Milano – Non più semplice accessorio, ma linguaggio creativo, identità e opera da indossare. È questa la visione che ha guidato la terza edizione di The Queen’s Hat Exhibition, il progetto internazionale ideato e curato da Gabriella Chiarappa, che si conferma oggi come uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla modisteria contemporanea.
Per tre giorni, gli spazi di Residenza Vignale si sono trasformati in un palcoscenico internazionale, accogliendo hat designer pluripremiati provenienti da diversi Paesi del mondo. Un dialogo tra culture, estetiche e tradizioni che ha restituito al cappello il suo valore più autentico: non dettaglio, ma espressione di carattere, ricerca e visione.
Al centro della mostra, i designer, veri protagonisti di una scena creativa in evoluzione. Le loro creazioni hanno costruito un racconto corale capace di attraversare linguaggi e sensibilità differenti, tra artigianato, innovazione e sperimentazione contemporanea. Accanto alle opere di Ilariusss e della storica modisteria Gallia e Peter, i lavori di Haidee Neill, Lady Raya, Ranelle Larocque, Raquel Brant, Irina Vassilyeva, Elena Khovanskaya, Natalia Borisova hanno dato vita a una narrazione internazionale della modisteria.
Un percorso che ha riportato il cappello al suo ruolo più alto: quello di oggetto culturale e artistico, capace di dialogare con la moda contemporanea e di ridefinire lo styling. Emblematica, in questo senso, l’esposizione dell’abito con cappello e veletta indossato da Patty Pravo sul red carpet del Festival di Sanremo 2026, firmato da Simone Folco, simbolo di una rinnovata centralità del cappello nell’immaginario fashion.
La giornata inaugurale ha aperto un confronto lucido e necessario sul valore della modisteria oggi, con la tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Laura Marelli, Ilaria Soncini, Pablo Ardizzone insieme all’ideatrice. Un momento di riflessione che ha evidenziato come il cappello stia vivendo una nuova stagione, sospesa tra tradizione artigianale e visione contemporanea.
Importante anche il riconoscimento istituzionale, con la presenza della Senatrice Mariastella Gelmini, dell’Onorevole Alessandro Colucci, della Consigliera di Regione Lombardia Maira Cacucci e della Dott.ssa Eleonora Cozzi per il Comune di Milano, a conferma della credibilità e del valore culturale del progetto.
Il percorso espositivo è stato arricchito da workshop, momenti di incontro e format esperienziali come Scatti in Cornice, oltre a appuntamenti dedicati all’arte di indossare il cappello.
L’allestimento è stato curato dalla designer italiana Simona Cardinetti, che ha trasformato gli spazi in ambienti narrativi, capaci di valorizzare il dialogo tra le creazioni e gli arredi di Plinio il Giovane.
La Seven Jewels Collection di Maison Lumiéra ha inoltre aggiunto una dimensione sensoriale, accompagnando il pubblico in un viaggio olfattivo raffinato.
A decretare i vincitori, una giuria tecnica composta da esperti del settore, affiancati dalla giornalista e critica di moda Daniela Fedi.
I premi della III edizione
- Premio THE QUEEN’S HAT: Raquel Brant (Brasile)
- Premio Hat in Motion: Irina Vassilyeva – Elena Khovanskaya (Kazakistan)
- Premio Innovazione: Ranelle Larocque (Canada)
Giunta alla sua terza edizione, The Queen’s Hat Exhibition si conferma come una piattaforma internazionale capace di creare connessioni, opportunità e dialogo tra culture, valorizzando la modisteria contemporanea non solo come espressione estetica, ma come visione culturale e sistema in evoluzione.
Un progetto che non si limita a esporre.
Ma che costruisce valore.
