Nato il 10 marzo, Osama Bin Laden

La storia di un terrorista islamico

pubblicato il 10/03/2015 in Costume e società da Veronica Murru
Condividi su:
Veronica Murru

Sono passati ormai diversi anni, eppure ancora oggi associamo il nome di Osama Bin Laden principalmente all'attentato terroristico di New York. Era l'11 settembre del 2001, due aerei si scontrarono sulle Torri Gemelle della Grande Mela, un altro sul Pentagono. Il mondo occidentale veniva sconvolto da una nuova possibile minaccia, il terrorismo islamico.

Da allora due ordini di pensiero si sono contrapposti: chi sostiene gli interventi delle Nazioni Unite contro il Medio Oriente, chi invece è scettico sulle reali dinamiche degli atti terroristici. Ma chi è il dichiarato responsabile della strage del 11 settembre 2001, Osama Bin Laden?

Osama Bin Laden è nato il 10 marzo del 1957 a Riyad, in Arabia Saudita. Terrorista e fondamentalista sunnita, è stato il fondatore di Al-Quaida, l'organizzazione terroristica di tipo Jihadista. Era il 17esimo figlio di un ricco costruttore arabo, laureato in Ingegneria, ebbe 5-6 mogli e circa 24 figli sparsi per i paesi mediorientali. All'età di 22 anni formò una rete terroristica contro gli Stati Uniti e i paesi occidentali. Nel 1980 si unì con i Mujahedin, forze di resistenza afghana, andando contro le truppe sovietiche presenti nel territorio, in quanto occupatrici. Fu considerato un eroe, un esempio da imitare nel Paese. Le motivazioni dell'odio contro gli americani rientravano nella convinzione che ci fosse un'oppressione nei confronti del popolo dei Musulmani.

Non contento dei periodi di pace, Osama Bin Laden decise di creare gruppi rivoluzionari e violenti contro la Monarchia e la famiglia regnante dei Fahd. Sostenne gli esponenti più radicali dei talebani, studenti delle scuole coraniche guidati da Mullah Omar. Per questo venne cacciato dall'Arabia Saudita, e nel 1992 perse la cittadinanza. Questo non fermò le sue intenzioni contro l'Occidente. Nel 1996 scrisse un editto religioso nel quale esortava i Musulmani ad uccidere i soldati americani in Arabia e in Somalia. Questo invito venne esteso successivamente anche per civili statunitensi. Sempre nel 1996 venne condannato come responsabile della morte di 18 militari americani nell'attentato di Mogadishu, in Somalia.

Due anni dopo, nel 1998 fece esplodere le ambasciate americane di Nairobi, in Kenia e Dar Es Salaam, in Tanzania. Ci furono centinaia di morti. Due settimane dopo l'attentato terroristico, il Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, ordinò di effettuare un attacco con i missili contro alcuni campi di addestramento in Afghanistan e in Sudan.  Bin Laden si salvò, venne accusato dalla Nazioni Unite di aver organizzato gli attentati del 1998 e fu posta una taglia sulla sua persona. Era caccia a Bin Laden.

Dal 11 settembre del 2001 divenne il primo nemico delle Nazioni Unite, soprattutto degli Usa visto l'attentato terroristico New Yorkese che provocò tantissime morti di civili, soccorritori e membri delle forze dell'ordine. A distanza di 10 anni, il 2 maggio del 2011, il Presidente Barack Obama annunciò l'avvenuta cattura ed uccisione di Bin Laden, da parte del commando americano Devgru e della Cia, presso la località di Abbottabad, vicino a Islamabad, in Pakistan. Il suo corpo venne recuperato e sepolto in mare. Nei social sono state diffuse delle immagini del presunto corpo, e non sono mancati i commenti circa la non veridicità dell'accaduto, per certi archittetato ad hoc dagli stessi Stati Uniti d'America.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password