Donald Trump: un’investitura diversa dalle altre

E’ ufficiale Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti

pubblicato il 21/01/2017 in Dal Mondo da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

E’ stata una cerimonia inusuale. Solitamente l’investitura è una grande celebrazione di unità nazionale ma il clima non era sicuramente armonioso e non soltanto perché ha iniziato a piovere quando Donald Trump ha iniziato il suo discorso. 

Il nuovo presidente è arrivato con l’aria scura insieme  alla moglie Melania e il loro figlio Barron, , ha abbracciato Michelle Obama,  ma non ha dato la mano a Hillary Clinton né l’ha guardata.  E tutto il mondo ha avuto l’impressione di persone ad un matrimonio di famiglia che si detestano, anche se Barack Obama è stato l’unico ad arrivare con il suo solito sorriso.
Tutta la famiglia Trump era presente, Melania Trump  splendente in un abito Ralph Lauren direttamente ispirato all’abito che portava Jackie Kennedy en 1961,  i figli , i nipoti di Trump e la di Donald  Maryanne, giudice federale.  

Presenti  gli ex presidenti Jimmy Carter, George W. Bush, Bill Clinton. Hillary Clinton,  nonostante la pena del momento,  ha dichiarato che ha voluto essere presente per onorare la democrazia.  Mancavano circa una sessantina di democratici che hanno deciso di boicottare la cerimonia perché non considerano legittimo il nuovo presidente e un  boicottaggio del genere  è il primo della storia americana  perché questo rito è un momento di riconciliazione nazionale e così non è stato , molte le proteste per le strade a cui sono seguiti 217 arresti  e tanti anche i personaggi dello spettacolo che  non si sentono rappresentati da Donald Trrump.

Il pastore scelto dal neo presidente per celebrare la messa in questo giorno  era Robert Jeffress di Dallas, che  in passato ha condannato i mormoni, musulmani e omosessuali, e ha detto che Obama aveva preparato la strada per l'Anticristo.

Dopo il giuramento Trump ha preso la parola e il suo discorso ha fatto vivere un deja vu alla platea,  dopo aver garantito come il suo predecessore un avvenire roseo predicando l’unità,  ha ripreso il tono nazionalistico e apocalittico già sentito  durante la sua campagna  elettorale.  Ha descritto Washington quasi come  una città nemica da riportare sulla retta via , ha dipinto un paese immobile , assediato, con le fabbriche chiuse, la criminalità , la droga . in breve un  caos che lui sistemerà privilegiando l’America e gli americano al di sopra di tutto e tutti. 

L'immagine che resta di questo momento è un neo presidente che agita il pugno in segno di vittoria e non pare di buon auspicio per una riconciliazione nazionale ma se son rose fioriranno se sono  fucili spareranno, vedremo solo vivendo.

 

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