Strage di cani avvelenati, progetto di strategia per il benessere animale all'interno dell'UE con il supporto dell'Università di Udine

80.000 cani avvelenati nel 2019, nasce IREBA-19

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 09/04/2020 in Cronaca da Ivan Schmidt
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Ivan Schmidt

Lo Staff del progetto IREBA-19 è lieto ed orgogliosa di annunciarvi che, dopo un primo consulto con il Parlamento Europeo, ha ufficialmente inviato come da indicazioni ricevute dall’Unità Richieste del Parlamento Europeo, il progetto IREBA-19, indirizzando il medesimo alla “Direzione Generale della Salute e della Sicurezza alimentare” e del ”Intergroup on the Welfare and Conservation of Animals” della Commissione Europea con il supporto dell’Università di Udine, Dipartimento delle Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali (Responsabile Scientifico Prof. Bruno Stefanon).

Il progetto nasce sull’onda dell’emergenza emersa grazie al triste picco nel 2019, dei molteplici casi di ferimenti e morti di animali sul territorio nazionale. Nel 2016 i casi di avvelenamento erano 23.500 esemplari. Nel 2018 sono stati avvelenati 60.000 cani di cui 1/3 circa ha perso la vita. Nel 2019 i casi registrati sono saliti a quasi 80.000 esemplari. I cani, secondo un recente studio, al 9% del totale della fauna avvelenata.  I dati ci dicono che, in Italia abbiamo circa 7 milioni di cani, questo significa che 10 cani ogni mille vengono avvelenati. L’emergenza sanitaria del Covid-19 ha de facto aumentato odio sociale verso i proprietari di cani, quindi vige stato di massima allerta. 

Questa “pandemia sociale” va affrontata ulteriormente rispetto a quanto già in atto; se da una parte il Ministero della Salute ha emanato, il 12 luglio 2019 un’ordinanza sul “divieto di utilizzo e di detenzione di esche avvelenate” dall’altra si evidenzia un’incapacità di applicazione delle Direttive Comunitarie sulla normativa ambientale e della mancanza di risorse e protocolli per le attività investigative. La maggior parte dei nuclei cinofili antiveleno (agenzie per l’ambiente ONG) agiscono su segnalazione e non hanno potere investigativo.

Il progetto IREBA-19 e relativi protocolli consolidati, come prefissato dalla Comunità Europea, si inserisce all’interno dei progetti di strategia per il benessere animale nell’EU. Il Roadmap progettuale consiste in quattro punti basali; benessere animale, prevenzione, analisi ed esperienza e sarà coadiuvato da un Corporate del Benessere Animale (Well-Being) composto in primis dall’Università di Udine Dipartimento delle Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali (Responsabile Scientifico del progetto Prof. Bruno Stefanon), Lega Italiana dei Diritti degli Animali (LIDA), Lega Italiana dei Diritti degli Animali Sez. Tigullio, Nutrigene Food SRL e un Team Veterinario. I principi del lavoro pratico - spiegano gli organizzatori- sono quelli dell’addestramento etologico. Il progetto NO PROFIT e auto-finanziato) ed i suoi protocolli di cui attori materiali sono Ivan Schmidt e Virginia Ancona, Dog Trainer Professional, conosciuti a livello nazionale e internazionale, sarà destinato alla Comunità Europea nell’ambito delle strategie sul benessere animale e per lo sviluppo di un protocollo unico all’interno dell’UE, a tutti gli Enti pubblici (Regioni, Province, Comuni) e gli Enti ONG che ne faranno richiesta.

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