IL WTE UNESCO SALUTA E RINGRAZIA ROMA. PROSSIMA TAPPA, NEL 2021, IL VENETO

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 27/09/2020 in Cronaca da Andrea Gentili
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Andrea Gentili
Il salone mondiale siti e città Unesco si conferma occasione di valorizzazione del patrimonio culturale e di confronto sulle politiche per il settore. Sabato 26 settembre si è chiusa la undicesima edizione del WTE for Unesco Cities and Sites, la seconda che ha avuto luogo a Roma. Dal prossimo anno, il salone si sposta di nuovo in Veneto, dove si svolgerà dal 23 al 25 settembre. Il WTE si conferma, dunque, occasione di valorizzazione dei siti Unesco e di visibilità per le moltissime iniziative che gli stessi siti Unesco stanno realizzando per promuoversi in maniera originale e innovativa, anche utilizzando le più moderne tecnologie, con l’obiettivo ulteriore di fare fronte alla grave crisi del settore causato dalla pandemia mondiale. All’interno del ricco calendario di approfondimenti dell’evento, si è parlato, dunque, di come le tecnologie possono essere applicate ai luoghi della cultura per valorizzarli e promuoverli, con l’esempio dei vari progetti realizzati nel Lazio, da Accumuli e Amatrice a Ostia antica, dai Monti Lepini ai percorsi tematici legati all’acqua nell’antichità romana. Altra esperienza interessante quella del Museo diffuso dei 5 sensi di Sciacca, che offre un’opportunità diversa di conoscere il territorio attraverso un’esperienza sensoriale completa. Per non parlare della Città Metropolitana di Napoli, che per la quinta edizione consecutiva ha scelto il WTE per presentare la sua proposta, più ricca di sempre. Oltre alle due direttrici sulle quali la Città stessa si è mossa in quest’ultimo periodo, ovvero la redazione di un Manifesto per un Turismo sostenibile ai tempi del Covid-19 dal titolo “La Cultura come Cura” e allo sviluppo di gruppi di percorsi articolati sulla base dei 4 elementi – acqua, terra, aria e fuoco – al World Tourism Event for UNESCO Sites la delegazione napoletana ha presentato anche il Piano Strategico Metropolitano per la Cultura come Sviluppo, un programma che prevede lo stanziamento di un miliardo di euro nel triennio per cambiare il volto dell’intera area. Il piano prevede il finanziamento di numerosi interventi, dal completamento del Grande Progetto UNESCO di Napoli con il rifacimento di reticoli di strade del centro storico, alla riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele o di Viale Umberto Maddalena; ed ancora parchi, come l’Akeru di Acerra, o il sistema dei 19 parchi di Napoli; dalla riqualificazione del centro storico di Vico Equense, del Museo della Pasta di Gragnano, o del palazzo storico che ospita il Comune di Cercola, del Molo Borbonico di Ercolano, fino alla risistemazione del percorso archeologico-naturalistico che dal Castello di Baia, nel comune di Bacoli, accompagna al Lago Miseno e alla Tomba di Agrippina. Anche la Fiavet, la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo ha scelto il WTE per la propria assemblea nazionale ufficiale proprio per dare un segnale di particolare attenzione a questo segmento turistico, nella convinzione che partendo da questo patrimonio si possa innovare nel momento più difficile che il turismo abbia mai avuto. Il WTE è stato, quindi, occasione di presentazione anche dell’esperienza del Comune di Assisi, che si appresta a festeggiare il ventesimo compleanno dell’iscrizione a Patrimonio mondiale dell’Umanità, con un ricco calendario di eventi - seminari, concerti, iniziative per le scuole, percorsi guidati ai 13 siti Unesco della città- dalla fine di novembre fino al 6 dicembre, ricorrenza esatta dell’iscrizione e giorno della festa grande in piazza, nel rispetto delle norme Covid. Anche la Regione Veneto ha presentato al WTE il gran lavoro fatto e in corso per dare sempre maggiore incisività al supporto, alla tutela e conservazione, nonché alla promozione e fruizione dei Siti Unesco della regione, per cui ha realizzato di recente un Tavolo di lavoro e un Coordinamento interno per i temi Unesco. Il primo, in particolare, rappresenta un