Ho scoperto la costa abruzzese dal finestrino della macchina e me ne sono innamorata

Perché andare in Abruzzo

pubblicato il 09/02/2017 in Costume e società da Valentina Roselli
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Valentina Roselli


Ho scoperto l’Abruzzo dal finestrino della mia  macchina in un’estate di sei anni fa mentre stavo andando in Puglia passando dalla A24 che da Roma  dirotta il viaggiatore sulla costa abruzzese tagliando in due  i monti del Gran Sasso. Monti imponenti indubbiamente ma fin qui niente di nuovo. Mi aspettavo un paesaggio simile ero preparata.

A questo aggiungiamo che sono toscana  e noi  toscani abbiamo un vizio di contenuto:  pensiamo che non esista luogo più bello della nostra regione. Oltretutto sono fiorentina e noi Fiorentini abbiamo il vizio raddoppiato : niente è più bello del Chianti e di Firenze, e così il nostro sguardo è corrotto  da una certa supponenza e da una convinzione errata rafforzata da un realtà che  spesso ci dà ragione ma quel giorno ragione non ho avuto.

Quello che vidi qualche chilometro dopo aver imboccato la  A14 all’altezza di Teramo mi lasciò senza parole: distese verdi a ridosso di un mare dai colori vividissimi. Paesi che di campagna molto simili ai miei borghi del Chianti che si affacciavano su spiagge deserte dal mare pulito.
Il verde degli alberi contrastava come un controcanto con l’azzurro verdastro dell’acqua i campanili bianchi  si affacciavano qua e là. Uno spettacolo che non aveva niente di straordinario era campagna sul mare eppure lo era , un’esplosione di natura viva e pulsante. Un tripudio di colori forti .

Pensai alle mie colline toscane e decisi che mancavano di quella distesa d’acqua che rendeva tutto più impressionante. E queste colline che vedevo non era dolci e consumate, erano forti e aguzze ricoperte di una vegetazione incredibile.
Era un paesaggio di una naturalezza impressionante ma  senza forzature entrambe le parti, l’uomo  qui è arrivato in punta di piedi  chiedendo il  permesso ed  è stato accolto con gentilezza. 

Vedevo quelle case inghiottite dal verde degli alberi e me le immaginavo con i loro muri spessi e pomodori a seccare al sole in estate e il camino acceso in inverno, a quanto doveva esser bello davanti alla fiamma guardare il mare in tempesta in autunno.  Noi toscani non lo sapremo mai perché la nostra campagna non è così audace e si è presa una bella distanza di sicurezza dalle onde del mare. 

Così mentre l’auto si allontanava da quella costa unica guardai mio marito e gli chiesi: “ Ma non potremmo disdire la prenotazione nel Gargano e fermarci qua?” “Ormai non possiamo” mi rispose chiaramente dispiaciuto.  Da quel giorno  insieme all’incanto è rimasto   il rimpianto, ma conto di rimediare al più presto.

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