Una fantasia di portici, ecco un'attrazione e forse una ‘scoperta’ per alcuni turisti che pensano di vedere i famosi monumenti, la Torre degli Asinelli, la Torre Garisenda, la sontuosa Basilica di S Petronio, la Fontana del Nettuno, il Palazzo Accursio
Bologna, capoluogo dell'Appennino settentrionale è situata in una piccola conca, in posizione centrale tra il versante padano e i due litorali adriatico e ligure-tirrenico; ha sempre saputo ampliare le prospettive del suo modo di vivere facendo dell'accoglienza il suo fiore all'occhiello.
La sua posizione geografica ha favorito l'apertura e il confronto e l'unione tra vari aspetti come la gastronomia, la cultura e lo studio universitario, gli aspetti urbanistici e architettonici hanno reso possibile un gioioso e disinteressato turismo che non ha stagioni preferite.
Incontrarsi sotto i portici è una scelta viva in molte città ma qui è una scelta ineguagliabile.
Chi non ha vissuto in città con portici non può capire pienamente ciò che si sente camminando in questi luoghi protetti. Non è solo una protezione dalle intemperie ma un arricchimento del proprio andare, una visione migliore delle residenze e dei negozi.
Queste gallerie caratteristiche cominciarono a nascere dopo l'anno mille, quando furono costruite delle ‘mensole’ (i beccadelli' ancora visibili in alcune aree) per ampliare gli appartamenti dei piani superiori delle case. In quel periodo cominciò una grande affluenza di mercanti nella città . Successivamente ‘ i beccadelli’ si prolungarono fino al pavimento.
I portici di Bologna sono divenuti Patrimonio Unesco il 28 luglio 2021, non tutti ma i settori più rappresentativi come quelli del 'Pavaglione' del Palazzo dei Banchi e di Piazza Maggiore, vicino alla Basilica di S. Petronio. Naturalmente le peculiarità di queste gallerie sono la lunghezza e la varietà dell'architettura e dei capitelli e gli sfondi. La lunghezza è di circa 62 km, solo 40 nel centro storico
La zona periferica non ha voluto essere dimenticata ed ecco portici meno maestosi ma più 'colorati' come la strada S. Caterina.
Mentre sembra che hai concluso il giro sotto i portici ecco che nuove scenografie ti attraggono e ti trasportano come lungo un fiume senza acqua ma con suoni e colori e un desiderio di scoprire che diventa sempre più evidente nei portici verso la Basilica della Madonna di S.Luca, una delle zone ‘uniche’ di Bologna, perché si sale, si sale come in montagna ma siamo sempre in città . Questi ultimi portici, per lo più scalinate, sono i più lunghi del mondo, circa 4 km. dal centro, e ti coinvolgono in un percorso come in un pellegrinaggio, accompagnati da una curiosità per proseguire ma anche da una ospitalità come tutte le altre zone.
La foto di copertina rappresenta il portico del Pavaglione che collega Piazza Maggiore con via Farini, allungandosi sulla famosa via dell'Archiginnasio, nel centro storico.

