LA FIRMA DI PIETRO DEL VAGLIO NEL CUORE DI NAPOLI: una dimora speciale a Chiaia

Una dimora nel cuore della città partenopea del poeta dell'abitare

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 18/08/2019 in Dal Mondo da Sante Cossentino
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Sante Cossentino
Anche la celebre e pregevole rivista di settore AD lo ha celebrato con una cover e un ampio servizio lo scorso giugno, Pietro del Vaglio ha centrato col suo inconfondibile stile e l'innata eleganza quello che è il cuore di Napoli, Chiaia con una dimora sita appunto nella zona chic di Chiaia, uno dei quartieri più  IN di Napoli. Così racconta AD: " Lo stile che va per la maggiore da queste parti, un ossimorico minimal-barocco, si è fatto ormai maniera e Del Vaglio la maniera e la sua ancella, la moda, le ha sempre tenute a distanza. Predilige la reinterpretazione anche ironica del genius loci, la contaminazione piena con ispirazioni allogene, l'invenzione, la pulsione scenografica, lui che come decoratore, nel senso anglosassone del termine, è nato al Teatro San Carlo".
E così Del Vaglio ha immaginato questa casa come una storia, " un racconto rapsodico", lo definisce. 
Un fil rouge unisce sottilmente gli ambienti differenti. E quello di Chiaia è solo uno dei tanti esempi di gran gusto e lavoro personale che Del Vaglio profonde nei suoi lavori, destinati a trasformarsi in opere d'arte dell'architettura e dell'arredo.
Attenzione ai dettagli ed eleganza. Una creazione targata Del Vaglio, completamente Made in Naples, dall'anima napoletana.
E si spiega bene su AD: "Spiega Del Vaglio “Per dare fluidità ai percorsi abbiamo demolito anche muri portanti e pertanto si è resa necessaria l'adozione di cerchiature di rinforzo su setti e pilastri, soprattutto nell'ingresso dove tale intervento è stato "vestito" con un monoblocco di marmo nero da leggersi come elemento decorativo. Cosi siamo riusciti a creare una continuità circolare tra soggiorno, studio, zona pranzo, cucina e un piccolo servizio ad usum degli ospiti, dando un respiro unitario a locali esteticamente diversi», A questa sensazione di diversificata unitarietà che la casa comunica contribuiscono anche la scelta di pochi materiali per i pavimenti (perlopiù legno) e la teatrale soluzione dell'impianto di climatizzazione che Del Vaglio ha dissimulato nel soffitto mascherando le bocchette di erogazione dell'aria con delle minigriglie in stile magrebino o con sculture "pensili” secondo un unico, divertito spartito stilistico. Un ruolo importante in questo gioco hanno anche l'arredamento e gli arredi che la proprietaria ha voluto portare dal suo precedente appartamento e che del resto sono dei classici del design. La sala da pranzo, per esempio, è improntata al surrealismo di Carlo Mollin, suo il tavolo che trova riscontro nelle sedie vintage e nei contenitori neri immaginati da Del Vaglio come plinti classici, tant’è che sorreggono sculture di vario tipo. Più soft il soggiorno, con imbottiti di Flexform e Fritz Hansen, e l'ingresso con un bellissimo pezzo di Carlo Bugatti.
Tra i prossimi progetti di Del Vaglio, tra un viaggio all'estero e nuovi incarichi, un libro in lavorazione. Inarrestabile e unico, Pietro!

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