«L'intollerabile e dolorosa progressione delle morti e degli incidenti sul lavoro sollecita una urgente e rigorosa ricognizione sulle condizioni di sicurezza nelle quali si trovano a operare lavoratori. Morire in fabbrica, nei campi, in qualsiasi luogo di lavoro è uno scandalo inaccettabile per un Paese civile, un fardello insopportabile per le nostre coscienze, soprattutto quando dietro agli incidenti si scopre la mancata o la non corretta applicazione di norme e procedure».
È un duro monito quello giunto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della settantatreesima Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro. Una riflessione che racconta un dramma continuo. Le cifre pubblicate dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering sono inequivocabili. E dietro ogni numero, ogni fredda statistica, ci sono vite spezzate, famiglie distrutte, drammi umani strazianti. Le tragedie sulla ferrovia a Brandizzo, in Piemonte, e alla Esplodenti Sabino di Casalbordino, in Abruzzo, sono state tra le più drammatiche di queste ultime settimane. 657 sono state le vittime sul lavoro dall’inizio dell’anno, riporta l’Osservatorio di Vega Engineering, con una media di 82 al giorno, quasi tre al giorno compresi festivi e piena estate.
Sono quattro le regioni in cui l’incidenza è superiore al 25% della media nazionale, regioni definite in “zona rossa” da Vega Engineering: Abruzzo, Basilicata, Puglia ed Umbria. Solo due le regioni in cui l’incidenza è inferiore del 75% rispetto alla media nazionale, definite in “zona bianca”, Molise e Toscana.

