Quattro italiani su 10 vivono con un animale

Lo conferma l'Eurispes

pubblicato il 30/01/2014 in Costume e società da Angela Menna
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Angela Menna

In Italia, quattro persone su 10 ospitano almeno un animale in casa, mentre il 60,6% non ne possiede. Il migliore amico dell’uomo occupa la testa della classifica degli animali, che si possono trovare nelle case degli italiani. Non a caso è il 53,7% ad avere almeno un «Fido» in famiglia. Segue nella lista degli animali preferiti, come compagnia domestica, il gatto (45,8%). Rispetto all'anno scorso, la presenza di almeno un animale in casa è scesa. Probabilmente, da un lato incide la crisi economica, così come dimostrano anche i dati sulle spese veterinarie; dall'altro, gli italiani potrebbero aver preso una maggiore consapevolezza sull’impegno e sui bisogni legati all’avere in casa un “quattrozampe”. Una diminuzione, che solo con un’analisi effettuata su un periodo più lungo, potrà avere una spiegazione adeguata.  La metà di chi ha un animale spende in media meno di 30 euro al mese per il suo fabbisogno nutrizionale, igienico e sanitario, il 32,8% fino a 50 euro mensili, mentre la restante parte si divide tra il 10,9% di quanti spendono una cifra che va dai 51 ai 100 euro, il 2,1% di chi spende da 101 a 200 euro e l’1,4% di coloro che spendono un importo compreso tra 201 e 300 euro. Infine, lo 0,2%, non bada a spese, superando i 300 euro al mese.

Per le visite veterinarie, invece, la maggior parte dei padroni spende 100 euro l’anno. L’Eurispes, quest’anno, ha deciso di ampliare il suo raggio d’indagine sul tema animali, dando spazio anche ai veterinari. La ricerca è stata realizzata con il contributo della Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani (Fnovi), che ha coinvolto i propri associati nella compilazione del questionario. L’82,8% dei veterinari riscontra, spesso, una cura adeguata degli animali, mentre un 14,8% si dimostra più critico rispondendo: «raramente».Tra le diverse voci relative alle spese veterinarie, a subire più tagli, sono state le cure, gli interventi chirurgici costosi e i controlli medici periodici. Un’altra difficoltà del Paese è che, per circa la metà dei veterinari, sono aumentati i clienti che chiedono il loro aiuto per affidare ad altri i propri animali, non riuscendo a sostenere le spese per mantenerli. Il 47,2% dei veterinari dichiara che la disponibilità dei clienti ad adottare animali, rispetto a qualche anno fa, è rimasta stabile, ma un rilevante 44,3% sostiene che è diminuita. Per quanto riguarda l’abbandono degli animali, un veterinario su 4, ne conferma l'aumento. Il 14,8% parla, invece, di una diminuzione.

Al 13% dei veterinari sono stati portati animali selvatici dalle Forze dell’ordine, al 10,1% da Associazioni di volontariato (LAV e Legambiente). Gli animali selvatici portati con maggior frequenza negli ambulatori veterinari sono i volatili, seguiti dai mammiferi (37%) e dai rettili (8,3%). Per quanto riguarda l’anagrafe canina, a quasi tutti i veterinari è capitato di visitare cani privi di microchip o non iscritti all’anagrafe. Per la maggioranza dei soggetti (69%), ciò accade qualche volta, per il 21,3% spesso. Infine il 40,1% dei veterinari ha riscontrato che, nel corso dell’ultimo anno, sono aumentate le richieste di eutanasia a seguito di diagnosi di malattia cronica o non curabile. 
 

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