Nel cuore delle Marche, dove il tartufo rappresenta da secoli una delle espressioni più autentiche del territorio, nasce e cresce la storia di Acqualagna Tartufi, realtà che ha fatto della qualità, della tradizione e della valorizzazione del Made in Italy i pilastri della propria identità. Alla guida dell’azienda, Emanuela Bartolucci interpreta il proprio ruolo imprenditoriale con una visione che mette in dialogo il rispetto per la natura, l’innovazione e la capacità di guardare oltre i confini nazionali.
Un percorso che oggi porta Acqualagna Tartufi anche alla Mostra del Cinema di Venezia, dove Emanuela Bartolucci parteciperà al Gran Galà delle Celebrità, portando il Tartufo di Acqualagna all’interno di un contesto internazionale in cui alta gastronomia, arte, cultura, cinema e lifestyle si incontrano. Un’occasione per raccontare un’eccellenza italiana non soltanto come prodotto gastronomico, ma come vera espressione di una terra e della sua identità.
Benvenuta! Com’è nata la tua realtà imprenditoriale e qual è oggi la visione che guida il tuo lavoro? C’è un valore o un elemento che ritieni rappresenti maggiormente ciò che fai e che ti distingue nel tuo settore?
«Acqualagna Tartufi nasce nel cuore profondo delle Marche, da un legame viscerale con una terra rigogliosa e dal rispetto per una tradizione secolare. Guidare questa realtà significa per me custodire un tesoro della natura e portarlo sulle tavole di tutto il mondo, mantenendo intatta la sua autenticità.
La visione che mi guida ogni giorno è quella di un’imprenditoria matura e rispettosa. Per me il tartufo non è un semplice prodotto commerciale, ma un’opera d’arte della terra.
Ciò che ci distingue è la capacità di unire il rigore della filiera e l’innovazione tecnologica al tocco umano e all’intuizione. Come donna alla guida di un’azienda in un settore storicamente maschile, il valore che mi rappresenta maggiormente è l’armonia: la capacità di ascoltare la natura, valorizzare le persone e creare eccellenza senza scorciatoie.»
Guardando ai prossimi anni, quali sono gli obiettivi più importanti che ti sei posta? Ci sono nuovi progetti, investimenti o novità che puoi già anticiparci?
«Il nostro sguardo è fortemente proiettato verso l’internazionalizzazione, la sostenibilità e la valorizzazione del territorio.
Proprio per questo stiamo realizzando un investimento fondamentale: un nuovo capannone aziendale nel cuore di Acqualagna, che si chiamerà “La Cittadella del Tartufo”.
Sentiamo una profonda responsabilità sociale legata al nome che portiamo, Acqualagna Tartufi. La Cittadella non ospiterà soltanto le nostre linee di produzione, ma nascerà come un importante punto di accoglienza, condivisione e divulgazione, con l’obiettivo di far conoscere da vicino questo meraviglioso mondo.
È la stessa visione che ci guida nella promozione del nostro brand. L’anno scorso eravamo al Festival di Sanremo, oggi siamo qui alla Mostra del Cinema di Venezia, mossi dallo stesso identico obiettivo: portare il Tartufo di Acqualagna su palcoscenici internazionali e farne conoscere il valore in tutto il mondo.»

Essere qui, in un contesto internazionale come la Mostra del Cinema di Venezia, significa anche incontrare persone, realtà e mondi diversi. Che cosa ti aspetti da questa esperienza e quali opportunità vorresti riuscire a trasformare in nuovi progetti per il tuo business?
«Portare il Tartufo di Acqualagna nel menu di una serata così importante significa far dialogare due forme d’arte che condividono la stessa anima: il grande cinema e l’alta gastronomia.
Entrambi vivono della stessa scintilla: la passione, l’arte della narrazione e la ricerca viscerale della bellezza. Il cinema racconta ed emoziona attraverso le immagini e le parole; noi facciamo lo stesso attraverso la memoria sensoriale, i profumi e l’identità profonda della nostra terra.
Da un contesto unico come Venezia mi aspetto proprio questo: una feconda contaminazione culturale. La Mostra del Cinema è un crocevia globale di sensibilità, linguaggi e prospettive differenti.
L’opportunità che voglio cogliere e trasformare in nuovi progetti per la nostra azienda è la creazione di sinergie organiche con il mondo dell’arte, del lusso e del lifestyle internazionale.
Il nostro tartufo non deve limitarsi a essere un ingrediente d’eccellenza nel piatto, ma deve farsi voce narrante e autentico ambasciatore del Made in Italy nel mondo, capace di dialogare da pari a pari con eventi e progetti culturali di altissimo profilo.»
Il cinema, così come l’imprenditoria, nasce spesso da una visione, da un’idea e dalla capacità di trasformarla in una storia. C’è un film, un regista o un personaggio del cinema che ti ha particolarmente ispirato e nel quale ritrovi qualcosa del tuo percorso personale o professionale?
«Se penso a una figura che incarni l’essenza della leadership femminile, penso a Elisabetta I, interpretata da Cate Blanchett nel capolavoro Elizabeth.
Elisabetta insegna una lezione fondamentale: la forza delle donne non sta nel rincorrere i modelli di potere maschili, ma nel valorizzare le qualità specifiche del femminile. Ha guidato l’Inghilterra verso la sua epoca d’oro attraverso la diplomazia, l’ascolto, la flessibilità e la capacità di compromesso.
Con straordinaria intelligenza strategica ha rifiutato le alleanze di comodo e i “matrimoni di convenienza” che ne avrebbero limitato l’autonomia, utilizzando l’arte della negoziazione per proteggere la sovranità del proprio Paese. È arrivata a sacrificare gli affetti personali per dedicarsi totalmente alla sua missione, scegliendo simbolicamente di “sposare” la sua nazione.
Elisabetta ha compiuto un vero capolavoro politico: ha trasformato quella che l’Europa dell’epoca considerava una vulnerabilità - l’essere una donna sola al comando - nella sua arma strategica più potente.
Nel mio percorso d’impresa mi ritrovo profondamente in questa visione. Essere un’imprenditrice oggi significa rifiutare le scorciatoie, governare i processi con intelligenza strategica e flessibilità, e mettere l’ascolto e la fermezza al servizio della propria missione.
La nostra “corona” è l’eccellenza del Tartufo di Acqualagna e la tutela del nostro territorio. Difenderne l’autenticità e portarla sui palcoscenici internazionali richiede la stessa visione rigorosa e appassionata.»

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