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Dalla tradizione di tre generazioni alla sfida internazionale: C40 racconta una pelletteria tra identità, modernità e nuove visioni

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Da oltre cinquant’anni, la storia di C40 affonda le proprie radici in una realtà familiare nata nel mondo della pelletteria e oggi arrivata alla terza generazione. Un percorso che ha saputo attraversare i cambiamenti del mercato, dall’industrializzazione alla digitalizzazione, mantenendo saldo il legame con la tradizione e aprendosi allo stesso tempo alla modernità.

Oggi C40 guarda al futuro con l’obiettivo di affermarsi nel settore della pelletteria di lusso in Italia e in Europa, attraverso nuovi progetti, partnership internazionali e collaborazioni creative. Una visione che trova nella partecipazione al Gran Galà delle Celebrità durante la Mostra del Cinema di Venezia un’importante occasione di confronto, incontro e apertura verso nuove opportunità.

Com’è nata la tua realtà imprenditoriale e qual è oggi la visione che guida il tuo lavoro? C’è un valore o un elemento che ritieni rappresenti maggiormente ciò che fai e che ti distingue nel tuo settore?

«La realtà di C40 nasce come apice di un percorso familiare. Più di 50 anni fa mio nonno iniziò a costruire un’impresa nel mondo della pelletteria, un’attività tramandata di padre in figlio e che oggi, arrivata alla terza generazione, si confronta con un mercato globale, con l’industrializzazione e con la digitalizzazione.

Direi quindi che il valore fondamentale che mi caratterizza sia un mix tra fedeltà alla tradizione e apertura alla modernità.»

Guardando ai prossimi anni, quali sono gli obiettivi più importanti che ti sei posto? Ci sono nuovi progetti, investimenti o novità che puoi già anticiparci?

«Ritengo che il nostro obiettivo principale sia quello di affermarci come punto di riferimento nella pelletteria di lusso in Italia e in Europa.

Senza svelare troppo, alcuni progetti futuri ci vedranno protagonisti di diversi appuntamenti sul territorio campano, tra cui IÀ! Intelligenza Artigiana all’ombra del Vesuvio e il M.IT Brands 2027.

Stiamo inoltre lavorando a partnership internazionali e collaborazioni con artisti emergenti, con il sogno di riuscire ad allestire un pop-up store a Seul.»

Essere qui, in un contesto internazionale come la Mostra del Cinema di Venezia, significa anche incontrare persone, realtà e mondi diversi. Che cosa ti aspetti da questa esperienza e quali opportunità vorresti riuscire a trasformare in nuovi progetti per il tuo business?

«La verità è che il solo fatto di essere circondati da professionisti e artisti di questo calibro rappresenta già una grande soddisfazione. Potendo esprimere un augurio per il marchio, credo che la possibilità più importante sia quella di trasformare le conoscenze fatte in questi giorni in concrete occasioni di crescita personale e professionale.

Se riuscissimo anche ad entrare nel mondo del cinema, non sarebbe affatto male.»

Il cinema, così come l’imprenditoria, nasce spesso da una visione, da un’idea e dalla capacità di trasformarla in una storia. C’è un film, un regista o un personaggio del cinema che ti ha particolarmente ispirato e nel quale ritrovi qualcosa del tuo percorso personale o professionale?

«Forse questa è la domanda più difficile dell’intervista! Da cinefilo mi affiorano alla mente tante storie che mi hanno dato spunti di crescita.

Sul piano personale, mi rivedo nei protagonisti che cercano semplicemente l’occasione per dimostrare il proprio valore e far emergere la propria identità in un mondo sempre più affollato.

A livello professionale, invece, un film come La grande scommessa mi ha lasciato una lezione fondamentale: se continuiamo a fidarci ciecamente dell’idea che qualcosa funzioni solo perché “si è sempre fatto così”, rischiamo di trovarci impreparati di fronte al cambiamento.

La vera forza sta nel rimanere sempre curiosi, audaci e pronti a percorrere nuove strade, anche quando vanno contro le convinzioni comuni.»

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