La procura di Milano valuta una richiesta alla Giunta per l'autorizzazione a procedere del Senato per poter sequestrare il cellulare di Leonardo Apache La Russa, la cui sim telefonica è intestata al padre Ignazio, presidente del Senato. La possibile richiesta è motivata dalla necessità di effettuare accertamenti sul telefono del 21enne indagato per violenza sessuale. Prima di questo passo c'è la possibilità che il giovane possa consegnare autonomamente il suo cellulare agli investigatori.
In una nota Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato dell'Alleanza Verdi e Sinistra, si è rivolto "direttamente al presidente del Senato, Ignazio La Russa, affinché si apra alla collaborazione con gli inquirenti e provveda a consegnare nelle prossime ore il telefono del figlio, la cui sim non può essere sequestrata dai magistrati perché a suo nome. È di fondamentale importanza che vengano raccolti ulteriori elementi per accertare la verità e stabilire responsabilità riguardo alla grave accusa di stupro".
Il presidente del Senato: "Se ne occupa l'avvocato"
"Sono sereno, se ne occupa l'avvocato Adriano Bazzoni", dice il presidente del Senato Ignazio La Russa a chi gli chiede un commento sulla vicenda. La Russa, seduto a un tavolino di un bar a pochi passi dal suo studio legale, sorride, ma preferisce non aggiungere altro: "Mi va dato atto che su questa vicenda non ho più detto una parola".
"Il Presidente La Russa, dopo la nomina dell’avv. Bazzoni da parte del figlio Leonardo, si è astenuto e si asterrà da qualsiasi commento diretto o indiretto sulla vicenda, avendo piena fiducia nell’operato dei Magistrati della Procura di Milano. Da un punto di vista mediatico, risulta, però, ormai passato il segno". Lo comunica lo staff del senatore e avvocato Ignazio La Russa.
"Più volte - si legge nel testo diffuso - sono state pubblicate su quotidiani, giornali on line e sui social, le foto di un altro figlio del Presidente, col nome del fratello, nonché ricostruzioni artefatte a fini suggestivi della vita giovanile dei fratelli La Russa e dello stesso Leonardo (definito “trapper” per avere messo in rete solo nell'anno 2019, due canzoni col testo non suo, mentre è ormai al terzo anno di università)".
"Non sono financo mancati talk-show televisivi con esponenti privi di ogni conoscenza dei fatti ma forti delle loro convinzioni ideologiche, nonché offese ai “La Russa” che, di converso, si sono da sempre distinti per riconosciuta onorabilità, onestà e dirittura morale non solo con Ignazio, ma nei 50 anni continuativi di presenza dei La Russa in Parlamento", sottolineano dallo staff.
"Non risulta più tollerabile la condotta di chi si sostituisce ai Pm con pretese di indagine e richieste istruttorie. Travalica ogni rispetto l’operato di associazioni di sinistra che affiggono manifesti e preannunciano flash-mob politici e diffamatori. Per tacere dei social. Per queste ragioni, si rinnova l’invito ad affidarsi unicamente al lavoro degli inquirenti e ci si augura che termini ogni speculazione politica della vicenda", si legge ancora.
"Tuttavia, in ragione di quanto è sino ad oggi accaduto, la famiglia La Russa si è vista costretta ad incaricare l’avvocato Vinicio Nardo del Foro di Milano per tutelare, nelle competenti sedi giudiziarie, l’onorabilità del Presidente e degli altri componenti della famiglia. L’avvocato Nardo, che non si occuperà della vicenda di Leonardo (per il quale Leonardo ha incaricato l’avv. Bazzoni), sta raccogliendo tutti gli elementi che da giorni esulano dal normale esercizio del diritto di cronaca e di critica con riguardo alla famiglia La Russa", concludono dallo staff.
(fonte Adn Kronos)