momento di incontro, confronto e scambio tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei beni iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale nel Veneto; il secondo è, invece, un organismo composto da diverse strutture dell’Ente, con competenze specifiche nei diversi ambiti toccati dalla gestione dei Siti della lista Unesco, come la promozione e la valorizzazione dei beni culturali, la pianificazione territoriale e urbanistica, le infrastrutture e i trasporti, i lavori pubblici, il governo dei flussi turistici, la gestione del comparto agroalimentare, il rapporto con gli Enti locali del territorio, le strategie di comunicazione, le attività formative, le relazioni internazionali. E proprio il Veneto, con i suoi otto siti patrimonio dell’Umanità, ospiterà l’edizione 2021 -la dodicesima, complessivamente- del World Tourism Event for Unesco Cities and Sites. L’appuntamento sarà ancora a settembre, da giovedì 23 a sabato 25. La città che ospiterà il salone è ancora al vaglio della Regione. “Otto siti Unesco, sono per il Veneto un grande orgoglio ma anche una grande responsabilità. -spiegano dalla Regione- L’ultimo riconosciuto, le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, è quello che ha consentito all’Italia di rimanere il paese che ne vanta di più a livello mondiale. La nostra Regione crede in questo suo invidiabile patrimonio; ancora di più ora che la situazione del mercato turistico e dell’offerta culturale chiede perentoriamente di mantenere alta la guardia negli interventi di promozione e rilancio dopo le ripercussioni della pandemia. Il circuito Unesco del Veneto è uno dei volani affinché l’attività turistica ecocompatibile e culturale rimanga la prima economia regionale. L’insieme dei siti, dal grande valore naturale come le Dolomiti, la Laguna o le Colline, e storico-artistico come le città d’arte, le ville venete o le fortezze veneziane, è l’indicatore di un’unicità. L’unicità di un territorio che raccoglie ed unisce un patrimonio paesaggistico di grande rilievo ad una tradizione della ricerca della bellezza che è espressione profonda della cultura veneta e strettamente connessa al tessuto agricolo e imprenditoriale, legato all’amore per la terra”. “Il salone ritorna in Veneto dopo cinque anni -ha spiegato Marco Citerbo, direttore WTE- visto che prima di arrivare a Roma è stato ospitato, per tre edizioni a Padova, dal 2014 al 2016. Ringraziamo la Regione Lazio per aver creduto nell’evento, soprattutto quest’anno, dandoci la possibilità di realizzare un evento a tempo di record e di farlo in presenza malgrado le difficoltà. È stata una scommessa vinta, di cui dobbiamo dare buona parte del merito alla determinazione della Regione. D’altro canto, siamo molto contenti di tornare in Veneto -ha concluso Citerbo- nella consapevolezza della grande attenzione che le istituzioni e gli operatori di questo territorio hanno per il patrimonio Unesco. Siamo già pronti a rimetterci a lavoro per il prossimo anno.” Non da ultimo, in questa edizione appena conclusa, è da rilevare la piena soddisfazione -oltre il 98%- degli operatori del settore turistico-ricettivo che hanno preso parte alla borsa online realizzata grazie alla collaborazione strategica di Enit, che ha selezionato i buyer internazionali partecipanti e di Uplink Web Agency. Per gli operatori la borsa ha rappresentato una importante opportunità di sviluppo del proprio business, giudicata particolarmente importante e necessaria in questo periodo di crisi generalizzata. “Il prossimo anno -ha spiegato ancora Marco Citerbo- auspico di poter tornare a organizzare il worksop in presenza, ma l’esperimento della borsa online è, senza dubbio, riuscito con soddisfazione di tutti. Riteniamo, quindi che essa possa rappresentare un’opportunità in più da utilizzare anche in futuro.” Un ringraziamento particolare, infine, ai ragazzi dell’IPSEOA Tor Carbone, alla Dirigente scolastica, Cristina Tonelli e al Prof. Marco Melfi che, nei tre giorni della manifestazione, hanno collaborato all’accoglienza turistica e congressuale dei partecipanti, nell’ambito dei PCTO.

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