Riparte da Ostia il Festival Internazionale dello Street Food

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 14/08/2020 in Curiosità da Andrea Gentili
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Andrea Gentili

Semplicemente ritardato ma non bloccato dal Coronavirus, il Festival Internazionale dello Street Food, quest’anno alla quarta edizione, farà tappa in Piazza Magellano ad Ostia dal 20 al 23 agosto. Con inizio alle ore 18 il Festival sarà aperto fino alle 24, il venerdì, il sabato e la domenica si anticiperà l'apertura alle 12, per chiudere sempre alle ore 24 e nel pieno rispetto delle regole imposte dal Governo per l’evitare il diffondersi della pandemia. Cento le tappe previste quest’anno dall’organizzazione di Alfredo Orofino, noto come il portatore sano di energia, dopo l’enorme successo della terza edizione 2019 e cinque milioni di presenze registrate in più di 30 città italiane sono le caratteristiche di un Festival che nasce dall’idea di portare nelle piazze, all’aria aperta, il cibo che generalmente non si ha modo di mangiare a casa, gustando sapori di varie nazionalità, con l’intento di far conoscere in tutta Italia una nuova ristorazione, una ristorazione mobile, realizzata solo ed esclusivamente con cibi che puntano alla qualità senza tralasciare il buon bere e l’accoglienza con un occhio rivolto all’aggregazione nel rispetto del distanziamento. L’edizione 2020 riparte sempre all’insegna dell’eccellenza: ogni tappa vedrà protagonisti oltre 20 Chef su strada che impastando, friggendo, bollendo, infornando, arrostendo come se fossero tra le mura dei loro laboratori d’origine, terranno alta la passione per la buona cucina e la qualità del risultato. Tanti ristoranti itineranti, chef qualificati pronti a stupire con le particolarità e la qualità della loro cucina che anche in questa quarta edizione si esibiranno al motto di qualità, originalità, tradizione e pulizia. Lo street food in Italia nasce con materie prime semplici, come l’acqua, la farina, l’olio e il pomodoro per creare tante specialità come i maccheroni e la pizza, simboli della cucina italiana, nati proprio come cibo di strada. A New York con i carretti di Hot dog, ad Istanbul con i chioschi del Kebab, a Parigi con le creperie sui boulevard di sono tutti luoghi simbolo del cibo di strada. Rimanendo in Italia, basta ricordare che a Napoli, nelle strade, si mangiavano i maccheroni e la pizza a portafoglio, in Valle d’Aosta la polenta con il lardo di Arnad, in Liguria la focaccia di Recco, la farinata o la panissa genovese, in Emilia Romagna la piadina o lo gnocco fritto gonfio e dorato asciutto e vuoto all’interno pronto per essere farcito con salumi e formaggi, come antipasto , spuntino o secondo piatto accompagnato da un buon bicchiere di Lambrusco, senza dimenticare il pinzone di Ferrara.

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