La donna in Marocco : riflessioni sull'operato di Sua Maestà

Essendo un evento che merita attenzione, occorre che esso non sia solo ricordato nella data esatta, ma merita , per contro , che esso venga assimilato come un fatto che dovrebbe contraddistinguere tutta la nostra vita e

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 30/11/2021 in Costume e società da Marco Baratto
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Marco Baratto

La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare in quel giorno attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne.

La data della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne segna anche l'inizio dei "16 giorni di attivismo contro la violenza di genere" che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani il 10 dicembre di ogni anno, promossi nel 1991 dal Center for Women's Global Leadership (CWGL) e sostenuti dalle Nazioni Unite, per sottolineare che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani. Questo periodo comprende una serie di altre date significative, tra cui il 29 novembre, il Women Human Rights Defenders Day (WHRD), il 1º dicembre, la Giornata mondiale contro l'AIDS e il 6 dicembre, anniversario del massacro del Politecnico di Montreal, quando 14 studentesse di ingegneria furono uccise da un venticinquenne che affermò di voler "combattere il femminismo". Il colore arancione è utilizzato come colore di identificazione della campagna, ogni anno concentrata su un tema particolare. Dal 2014 ha assunto come slogan "Orange the World".

Essendo un evento che merita attenzione, occorre che esso non sia solo ricordato nella data esatta, ma merita , per contro , che esso venga assimilato come un fatto che dovrebbe contraddistinguere tutta la nostra vita e tutte le nostre azioni. Per questo ho scelto di aspettare alcuni giorni prima di affrontare questo momento cosi imporatante e cercare di illustrare, seppure brevemente , le politiche che il Regno del Marocco ha assunto in favore delle donne. Politiche, è bene precisare che solo per gli osservatori non attenti appaiono innovative ma rappresentano invece l' applicazione alla realtà contemporanea di una tradizione che rimanda fin dall'origine del Regno.

La tradizionale cultura di tolleranza del Marocco è insita nella propria caratteristica di essere terra di profonda fede religiosa. E sicuramente per dimostrare questa permanenza della fedeltà ai valori di tolleranza e inclusione partiremo dalla fondamente di ogni società : quello della famiglia Per trattare del tema della famiglia ed in particolare della donna parto dal messaggio che Sua Maestà ha invitato il 27 Settembre 2018 all’iniziativa “Le donne in Africa”, la prima piattaforma internazionale di sostegno allo sviluppo economico e accompagnando le donne africane leader e un grande potenzi

“Nessun paese, nessuna società, nessuna economia, nessuna impresa può affrontare le sfide dei giorni nostri o realizzare il suo pieno potenziale se le donne vengono messe da parte. Pertanto, le misure per promuovere la parità tra donne e uomini devono costituire la base di qualsiasi strategia efficace per lo sviluppo sostenibile. Questa convinzione è al centro del principale programma di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per il 2030, più in particolare dei suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. È anche al centro delle preoccupazioni dei paesi africani. L’uguaglianza di genere all’interno dell’Unione Africana, infatti, è oggetto di un impegno costante confermato dal Summit dell’UA di gennaio 2018, che ha inserito la parità di genere come obiettivo da raggiungere da tutti. livelli, entro il 2025. noltre, di fronte all’ingiustizia subita dalle donne africane, è nostro dovere valorizzare i loro molteplici contributi incorporandoli nei piani nazionali di sviluppo socio-economico. La loro leadership sarà così rafforzata all’interno delle rispettive società.”

Da questo recente discorso emerge tutta la serie di grandi implementazioni alla struttura giuridica dello Stato voluta da Sua Maestà. Un apparato normativo che agli occhi del mondo occidentale sembrano innovative ma, per coloro che hanno una discreta conoscenza dell’islam sunnita di tradizione malikita sono logiche conseguenze, quelle che da tempo si possono chiamare “innovazioni nella tradizione”

Subito dopo l’indipendenza del 1957, il Marocco vara un primo codice di famiglia o meglio Mudawwanat al-aḥwāl al-šaḫṣiyya, . Già in questo primo codice emanato da  Sua Maestà Mohammed V si comprende la volontà di creare un corpus normativo in linea con la tradizione islamica di scuola malikita. Il Codice era applicabile a tutti indipendentemente dalla religione  . Nonostante che risentisse una visione ancora fortemente improntata sulla centralità della figura maschile , che è bene ricordare era presente già nel Codice Napoleonico del 1804 e che nella stessa epoca era comune a tutte le legislazioni dei paesi europei, il Codice del 1957 presentava già delle forti connotazioni a favore della donna tanto che numerosi studiosi sostengono che “veniva così riconosciuto anche giuridicamente il particolare ruolo svolto dalle figure femminili della famiglia nella fase iniziale della vita dei figli, fase che doveva durare almeno fino ai cinque anni del minore, anche nel caso in cui la custode – che non fosse la madre – appartenesse ad un’altra religione” 

La successiva piccola riforma portata avanti da Sua Maestà Hassan II  segue in modo lineare la tradizione marocchina di una società inclusiva. Infatti, è del 1993 la creazione del “Consiglio di Famiglia” una struttura che affiancava la magistratura nelle questioni famigliari. Ma, è con 8 Marzo 1999 e il Plan d’Action National pour l’Intégrationde la Femme au Développement”(PANIFD),” che Sua Maestà Hassan II continua l’opera di mantere saldo il Regno ai principi della tradizione e allo stesso tempo capire come insegna la tradizione malikita a leggere i segni dei tempi.  A rendere effettivo la lunga fedeltà agli antichi principi sarà chiamato Sua Maestà Mohammed VI, succeduto al padre il 23 Luglio del 1999. In questa ottica di continuità e fedeltà ai valori fondanti della nazione marocchina che va letta Mudawwana  emanta nel 2004 rivede e scrive lo statuto personale della famiglia fu portata avanti portata avanti dal Renel suo ruolo di amīr almu’minīn. Salutata come una svolta dalla gran parte dell’opinione pubblica occidentale è si il frutto di una visione geniale di Sua Maestà Mohammed VI ma che iscrive nella tradizione religiosa e inclusiva della storia del Marocco

Queste sono solo alcune della vicinanza di Sua Maestà alle tematiche della famiglia e delle donne  che sono al centro di ogni progresso civile e sociale.

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