Il grande pregio della pasticceria siciliana e la storia dei dolci tipici della Trinacria

Sentiamo spesso parlare di made in Italy, soprattutto per quanto riguarda i dolci, e quelli tipici della pasticceria siciliana sono fra i più gustosi in assoluto

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 17/12/2019 in Costume e società da Fabio Presti
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Fabio Presti

La pasticceria siciliana può contare su tradizioni molto antiche, e su sapori che trovano pochi eguali non solo in Italia, ma nel mondo intero. Questo spiega perché i dolci della Trinacria oggi spopolano ovunque, anche a Roma, dove ci sono alcune gelaterie che hanno scelto di “migrare” la loro bontà. Eppure, se da un lato tutti noi li apprezziamo e li gustiamo quotidianamente, dall’altro spesso ne ignoriamo le origini. Ed è un vero peccato, considerando che la pasticceria della Sicilia può contare su una storia ricca di notizie interessanti. Ecco perché oggi cercheremo di fare una piccola sintesi di queste ultime.

L’importanza della dominazione araba

La Sicilia deve molte delle sue tradizioni alle contaminazioni della cultura araba, e il mondo dei dolci e dei gelati non fa di certo eccezione. Fu infatti in quel periodo che l’isola conobbe (prima di molte altre regioni) tutto il pregio di spezie come la cannella. Inoltre, grazie agli arabi la Sicilia ebbe modo di scoprire i pistacchi, che oggi rappresentano un vanto della regione, come nel caso di quelli di Bronte. Pistacchi che, fra le altre cose, vengono usati per creare dei gelati dal sapore davvero eccezionale. Da sottolineare che oggi le cose non sono cambiate molto, nella pasticceria siciliana, ed è un bene: i dolci vengono infatti preparati secondo quei metodi e quelle ricette tradizionali tipiche della cultura della Trinacria. E in un mondo dove ogni elemento culinario viene stravolto e rivoluzionato, questo è un fattore da tenere in conto.

Paese che vai, dolce che trovi…

Tutti noi abbiamo assaggiato, almeno una volta nella vita, dolci tradizionali siciliani come la cassata e i cannoli, insieme alla frutta martorana. Naturalmente, al di là di questi must, ogni paese siciliano ha i suoi dolci tradizionali, come la brioche “col tuppo” catanese, insieme agli iris e ai panzerotti. A Palermo troviamo invece i noti biscotti di San Martino, la cuccìa, i buccellati e gli evocativi pupi di zucchero. Senza poi considerare altre ricette tipiche della Sicilia, come la pignolata glassata di Messina, le dita d’apostolo e il tronchetto al limone.

I monasteri e le monache di clausura

In pochi sanno che le origini dei dolci siciliani si legano a doppio filo con i monasteri e le monache di clausura. Erano infatti queste ultime a servire al popolo le varie preparazioni, attraverso una feritoia sul portone a forma di ruota. I soldi, invece, venivano raccolti usando una paletta, spinta fuori dal cancello, sempre per evitare qualsiasi forma di contatto con le altre persone. Potremmo dunque sostenere che le monache siciliane furono le prime, vere pasticcere dell’isola, e i monasteri le prime pasticcerie. Curioso, considerando che si parla di autentici “peccati di gola”, e che proprio tramite la pasticceria le monache riuscivano a dare sazio alla propria voglia di creatività. E ogni monastero era famoso per una creazione in particolare.

Articolo offerto da http://www.gelarmony.it/

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