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Angelique: “La mia voce è la mia verità”

Sto già lavorando a nuova musica e ci saranno anche alcune collaborazioni interessanti.

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In occasione dell’uscita del nuovo singolo “You Are the One”, abbiamo incontrato Angelique (nome d’arte di Angelica Loredana Anton) per parlare di musica, passione e della sua visione dell’arte come ponte tra le persone.

Giornalista: Angelique, il tuo nuovo singolo è già sulle piattaforme e sta ricevendo ottimi riscontri. Come descriveresti “You Are the One” a chi non l’ha ancora ascoltato?
Angelique: È una ballad pop-dance con un’anima intensa. Volevo che fosse un brano che potesse far ballare, ma anche emozionare. “You Are the One” è dedicato all’amore autentico, quello che ti fa sentire al posto giusto nel mondo.

G: Da dove nasce l’ispirazione per questa canzone?
A: Dalla mia esperienza personale e dalle storie che ho visto intorno a me. Credo che oggi sia raro trovare sentimenti veri, liberi da giochi di potere o maschere. Ho voluto raccontare la bellezza di quel momento in cui capisci che una persona è davvero “quella giusta”.

G: Il brano unisce energia e romanticismo. Come hai trovato questo equilibrio?
A: Ho lavorato a stretto contatto con il mio team di produzione. Volevo un sound internazionale, con influenze dance anni ’90 ma rivisitato in chiave moderna. La parte strumentale è luminosa, mentre la voce e il testo portano un’emozione più profonda.

G: Il tuo nome d’arte, Angelique, ha un significato particolare?
A: Sì, è legato alla mia idea di eleganza e femminilità, ma anche di forza. Angelique è la parte di me che sale sul palco e si apre completamente al pubblico, senza filtri.

G: Hai un background artistico molto vario, tra recitazione, scrittura e musica. Come convivono queste anime?
A: Per me sono tutte sfaccettature della stessa cosa: raccontare storie. Che sia attraverso una canzone, un personaggio teatrale o un libro, l’obiettivo è sempre emozionare e far riflettere.

G: “You Are the One” è pensato anche per il pubblico internazionale. Ti senti un’artista “senza confini”?
A: Assolutamente sì. La musica è un linguaggio universale e non ha barriere geografiche. Mi piace pensare che una persona a Roma, a Londra o a Tokyo possa ascoltare questa canzone e sentirla vicina alla propria esperienza.

G: In un periodo in cui molti artisti puntano su singoli virali, tu sembri dare molta importanza alla sostanza.
A: Sì, per me la viralità è bella se arriva naturalmente, ma non deve mai sostituire la qualità. Preferisco fare un brano che resiste nel tempo piuttosto che una hit di una settimana.

G: Cosa ti ha emozionato di più nella realizzazione di questo singolo?
A: Il momento in cui ho sentito il mix finale. Ho chiuso gli occhi e ho capito che era esattamente come lo avevo immaginato.

G: Angelique, quali sono i tuoi prossimi progetti?
A: Sto già lavorando a nuova musica e ci saranno anche alcune collaborazioni interessanti. Inoltre, sto pensando a un live show che unisca musica e storytelling, perché mi piace portare il pubblico in un viaggio completo.

G: Un messaggio per chi ti segue?
A: Ascoltate musica che vi faccia stare bene e non abbiate paura di vivere emozioni vere. Sono quelle che ci rendono umani.

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