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Seul: no a test Corea Nord

“Pyongyang abbandoni collaudo vietato di missili”

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Gravi conseguenze.

Sono quelle che minaccia la Corea del Sud alla Corea del Nord, qualora Pyongyang avesse intenzione di non abbandonare il suo progetto di collaudo balistico di missili a lungo raggio. Un collaudo, che per molti esperti internazionali sarebbe addirittura vietato.

Tutto si può dire meno che le parole di Seul rappresentino una reazione a caldo all’ennesima situazione di pericolo creata dal regime chosonita: a dispetto dei toni accesi, infatti, si tratta di un avvertimento a muso duro ma ponderato che arriva, mercoledì 3 febbraio, dopo meno di un mese dall’ultimo test nucleare operato dai cugini nordcoreani: quello ormai famoso della scorsa Epifania, che provocò un terremoto del V grado Richter.   

Frattanto, le diplomazie del Palazzo di Vetro sono al lavoro per preparare nuove sanzioni ai danni di Pyongyang. Che, dal canto suo, pur avendo tutto il mondo contro, continua imperterrita nel suo programma di “pionierismi” tecnologici: imperturbabili di fronte a tutto e tutti, Kim Jong-un e i suoi si preparano a laniare nello spazio un satellite tra l’8 e il 25 febbraio prossimi. E per far ciò hanno già formulato apposita richiesta all’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, agenzia dell’Onu specializzata, dal 1947, nella definizione degli standard delle telecomunicazioni e nell’uso delle onde radio

Tutto in regola, dunque, se non fosse che il richiedente è contrassegnato da una stella rossa in un cerchio bianco che campeggia su un fondo rosso, a sua volta delimitato sopra e sotto da una lingua bianca e una banda azzurra

 

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