Matteo Renzi scrive una lettera agli insegnanti

"Abbiamo messo la parola fine al modo scandaloso con cui vi hanno trattato in questi anni.”scrive il premier

pubblicato il 12/11/2015 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

"Gentile Professoressa, gentile Professore, La ringrazio per aver accettato la proposta che il Ministero Le ha formulato ieri. Benvenuta nella comunità delle donne e gli uomini che lavorano a tempo indeterminato per lo Stato. Le faccio i migliori auguri, a nome mio personale e a nome di tutto il Governo", Comincia così la lettera che Renzi ha inviato  ai 50mila docenti assunti grazie alla Buona Scuola."


Matteo Renzi  nella sua lettere ribadisce che "Essere di sinistra, e ancora prima essere per la giustizia sociale e per l'uguaglianza, significa lottare contro il precariato” e rimprovera al vecchio sistema scolastico di aver trattato gli insegnanti come pacchi postali da spedire in tutta Italia oltre al fatto di dover aspettare le convocazioni di fine agosto , un rito umiliante e angoscioso e  afferma di conoscere come questa situazione sia stata vissuta dal corpo docenti come una profonda ingiustizia, sicuramente questa conoscenza è dovuta al fatto che la consorte è appunto un insegnante di lettere. 

Renzi scrive "Con la Buona Scuola abbiamo messo la parola fine al modo scandaloso con cui vi hanno trattato in questi anni. Vorrei essere chiaro: abbiamo solo fatto il nostro dovere, niente di più. Lo Stato" vi ha lasciato "per anni nel limbo. Non abbiamo fatto niente di speciale, solo il nostro dovere. Ma ci abbiamo messo passione, impegno, determinazione.Abbiamo mantenuto la parola data: Lei adesso è a tutti gli effetti un insegnante a tempo indeterminato. È finalmente 'entrato di ruolo'. Auguri! Spero che possa festeggiare con la sua famiglia, con i suoi cari, con i suoi amici. Brindo metaforicamente al suo lavoro. E mi permetto di chiederle una cosa", scrive il premier, "la prego, dal profondo del cuore: non ceda mai al vittimismo, alla rassegnazione, alla stanchezza, lei ha una responsabilità meravigliosa e difficilissima, non si stanchi mai di crederci, anche quando Le sembrerà difficilissimo. L'Italia di domani sarà come la faranno i professori di oggi".

 

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