Honduras, la morte di Berta Càceres un omicidio politico

La famiglia dell'attivista contro il depistaggio delle autorità

pubblicato il 06/03/2016 in Dal Mondo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Un funerale che ha richiamato migliaia di persone durante un viaggio di circa 200 chilometri, dalla capitale Tegucigalpa fino alla sua città natale di La Esperanza, quello di Berta Càceres, l'attivista ambientale honduregna uccisa giovedì scorso, dopo una strenua lotta per salvare la sua terra e i suoi compaesani – le tribù dell'etnia Lenca – dalla disastro provocato con la costruzione della diga Agua Zarca, nel nord del paese centro americano.

 

Una morte bollata dalle autorità honduregne come omicidio casuale, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì per mano di due persone che si sono introdotte nella sua casa e hanno freddato la donna a colpi di arma da fuoco: un'esecuzione più che una rapina finita male.

Una  versione che naturalmente non convince affatto la famiglia della donna e i gruppi di lotta ambientalista, che in essa avevano trovato voce e riferimento e che parlano apertamente di insabbiamento delle indagini e omicidio politico, dopo le pressioni sulla salvaguardia della sua terra – e della sua popolazione – che era riuscita ad ottenere: Questo è un crimine politico – ha affermato Olivia, una delle figlie – e parlare di rapina oppure di omicidio a scopo passionale è totalmente fuorviante.
La famiglia ha anche contattato degli investigatori internazionali – non precisati – per far esaminare l'assassinio della congiunta.

45 anni, madre di quattro figli e un coraggio misto a fierezza Berta Càceres stava conducendo una battaglia contro lo sfruttamento indiscriminato del territorio honduregno,che l'anno scorso le era valso il riconoscimento Golden Enviromental per il suo attivismo ambientale ma anche diverse minacce di morte, poi ignorate dalla Polizia, alla quale era stata chiesta una scorta per proteggere la donna, che non è mai arrivata.

L'omicidio della Càceres è arrivato dopo che ella alcuni giorni prima aveva denunciato l'uccisione di quattro esponenti dell'etnia Lenca, passata sotto silenzio: forse l'intento era quello che succedesse la stessa cosa con lei, la cui morte invece è rimbalzata nel panorama internazionale provocando accuse e sdegno, anche nel neo premiato all'Oscar Leonardo Di Caprio.

Intanto per l'omicidio dell'attivista sono stati fermati dalla Polizia un adulto e un minorenne, legati ad un'organizzazione fondata dalla stessa Càrceres secondo le affermazioni dei poliziotti, di cui però non hanno specificato il nome associativo né il contesto su come sarebbe maturato il crimine.

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