"Tra Walter Biot e l’agente russo è intervenuto uno scambio, scheda SD versus denaro, all’interno della vettura di Biot". E’ quanto scrivono i giudici della prima sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 20 novembre hanno reso definita la condanna nel procedimento militare che ha condannato a 29 anni e due mesi il capitano di fregata Walter Biot, arrestato dai carabinieri del Ros il 30 marzo 2021 con l'accusa di spionaggio per aver passato documenti segreti a un funzionario russo in cambio di cinquemila euro. Â
Biot era accusato di rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio, procacciamento di notizie segrete a scopo di spionaggio, esecuzione di fotografie a scopo di spionaggio, procacciamento e rivelazione di notizie di carattere riservato e comunicazioni all'estero di notizie non segrete ne' riservate. Â
I supremi giudici nelle motivazioni sottolineano la "pluralità di elementi di prova 'in chiaro' che è bene, sia pure in sintesi, rievocare. Vi è una prima sequenza di eventi che sono stati ricostruiti: attraverso la registrazione dei comportamenti tenuti da Biot all’interno del luogo di servizio tra il 16 e il 25 marzo, consistenti nella ‘fissazione’ in una memoria elettronica di immagini di documenti cartacei e su schermo e nella successiva fuoriuscita della memoria elettronica dal luogo di servizio, con modalità che possono definirsi di occultamento; attraverso il pedinamento fisico di Walter Biot da parte della polizia giudiziaria, che ha consentito di monitorare l’incontro avvenuto in data 30 marzo 2021 tra il Biot e l’agente diplomatico russo; attraverso le attività svolte nella immediatezza, in sede di controllo di polizia giudiziaria del Biot e dell’agente russo, che hanno consentito di rinvenire una memoria elettronica nella disponibilità del secondo (da un lato) e la somma di denaro in contanti di cinquemila euro nella disponibilità di Biot dall’altro; attraverso la perquisizione domiciliare effettuata nella immediatezza presso la abitazione di Biot, che ha consentito di rinvenire uno smartphone dello stesso tipo e modello di quello che veniva utilizzato da Biot all’interno del luogo di servizio per scattare le fotografie ai documenti’’.Â
Per i giudici della Cassazione la sentenza di condanna "non soffre di alcuna illogicità , posto che l’incontro tra Biot e l'agente russo, per le sue modalità , ha un senso solo ove si ponga mente all’attività svolta da Biot, alla anomalia dei comportamenti tenuti da costui all’interno dell’ufficio nei giorni antecedenti e all’interesse dell’agente russo ad ottenere ‘qualcosa’ in cambio del pagamento di una somma di denaro’’. Â
Nei confronti di Biot, detenuto nel carcere di Velletri, oltre alla procura militare ha proceduto anche la procura ordinaria dopo che i giudici di piazza Cavour hanno ritenuto legittima la "doppia" giurisdizione considerata la diversità delle due incriminazioni. L’ufficiale, difeso dall’avvocato Roberto De Vita, è stato condannato a 20 anni nel gennaio di un anno fa, in seguito all'inchiesta dei magistrati Gianfederica Dito e Michele Prestipino, per le accuse di spionaggio, rivelazione di notizie che per la sicurezza nazionale dovevano rimanere segrete e corruzione. Il processo di Appello è stato rinviato al prossimo 6 maggio proprio in attesa delle motivazioni della Cassazione nel procedimento militare depositate oggi. Â

