Rovigo, nuova truffa nel mondo dell’abbigliamento

Operazione della Gdf

pubblicato il 31/10/2015 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Un angolo notturno di Rovigo

Una fashionopoli nel cuore del Veneto. Ė toccato infatti alla Guardia di Finanza di Rovigo scoperchiare una frode fiscale milionaria nel mondo della moda. Scattati una serie di sequestri a metà settimana: ma è solo l'inizio.

Un sistema molto ben articolato, quello che le Fiamme Gialle, in coordinamento con la locale Procura della Repubblica, hanno individuato e messo a nudo. Alimentato dai titolari di alcune aziende , operanti nel settore del taglio e del confezionamento di capi di abbigliamento per conto di famose case di moda.

Le aziende finite nel mirino delle forze dell’ordine sono ventuno e si trovano disseminate in tutto il territorio nazionale, ma si concentrano, in maggior numero, in Veneto e più in particolare nella provincia di Rovigo. Tutto ruota su un giro fittizio di fatturazioni per un imponibile pari a trenta milioni di euro e di imposte evase, negli anni dal 2009 al 2013,  per un valore di nove milioni e mezzo. Le fatturazioni truccate erano congegnate per accaparrarsi con l’inganno crediti Iva, che venivano utilizzati  per recuperare il pagamento di quella parte di imposte effettivamente versate: il fine ultimo era quello di mantenersi su costi di produzione/manodopera concorrenziali sul mercato.

Che Rovigo, nell’operoso e discreto Veneto, sia diventata da qualche tempo “terra di furbetti” non è certo un mistero. Tralasciamo, naturalmente, di parlare di varie altre truffe di cui la cronaca rodigina ha abbondato negli ultimi anni. Come quella del pesce, emersa nel settembre del 2015, al centro della quale c’erano alcune  società locali di distribuzione alimentare, che lo compravano a prezzi tali da nutrire  un sapiente sistema di evasione. O quella del garage dell’ex vicesindaco Mancin, che nel 2009 fu venduto sulla base di un contratto che ne ritoccava le reali misure.

Ci limitiamo ad osservare come, proprio nel campo della moda, il capoluogo caro a san Bellino vescovo fosse già balzato all’attenzione dei media nel 2013 per un’altra vicenda poco trasparente:  due sedicenti manager nel campo dell’abbigliamento, nativi di Padova ma residenti proprio a Rovigo, adescavano aspiranti modelle promettendo loro servizi fotografici da inviare ad importanti agenzie milanesi. Servizi, naturalmente, a pagamento: 500 euro subito e poi altri 250 da saldare ogni mese per 24 mesi.

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