Istat, più soddisfazione tra gli italiani

Miglioramento in generale dei giudizi su vita sociale ed economia

pubblicato il 26/11/2015 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
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Ancora sorridente. L’Italia nell’ultima fotografia scattata dall’Istituto Nazionale di Statistica non ha un’espressione diversa da quella mostrata nelle altre recenti.

Il sorriso è quello della soddisfazione, innanzitutto per la situazione economica.  Nel 2014 soltanto il 43,4% degli italiani se ne dichiarava contento; nel corso dell’anno che sta per volgere al termine la quota è aumentata fino ad arrivare al 47,5%. Un dato importante, dal momento che è il più alto dal 2011, l’anno che realizzò le “promesse” di recessione che erano  nell’aria dal 2009, sullo sfondo della drammatica transizione dal governo Berlusconi al gabinetto Monti. Se soltanto un anno fa le famiglie che dichiaravano migliorata, o quantomeno non peggiorata, la propria situazione finanziaria erano il 52,1%, adesso sono il 57,3%.

Interpellati circa il voto da dare, da 1 a 10, alla soddisfazione sulla vita, gli italiani, per un buon 35%, hanno dato pagelle lusinghiere, oscillanti tra l’8 e il 10. Nella media generale, però, il voto arriva a stento al 7, e da questo punto di vista strettamente numerico non ci sono molte differenze rispetto al 2012. Ė comunque un fatto però che, riguardo a relazioni familiari e amicali, e anche per quanto concerne il tempo libero, una riacquisita serenità si traduce in giudizi di maggior ottimismo.

Il rovescio della medaglia è una paura in aumento nei confronti della criminalità, che arriva al 41,1%.  E parliamo, appunto, di criminalità, in tutte le sue sfumature e declinazioni “nostrane” (dal malavitoso al delinquente extracomunitario): se a tale voce dovesse aggiungersi anche “terrorismo”, con tutta probabilità, in questo momento particolarissimo, la quota crescerebbe ancora, a dismisura.   

Bisogna fare i conti, poi, con una stima del numero di persone a rischio povertà che arriva al 28,3%, detto “in cifre povere” una persona su 4: questi ultimi sono in realtà dati risalenti al 2014.  Secondo rilevazioni dell’anno ancora precedente, invece, almeno la metà delle famiglie italiane ha percepito un reddito netto non superiore ai 24.310 euro annui (circa 2026 euro al mese)., che nel Mezzogiorno diventano 20.188 (1682 mensili).

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