Oggi 19 marzo si festeggiano i papà

La storia di una festa un po' scordata

pubblicato il 19/03/2015 in Costume e società da Veronica Murru
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Veronica Murru

La famiglia è quel valore a cui siamo più legati e che difendiamo contro il mondo. È grazie ai nostri genitori che nasciamo ed impariamo a vivere. La mamma è uno di questi pilastri, la osanniamo come una creatura divina, la festeggiamo con fiori e regalini, esiste anche un proverbio “la mamma è sempre la mamma”. Ma ci ricordiamo di dare premurose attenzioni anche ai nostri papà? Se vi siete scordati di comprare un pensierino al primo uomo della vostra vita, siete ancora in tempo per rimediare. Ma affrettatevi, regalate un sorriso al vostro “papino”.

La Festa dei papà è una ricorrenza civile che in molti paesi europei ed in America viene festeggiata nelle terza domenica di giugno. In Italia invece, festeggiamo il nostro genitore maschio il 19 marzo, facendo coincidere la ricorrenza civile con quella religiosa in onore di San Giuseppe, padre putativo del Gesù Cristo, e simbolo della paternità. Nonostante alla scuola materna ed elementare qualche insegnante continui a far preparare ai bambini un pensierino per il proprio papà, la società rende poca giustizia alla promozione di questa giornata e alla storia che si porta dietro.

Ma quali sono appunto le origini della festa civile dei papà? Per scoprirlo dobbiamo tornare indietro nell'America degli inizi del '900, quando a Fairmont in Virginia, presso la chiesa metodista locale, venne organizzata una festa in onore dei papà. A sollecitare l'ufficializzazione della festa fu, però due anni dopo, una donna americana di nome Sonora Smart Dobb. Questa signora organizzò una festa il 19 giugno del 1910 per celebrare la nascita del suo papà. È da allora che nei paesi che si basano sulla tradizione statunitense, è ricorrenza festeggiare il papà proprio nel mese di giugno.

In Italia esistono delle tradizioni culinarie per la data dedicata ai papà, spesso anche in unione alle ricorrenze del risveglio primaverile. Si cucinano soprattutto dolci con la crema, come i bignè. A Napoli si è soliti preparare le Zeppole di San Giuseppe, secondo la storia biblica, in cui si dice che lo sposò di Maria abbia venduto delle frittelle dopo la fuga in Egitto. Al nord si preparano le Raviole, mentre nelle regione del centro si mangiano le Zeppoline di riso.

Ma nonostante la loro bellezza, queste tradizioni nella società sono andate un po' perse o accantonate, magari proprio dai giovani che hanno più a che fare con i propri genitori. Perciò figli di tutte le età ricordatevi di fare un augurio speciale ai vostri papà del cuore.

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