In questo articolo trovi tutte le informazioni pratiche e i contenuti chiave per goderti la nuova retrospettiva milanese dedicata a Man Ray. Altri articoli su tematiche di arte, presentazione di eventi di rilievo e approfondimenti culturali, sono presenti su Sbircia la Notizia Magazine: un’agenda di attualità e costume aggiornata ogni giorno.
Quando e dove
Mettilo in agenda: mercoledì 24 settembre 2025 a Palazzo Reale (Milano) apre MAN RAY. Forme di luce. Non la solita rassegna: una retrospettiva ampia che, sala dopo sala, racconta come uno statunitense diventato parigino ha reinventato la fotografia tra Dada e Surrealismo. C’è tempo fino a domenica 11 gennaio 2026. Si visita da martedì a domenica, 10.00-19.30; il giovedì si tira tardi fino alle 22.30 (ultimo ingresso un’ora prima). Lunedì chiuso, salvo aperture festive.
Aperture festive (già programmate)
Nel periodo 2025-2026 sono previste alcune aperture straordinarie: 1 novembre, 7-8 dicembre, 24-26 e 31 dicembre 2025; 1, 5 e 6 gennaio 2026 (con orari specifici indicati sul sito ufficiale della mostra). Se vuoi evitare code, prenota una fascia oraria in anticipo.
Indirizzo
Palazzo Reale si trova in piazza Duomo 12, nel cuore di Milano (ingresso e biglietteria al piano nobile).
Biglietti e prenotazioni
La prevendita è attiva su Vivaticket; la prenotazione per i singoli non è obbligatoria, ma fortemente consigliata nei weekend e nei festivi. Tariffe al lancio: Open 17 €, Intero 15 €, Ridotto 13 €; riduzioni dedicate per Abbonamento Musei Lombardia (10 €), Milano Museo Card (12 €), studenti fino a 25 anni (10 €), persone con disabilità <100% (10 €). Biglietto famiglia: adulto 10 €, bambino (6-14 anni) 6 €, gratis fino a 5 anni. Sono previste categorie gratuiti (es. minori di 6 anni, disabilità 100%, guide abilitate, giornalisti accreditati). I prezzi indicati escludono eventuali costi di prevendita.
Suggerimento pratico: scegli il giovedì sera per una visita più tranquilla; l’apertura fino alle 22.30 lascia il tempo per fermarsi sulle sezioni che ti interessano di più, dalle rayografie al cinema.
Perché “Forme di luce” è la mostra da non perdere
- Un racconto completo: quasi trecento opere tra stampe vintage, negativi, collage, documenti e film, per seguire il filo biografico di Man Ray dal 1890 a Philadelphia ai primi anni newyorkesi (amicizia con Marcel Duchamp) fino all’approdo a Parigi nel 1921.
- Il cuore dell’invenzione fotografica: le rayografie (immagini senza macchina fotografica) e le solarizzazioni che hanno riscritto l’alfabeto della fotografia del Novecento.
- Muse e nudi: Kiki de Montparnasse, Lee Miller, Meret Oppenheim: non semplici didascalie, ma presenze che tengono la scena. Con Man Ray il corpo non è un oggetto da esporre: è una lingua che dice, nasconde, gioca. In sala tornano anche due immagini-manifesto, “Le Violon d’Ingres” (1924) e “Noire et blanche” (1926), e capisci perché continuano a parlarci ancora oggi.
- Il Man Ray cineasta: C’è spazio pure per il laboratorio sul grande schermo: scorrono per intero i quattro film surrealisti realizzati tra il 1923 e il 1929 - Le Retour à la raison, Emak Bakia, L’Étoile de mer, Les Mystères du Château du Dé. Buio, ritmo, sorpresa: la fotografia prende movimento e diventa montaggio.
- Un progetto dentro l’Olimpiade Culturale: La mostra rientra nella Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, il cartellone che accompagna i Giochi invernali con grandi appuntamenti d’arte: un invito in più a guardare Man Ray come un classico che continua a fare luce.
Curatela e “taglio” del percorso
“Forme di luce” è curata da Pierre‑Yves Butzbach e Robert Rocca e nasce dalla collaborazione tra Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e Silvana Editoriale. L’allestimento segue nuclei tematici: ritratti e autoritratti (da Picasso a Dalí, Miró, Stravinskij, Éluard, Breton), rayografie e solarizzazioni come grammatica della sperimentazione, muse e nudi come motore di un linguaggio libero, moda e multipli (i rapporti con “Vogue” e “Harper’s Bazaar”, gli oggetti-icona), scacchi e design come estensione dell’immaginario.
