La Corte d'Appello di Brescia ha respinto la richiesta della Procura generale di arrestare Marco Toffaloni, condannato nel marzo 2025 dal Tribunale per i Minorenni a 30 anni di carcere per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974. Per i giudici non ci sono elementi sufficienti a dimostrare l'esistenza del pericolo di fuga per l'uomo, 69 anni, che vive in Svizzera e che ha impugnato la condanna in Cassazione.
Toffaloni, in Svizzera, a dire della Procura generale, "non lavora e non ha un nucleo familiare di riferimento", vive "isolato, privo di legami stabili, in una condizione di disagio economico ed esistenziale" con il rischio che possa rendersi irreperibile. Una condizione che per la Corte d'Appello di Brescia non indica, "in modo automatico e inequivoco, la volontà di sottrarsi all'esito del giudizio".
Per chi ha respinto la richiesta di arresto non ci sono elementi che indicano la volontà di fuga: Toffaloni, dopo la sentenza, non ha cambiato il proprio regime di vita, "nemmeno appare supportata da elementi concreti l'ipotizzata volontà del Toffaloni di allontanarsi dal suolo svizzero", dove ha la cittadinanza, per rendersi irreperibile.
"Nulla si sa nemmeno delle risorse economiche di cui l'imputato dispone in Svizzera o di ulteriori e diverse disponibilità di denaro o altri beni economicamente rilevanti in paesi differenti" e le presunte difficoltà economiche - a dire della Corte d'Appello - "possono rendere più difficile per il Toffaloni una fuga dal suolo svizzero piuttosto che agevolarla". Elementi che, insieme ad altri, rendono non concreto né attuale il pericolo di fuga dell'imputato.

