C’è chi scrive per rassicurare, e chi per scuotere. Giuseppe Cangiano appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Nato a Caserta nel 1991, con una formazione accademica solida e una passione viscerale per Carmelo Bene, Cangiano si muove fin da subito lungo i bordi del sistema, scegliendo strade narrative poco battute e posizioni artistiche tutt’altro che accomodanti. Dopo l’esordio del 2021 con “Una strana chiacchierata sul cinema” l’autore ha costruito, tassello dopo tassello, un’identità letteraria fondata sul dissenso, sull’insofferenza verso le strutture narrative canoniche e su una tensione costante verso l’urgenza espressiva. Con “Anagogia di un esteta” (2024), romanzo esistenziale e visionario, Cangiano riceve consensi internazionali, ma è nel 2025 con “Apoftegma - Ere notturne” che avviene il punto di rottura definitivo. La raccolta è un flusso irregolare, lirico e crudo, dove la poesia incontra il frammento filosofico, l’aforisma si fonde con il ricordo autobiografico, e il lettore viene travolto da immagini potenti, provocazioni e abissi interiori. Questa non è scrittura da sottolineare: è scrittura da sopportare, talvolta da respingere, sempre da sentire. Cangiano non cerca l’applauso ma la reazione, anche se è un pugno allo stomaco. Il suo marchio, “Scrittura Violenta”, non è un semplice logo editoriale: è un grido di battaglia. Un manifesto poetico e politico contro il “buonismo letterario”, contro i salotti culturali asettici, contro la paura di disturbare. Per Cangiano, disturbare è il minimo. L'autopubblicazione non è un ripiego, ma una scelta militante: nessun compromesso, nessun filtro. Chi lo ama lo considera un visionario lucido, un autore che parla la lingua dei dimenticati, dei perdenti, dei sopravvissuti. Chi lo critica lo accusa di eccesso, di nichilismo, di essere una voce scomoda che a volte sfida più per istinto che per necessità. Ma proprio qui sta la sua forza: Giuseppe Cangiano è uno di quegli autori che non si lasciano ignorare. Tra letteratura, teatro, radio, saggistica e poesia, ha tracciato un percorso personale, trasversale, borderline. La sua è una carriera che si rifiuta di seguire i binari, ed è forse per questo che è stata riconosciuta con il Premio alla Carriera “Antonio Piromalli”. In un panorama letterario sempre più piatto, Giuseppe Cangiano è uno squarcio. Uno scrittore che divide, ma non lascia mai indifferenti.

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