Obama vuole chiudere Guantanamo

Il presidente degli Stati Uniti ha presentato il suo progetto per chiudere la prigione di massima sicurezza

pubblicato il 24/02/2016 in Dal Mondo da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

L’intenzione è buona ma ha poche possibilità successo di fronte a un Congresso dove i repubblicani sono in maggioranza e contrari.  Tuttavia Obama non demorde e dichiara: " E’ ora di chiudere un capitolo della nostra storia" riferendosi al centro di detenzione che racchiude in sé tutti  gli eccessi relativi lotta contro il terrorismo negli Stati Uniti dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001. "Per molti anni, è diventato chiaro che la prigione non rafforza la nostra sicurezza nazionale ", ha detto Barack Obama per il quale l'istituto penale istituito dal suo predecessore George W. Bush è uno strumento di reclutamento per jihadisti.

L'esecutivo degli Stati Uniti deve quindi trovare un'alternativa e sono stati identificati 13 siti sul suolo americano che possono ricevere i prigionieri attualmente detenuti sull'isola di Cuba. L'elenco esaustivo, tuttavia, non è stato rivelato e non è stato fatto il nome di nessun centro di prigionia. 
Il costo totale del trasferimento sarebbe significativo: da 290 al 475 milioni di dollari. Ad oggi sono nella prigione 91 detenuti Il caso è complesso, Barack Obama non lo nega questo, ma vuole chiudere una questione che si trascina da troppo.   Il presidente ammete che la detenzione sul suolo degli stati Uniti significherebbe  un risparmio annuo di 65-85.000.000, che potrebbe benissimo ammortizzare il costo del trasferimento in tre/cinque anni.

Il progetto  ha immediatamente suscitato le forti reazioni dei repubblicani.  Paul Ryan, il presidente repubblicano della Camera dei Rappresentanti ha accusato il piano di  non contenere dettagli cruciali, previsti per legge  come ad esempio il costo esatto e l'ubicazione di un nuovo centro di detenzione
Il senatore repubblicano John McCain ha tuttavia annunciato che la sua commissione avrebbe comunque  esaminato   le proposte del presidente.

Se, come previsto, non si smuoveranno i veti  del Congresso qualsiasi movimento, l'esecutivo potrebbe tentare di agire per decreto. La Casa Bianca, tuttavia, non ha ancora specificato se intende andare fino in fondo. 

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