Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Ue, continua braccio di ferro Italia-Bruxelles

Pronta interrogazione contro capo gabinetto Juncker

Condividi su:

Una interrogazione ad orologeria è pronta a sconvolgere il Parlamento europeo?

Nonostante le dichiarazioni di pompieri e pontieri delle più alte cariche europee, in realtà la tensione tra Renzi e Juncker, impennatasi nei giorni scorsi,  non accenna assolutamente a scemare, anzi.
Nel mirino di Roma c’è, ormai da qualche tempo, Martin Selmayr, giurista insigne, figura di esperienza all’interno del governo europeo (vi lavora dal 2004) e uomo di fiducia di Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Ue. Talmente di fiducia da ricoprire il ruolo di suo capo di gabinetto, una ricompensa per l’ottimo lavoro svolto durante la campagna per l’elezione del lussemburghese.

Orbene, Selmayr, colui che, nell’incontro “confidenziale” di lunedì con la stampa italiana a Bruxelles, si è fatto portavoce dell’ormai famosa dichiarazione di Juncker, “A Roma non abbiamo interlocutori”,  avrebbe chiesto e ottenuto la testa dell’unico italiano presente nella squadra di governo junckeriana, Carlo Zadra, anch’egli giurista; dopo averlo costretto alle dimissioni, rassegnate il 5 gennaio scorso, Selmayr lo ha prontamente sostituito con un britannico che gode del suo gradimento, Michael Shotter,  dal dicembre 2013 capo dell'unità responsabile per le politiche europee sulla giustizia civile.

A questo “euro-affronto”, se così si può dire, il governo italiano ha risposto con una mossa simmetrica e con una asimmetrica. Ha reagito, cioè, da un lato con un altro avvicendamento, operato con la manifesta intenzione di dare fastidio a Selmayr: dall’altro con quella “bomba” di cui parlavamo ad inizio pezzo. Nel primo caso, infatti, ha deciso di sostituire l’ambasciatore Stefano Sannino, personalità assai lodata da Selmayr per le sua capacità di mediazione e perciò considerata troppo morbida a Roma, con un “mastino” del governo Renzi, Carlo Calenda, vice-ministro dell’Economia, in aperto spregio alla consuetudine (non solo in Ue) che vorrebbe un diplomatico ad occupare quel ruolo.

Nel secondo, invece, ha lanciato un eurodeputato Pd, Nicola Danti, all’attacco diretto del capo gabinetto con  un’interrogazione urgente alla Commissione Europea, presentata il 20 gennaio: essa chiede di chiarire se Selmayrabbia sempre rispettato, nell’ambito delle sue funzioni, il codice interno di buona condotta amministrativa” e “se non sia stata anticipata in via privilegiata qualche informazione”. Ė, in pratica, una richiesta quasi formale di indagine sulle dichiarazioni rilasciate da Selmayr ai giornalisti italiani.

Danti si chiede, e chiede  agli europarlamentari, a che titolo il capo di gabinetto abbia potuto pronunciare quelle parole, che fanno quasi profilare il sospetto che egli possa agire da “canale privilegiato di informazione per le cancellerie di alcuni Stati membri, consentendo il passaggio di comunicazioni riservate”. Gli stralci del testo sono stati pubblicati dall’Huffington Post.

Condividi su:

Seguici su Facebook