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Vatileaks 2, indagato Nattino

L’annuncio è di padre Lombardi

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Autunno gelato all’ombra di san Pietro ma anche al suo interno: arrestati due stretti collaboratori del Papa, monsignor Balda, suo ex segretario, e Francesca Immacolta Chaouqui, sua consigliera finanziaria (la Chaoqui è stata comunque successivamente rilasciata),  e scatta Vatileaks 2.

L’aria in Vaticano di questi tempi è sconfortante, ma il Papa, a sentire padre Lombardi in un incontro con i giornalisti il 4 novembre, è tutt’altro che “sconfortato” dalla nuova tempesta giudiziaria che si sta abbattendo intorno alla Santa Sede, e nel cuore di essa.    

Dopo tutto, prosegue il gesuita, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, “il Vaticano conosce molto bene la realtà e sa già molto bene per conto suo come muoversi e procedere.  Non si fa certo guidare dai libri di Nuzzi e FittipaldiE le riforme del Papa, poi, spazzeranno via lo scandalo". Già, Via Crucis di Gianluigi Nuzzi, ex giornalista di Panorama, ora inviato di Libero, e Avarizia di Emiliano Fittipaldi, firma dell’Espresso.

Nel suo saggio-inchiesta, naturale prosecuzione di Vaticano S.p.a., che fu precursore dello scandalo Vatileaks (1), Nuzzi parla del percorso in salita (appunto, una via crucis) di papa Francesco per ristabilire la trasparenza nei conti della Chiesa. Nel lavoro del collega Fittipaldi, invece, si documenta, sulla scorta di un’abbondante dose di testi originali, provenienti da fonti confidenziali, l’opulenza tutt’altro che francescana del sistema-Chiesa. Il grande pubblico potrà leggerli e giudicarli a breve (escono, non a caso insieme, oggi, 5 novembre); chi già li conosce, invece,  come padre Lombardi, li condanna pubblicamente, ritenendoli “Frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata”.   

In effetti, comunque, parallelamente alle inchieste giornalistiche e mentre torna a montare l’indignazione tra i fedeli, la giustizia vaticana continua a fare il suo corso, come dimostra, sempre il 4 novembre, l’apertura uficiale di un’indagine a carico di Giampietro Nattino, proprietario della banca Finnat Euroamerica Sp,a. Sulle sue tracce, in realtà, il promotore di giustizia vaticano (la massima autorità giudiziaria della Santa Sede) si era posto sin dallo scorso febbraio, in quanto sospettato di aver utilizzato abusivamente l’Apsa, promossa dal Papa Banca centrale Vaticana, per alcune operazioni di trasferimento del proprio denaro: si parla di due milioni di euro, trasferiti fraudolentemente in Svizzera, Paese che ora collabora alle indagini fornendo rogatorie.

L’Apsa non è autorizzata a fare questo tipo di operazioni a favore di membri estranei al Vaticano, eppure Nattino, grazie ai suoi potenti e profondi agganci all’interno del personale della banca, è riuscito a far infrangere il regolamento, e questo prima che entrassero in vigore le nuove regole anti-riciclaggio volute dal pontefice. 

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