La mappa espositiva - più narrativa che didascalica - invita a vedere come Man Ray trasformi la realtà in immagine attraverso luce, forma e materia: non cronaca della cosa vista, ma invenzione. È il motivo per cui molte fotografie sono presentate nella loro stampa d’epoca (vintage), per restituire scala, supporti e texture originali.
Cosa aspettarsi sala per sala
- Ritratti / autoritratti: identità come gioco e maschera; l’artista si mette in scena e ritrae il suo tempo.
- Rayografie: oggetti posati su carta fotosensibile, luce diretta e sviluppo in camera oscura; un alfabeto astratto che ha influenzato generazioni di fotografi e artisti.
- Le muse: da Kiki a Lee, fino a Meret Oppenheim: complicità creative più che “modelle”, con nudi che giocano su ombra, contrasto, composizione.
- Cinema: quattro film brevi, ipnotici, in cui la fotografia si fa movimento e il montaggio è principalmente poetico.
- Moda, multipli e scacchi: dalle collaborazioni editoriali alle serie di pezzi da scacchi disegnati da Man Ray: quando oggetto e immagine collidono e cambiano significato.
Come organizzare la visita: itinerario consigliato
- Prenota la fascia oraria (soprattutto per il weekend). Scegli giovedì sera se preferisci sale più scorrevoli: hai tre ore piene per vedere tutto con calma.
- Inizia dai ritratti: ti aiutano a entrare nel “mondo” relazionale di Man Ray e a riconoscere volti e fili della scena parigina.
- Fermati sulle rayografie: leggi le didascalie tecniche per comprendere come siano state ottenute; osserva la grana della carta nei vintage.
- Programma il cinema: i quattro film durano poco, ma meritano silenzio e buio; puoi vederli tutti insieme o alternarli alle altre sezioni.
- Rientra sulle muse: chiudi con Noire et blanche e Le Violon d’Ingres: capirai perché l’immaginario di Man Ray ha segnato pubblicità, moda e fotografia fino a oggi.
Informazioni pratiche (in breve)
- Date: 24/09/2025 → 11/01/2026.
- Orari: mar-dom 10.00-19.30; giov 10.00-22.30; ultimo ingresso -1h; lun chiuso (salvo aperture festive elencate).
- Biglietti: Open 17 €, Intero 15 €, Ridotto 13 €, riduzioni speciali (10 € studenti/Abbonamento Musei; 12 € Milano Museo Card); famiglia: adulto 10 €, bambino 6 €, gratis <5 anni; gratuità per categorie indicate (disabilità 100%, guide, ICOM, giornalisti accreditati ecc.). Prenotazione consigliata.
- Indirizzo: Palazzo Reale, piazza Duomo 12 (MM1/MM3 Duomo).
- Produttori e partner: Comune di Milano - Cultura; Palazzo Reale; Silvana Editoriale; media partner Corriere; Radio Monte Carlo radio ufficiale; nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026.
Man Ray in due righe, per arrivare preparati
Man Ray (1890-1976) non è solo un capitolo della storia della fotografia: è uno di quelli che l’hanno riscritta. A cavallo tra New York e Parigi ha spinto l’immagine dentro l’avanguardia con invenzioni come rayografie e solarizzazione, e con ritratti e nudi diventati icone. La mostra milanese ripercorre questa traiettoria con un percorso per temi e materiali originali - stampe d’epoca, documenti, film - che restituiscono il lavoro nella sua materia viva.
Domande frequenti
Posso entrare senza prenotazione?
Sì, ma nei giorni di maggiore affluenza l’accesso non è garantito senza ticket prenotato; la biglietteria chiude un’ora prima della chiusura serale.
Ci sono sconti per famiglie e studenti?
Sì: Family (adulto 10 € / bambino 6 €), studenti fino a 25 anni 10 €. Verifica sempre sul sito ufficiale eventuali aggiornamenti.
Chi ha curato la mostra?
Pierre‑Yves Butzbach e Robert Rocca.
Quante opere sono esposte?
La comunicazione anticipa circa 300 lavori fra fotografie, documenti e film.
“Forme di luce” è un invito a vedere come nasce un’immagine quando il mezzo fotografico diventa sperimentazione. Tra ritratti, rayografie, nudi e cinema, la retrospettiva risponde a una domanda molto attuale: cosa resta “nuovo” in un secolo di fotografie? Nel caso di Man Ray, resta la curiosità.
Quella che sposta un oggetto sulla carta, che vira un negativo, che trasforma il volto di una musa in un’icona. Palazzo Reale mette questo percorso a portata di tutti, con orari estesi e un racconto chiaro: perfetto per addetti ai lavori e neofiti. Se ami l’arte che inventa, qui troverai forme capaci di accendere ancora la luce.

