Osce, a Italia presidenza 2018

Voto compatto dei membri

pubblicato il 29/07/2016 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Paolo Gentiloni, ministro degi Esteri italiano

Voto unanime.

È quello espresso ieri dai Paesi componenti dell’Osce (l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) in favore dell’Italia  presidente di turno  per il 2018.

L’Osce, pur essendo nei fatti un’organizzazione internazionale (è costituita da 57 Paesi, membri europei ed extraeuropei, più altri partner sempre extraeuropei), ufficialmente è considerata un’organizzazione regionale nel senso specificato nel capitolo VIII della Carta delle Nazioni Unite, perché la sua attività di sicurezza insiste su un unico continente, quello europeo naturamente (ogni continente, nella concezione del Palazzo di Vetro, costituisce appunto una regione mondiale).

Gongolante il ministro degli Esteri Gentiloni, degno prosecutore dell’opera di rilancio dell'appeal internazionale dell’Italia iniziata dal suo predecessore Mogherini (oggi Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza): “È una decisione che rappresenta pienamente il riconoscimento dell’impegno e della volontà del nostro Paese di contribuire in modo fattivo alla pace e alla stabilità in Europa”.

L’impegno in prima linea dell’Italia non si limiterà all’anno di presidenza vero e proprio, ma sarà spalmato lungo tutto il triennio 2017-19: nel corso di quest’intero periodo, infatti, l’Italia farà parte della troika Osce, in quanto è consuetudine all’interno di quest’organismo che il Paese presidente in carica, più quello che gli subentrerà e quello uscente lavorino in sinergia. L’Italia, in effetti, nel 2017 sarà subentrante, nel 2018  presidente in carica e nel 2019 uscente.

Questo è l’elenco dei Paesi membri, che ad oggi compongono l’Osce (in principio, nel 1973,  si chiamava CSCE, Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, e ha assunto la denominazione attuale nel 1995), organizzazione con sede a Parigi: oltre, naturalmente, all’Italia, ne fanno parte anche Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaigian, Danimarca, Grecia, Belgio, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Canada, Cipro, Città del Vaticano, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Georgia, Germania, Kazakistan, Kirghizistan, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Monaco, Mongolia, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, San Marino, Serbia, SlovacchiaSlovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina, Ungheria e Uzbekistan

I partner sono Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto per quanto riguarda l’Africa; Afghanistan, Thailandia, Giappone e Corea del Sud  per l’Asia; e, per l’Oceania, c’è l’Australia. Storicamente, l’Italia ha sempre puntato molto sull’integrazione nell’organismo dei paesi del blocco africano: potrà rafforzare quest’opera nei prossimi anni, poiché le toccherà anche la presidenza del gruppo mediterraneo dell’Osce.   

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