Usa 2016, il Bloomberg-pensiero alla convention dem

Pioggia di endorsements per Hillary

pubblicato il 28/07/2016 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Obama: Hillary è meglio di me

Votiamo tutti per Hillary.

"Non ve lo chiedo per lealtà verso un partito (che non è neanche il mio, essendo io un indipendente), ma per amore del nostro Paese.” Parole di Mike Bloomberg, invitato speciale nella terza – e penultima - giornata della convention democratica di Filadelfia. Il tycoon business glam contro il tycoon mefistofelico, newyorkese proprio come lui. “Trump è soltanto un demagogo pericoloso, non lasciatevi incantare dalle sue promesse.” Tutt’altro discorso, invece, per lady Clinton, vera e propria dama di luce: “Non è un candidato senza difetti, nessuno lo è. Ma è la scelta giusta e responsabile in questa elezione. Hillary è consapevole che questo non è un reality show, bensì la realtà”.

A Bloomberg si affianca Barack Obama, the president in person, altro ospite d’onore nella giornata che precede la conclusione dei lavori in Pennsylvania. “Non c’è mai stato nessun uomo e nessuna donna più qualificata di Hillary per essere presidente Usa. Hillary è meglio di me e di Bill.” E detto da chi, nel 2008, dovette sudare sette camicie per spuntarla alle primarie proprio contro l’ex First Lady, fa un certo effetto. “Otto anni fa io e Hillary siamo stati rivali, ci siamo scontrati per un anno e mezzo. Quindi le ho chiesto di diventare Segretario di Stato: una scelta che la sorprese un po’ e che sorprese anche il mio staff. Ma così ho imparato a conoscerla. E ho imparato ad ammirarla.” Applausi della diretta interessata, che compare accanto a lui sul palco, e anche da Bill, che si alza in piedi, dalla prima fila. 

Poi una carrellata sui risultati della sua era presidenziale ma anche uno sguardo sull’avvenire: “L’America è già grande, ma non sono mai stato così ottimista sul futuro dell’America. Vi assicuro che la nostra forza e la nostra sicurezza non dipendono da Trump.” Il riferimento è allo slogan lanciato dal candidato repubblicano in questa ultima e decisiva parte della campagna lettorale per le presidenziali, “Make America great again”. 

Arriva quindi il momento di Tim Kaine, il vice presidente designato. Ovazione anche per lui. <<Accetto la nomination. Hillary Clinton è una donna “lista”,  e quando vivevo in Honduras ho imparato che il miglior complimento che si può rivolgere a una persona è proprio questo, dirle che è “lista”.>> Per la cronaca, listo significa “lesto, pronto”.

Che Hillary sia “pronta”, naturalmente, neppure Obama aveva mancato di sottolinearlo. Pronta, com’è ovvio,  “a diventare commander in chief”. 

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