con il commissario europeo Janez Lenarčič, responsabile dell’aiuto umanitario. Invocando delle indagini ha dichiarato: “Parte degli aiuti umanitario sarebbe venduta per aiutare ad acquistare attrezzature militari e il numero di rifugiati sarebbe enormemente sopravvalutato al fine di ottenere più sussidi”. Janez Lenarčič, commissario europeo per la gestione delle crisi ha confermato “che spesso ci sono dubbi sulle cifre reali nelle aree alle quali non possiamo accedere”. 

L’Algeria rifiuta qualsiasi censimento della popolazione, nonostante le molteplici richieste da parte delle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e l’Unhcr.

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