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Francesco Cossiga morì 23 anni fa

Grazie a lui sappiamo molto di più di quello che qualcuno voleva farci sapere

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E' molto difficile riuscire a definire un personaggio come Francesco Cossiga: estremamente intelligente e intraprendente, partì dalla Sardegna alla conquista della politica, e anno dopo anno ricoprì quasi tutti gli incarichi di governo

Nacque in 26 Luglio del 1928 a Sassari, e di certo non perse mai tempo: si diplomò con a sedici anni e a venti si laureò in Giurisprudenza. Le sue idee furono sempre chiare: a diciassette anni era già iscritto alla Democrazia Cristiana; a ventotto era segretario di partito. Nel 1958 entrò a Montecitorio.

Iniziò allora a battere tutti i record: fu il più giovane sottosegretario alla difesa sotto Aldo Moro, il più giovane Ministro dell'Interno (era il 1976 e Cossiga aveva 48 anni) e il più giovane Presidente del Consiglio (1979; 51 anni). La lista continua: più giovane Presidente del Senato (1983; 55 anni) e infine, il più giovane Presidente della Repubblica, nel 1985 a 57 anni.

Ma non è grazie alla giovane età che Cossiga è diventato uno dei più controversi e influenti politici della Prima Repubblica. La sua lunga carriera politica è coincisa con diversi periodi storici a dir poco difficili, tra cui anche uno dei più difficili della storia italiana: gli anni di piombo.

Era il 1977, e gli scontri tra polizia e la sinistra extraparlamentare (per lo più composta da studenti) diventavano sempre più violenti. Cossiga non volle mai trattare: inviò nelle piazze e nei ritrovi universitari dei carri armati blindati; divenne odiatissimo dai rivoltosi, che storpiarono il suo nome in KoSSiga, con le doppie scritte in grafia fascista. l'11 Marzo del 1977 ci furono dei violentissimi scontri, oggi ricordati come "i fatti di Bologna", a sequito dei quali morì Pierfrancesco Lorusso, militante di Lotta Continua. Cossiga rispose coi carri armati e vietando le manifestazioni in tutto il Lazio. Ciò portò ad un inasprimento della rivolta, con il conseguente omicidio di Giorgiana Masi, una ragazza liceale. Non si seppe mai da quale arma il colpo partì: si sa solo che il proiettile viaggiò ad altezza uomo, e Cossiga fu accusato da Marco Pannella di essere stato il responsabile morale dell'omicidio.

L'anno dopo. il 16 Marzo 1977, Aldo Moro venne rapito dalle Brigate Rosse. Non sapremo mai se la politica da "pugno di ferro" di Cossiga contro i gruppi comunisti extraparlamentari portò a questo evento drastico, ma quasi sicuramente era quello che lui pensava. Dopo diversi anni, disse: "Inviando a Bologna, dopo la morte di Lorusso, i blindati dei carabinieri con le mitragliatrici, accolti dagli applausi dei comunisti bolognesi […], molti si spostarono verso le Brigate rosse e Prima Linea". Quello che venne dopo fu uno dei periodi più oscuri della storia Italiana, e della vita di Cossiga stesso.

Il Ministro creò due task force per cercare di liberare Moro. La loro strategia, si scoprì dopo, era quella di far pensare che il governo era aperto ad una trattativa, per guadagnare tempo e rintracciare i brigadisti. Nel frattempo, Cossiga ricevette l'aiuto degli Stati Uniti, che gli mandarono uno specialista, tale Steve Pieczenik. Si scoprì successivamente che le task force create da Cossiga erano infiltrate dai membri della P2, tra i quali Licio Gelli sotto falso nome. Le indagini vennero così ritardate e deviate.

Secondo Steve Piczenik il rapimento di Moro fu conveniente per molti esponenti di destra, che rigettavano la sua politica di "compromesso storico", che voleva una apertura della DC verso il PCI: "la destra voleva la morte di Aldo Moro, le Brigate rosse lo volevano vivo, mentre il Partito Comunista, data la sua posizione di fermezza politica, non desiderava trattare. Francesco Cossiga, da parte sua, lo voleva sano e salvo, ma molte forze all'interno del paese avevano programmi nettamente diversi. [...]  Bisognava fare attenzione sia a sinistra sia a destra: bisognava evitare che i comunisti di Berlinguer entrassero nel governo e, contemporaneamente, porre fine alla capacità di nuocere delle forze reazionarie e antidemocratiche di destra. [...] Bisognava fare attenzione sia a sinistra sia a destra: bisognava evitare che i comunisti di Berlinguer entrassero nel governo e, contemporaneamente, porre fine alla capacità di nuocere delle forze reazionarie e antidemocratiche di destra".

Purtroppo è proprio così che andò: l'ostaggio fu sacrificato; Moro venne ritrovato morto 55 giorni dopo, il 9 Maggio del 1978, nel bagagliaio di una macchina in via Caetani a Roma. Due giorni dopo Cossiga dette le dimissioni. La morte di Moro fu un macigno sulla sua coscienza. In seguito dichiarò "Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle è per questo. Perché lasciavamo uccidere Moro, me ne rendevo conto. Perché la nostra sofferenza era in sintonia con quella di Moro".

 La morte di Moro colpì talmente tanto Cossiga che iniziò a soffrire di disturbo bipolare. Ciò però non lo allontanò dalla politica: un anno dopo diventò Presidente del Consiglio. Anche la sua legislatura non fu tranquilla: fu accusato di aver rivelato segreti d'ufficio, accusa che il Presidente respinse fortemente.

Nel 1985 prese il posto di Pertini come Presidente della Repubblica. Se i primi cinque anni di Presidenza passano lisci, dal 1990 Cossiga iniziò a percepire la fine della guerra fredda e la diradazione della cortina di ferro. Conscio che i partiti italiani si fondavano sulla scissione americana-sovietica, decise di agire a "Picconate". Si rese conto infatti di un troppo esplicito tentativo di manipolazione da parte degli Stati Uniti, che tentò di interferire (infruttuosamente) nell'elezione di Andreotti, troppo filoarabo per i gusti americani.

Perciò iniziò a picconare, tentando di smuovere un sistema che riteneva "vecchio e immobile" e "togliendosi qualche sassolino nella scarpa". Criticò praticamente tutti, compresi i magistrati che, secondo lui, erano troppo politicizzati

Nel bene e nel male, Cossiga è stata una figura importantissima della nostra storia. Un uomo tenace e sincero a modo suo, uno dei pochi che ammise i suoi errori. Grazie a lui sappiamo molto di più di quello che qualcuno voleva farci sapere.

Morì il 17 Agosto 2010, a 82 anni.

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