di Dino Tropea
Il 9 agosto, al Santuario della Madonna del Sorbo, nel cuore del Parco di Veio che da secoli custodisce silenzi e preghiere, alla presenza del curato padre Umberto, è andata in scena la presentazione del Magnificat di Alda Merini.
Ieri sera, grazie alla superba interpretazione di Paola Lorenzoni e Nicola Buffa, il Santuario della Madonna del Sorbo si è trasformato in un palcoscenico. Non un teatro qualsiasi, ma uno spazio dove arte e spiritualità si sono fuse in un unico respiro. Le pietre antiche, la semplicità degli affreschi, la luce naturale e l’acustica morbida della navata preparavano a un ascolto diverso: più profondo, più intimo. Ci sono luoghi che, appena li raggiungi, ti avvolgono in una sospensione senza tempo. Il Sorbo è uno di questi.
Il Magnificat: molto più di una preghiera – Non tutti sanno che cos’è il Magnificat. Nella tradizione cristiana, è il canto di Maria così come riportato nel Vangelo di Luca: un inno di gratitudine e di gioia rivolto a Dio per le meraviglie compiute nella sua vita. Un testo che, nei secoli, ha ispirato musicisti, pittori, poeti e intere generazioni di credenti, diventando parte della memoria spirituale dell’umanità.
Ma il Magnificat di Alda Merini è un’altra cosa. È un atto di devozione e ribellione allo stesso tempo. È un inno che parla di fede, ma anche di dolore; di amore per la vita, ma anche della consapevolezza delle ferite che essa infligge. Nelle sue parole, Maria non è soltanto la Madre di Cristo, ma anche una donna di carne e sangue, capace di sentire la fatica, l’attesa, il sacrificio, e di riconoscere il mistero nascosto dietro ogni sofferenza. È proprio questo intreccio di sacro e terreno a renderlo unico: un testo che non si limita a essere pregato, ma che chiede di essere vissuto, attraversato, respirato fino in fondo.
Paola Lorenzoni e Nicola Buffa: quando la voce incontra la musica. Quando Paola Lorenzoni è entrata nello spazio sacro e ha iniziato a parlare, accompagnata dalla chitarra del maestro Nicola Buffa, la sua voce ha trovato subito il punto d’incontro con la pietra e il legno della chiesa.
La sua interpretazione del Magnificat non è stata semplice recitazione: era incarnazione. Nei momenti più intimi, il tono si abbassava fino al sussurro, come se confidasse un segreto; nei passaggi più intensi, la voce si apriva e saliva, riempiendo la navata con una forza quasi fisica. Pausa dopo pausa, Lorenzoni ha guidato il pubblico in un viaggio di quaranta minuti che è stato insieme preghiera, confessione, dichiarazione d’amore e atto di resistenza.
Accanto a lei, Nicola Buffa era un contrappunto vivo, un compagno di viaggio invisibile e presente allo stesso tempo. La sua chitarra non era mero accompagnamento, ma una seconda voce, capace di intrecciarsi con quella dell’attrice come in una danza silenziosa. In alcuni momenti era carezza leggera, in altri onda profonda che portava la parola ancora più lontano. Buffa ha ascoltato testo e voce con attenzione rara, riempiendo i silenzi di una tensione musicale che prolungava l’emozione. Poesia e musica, insieme, hanno creato un unico corpo sonoro capace di parlare al cuore.
Il pubblico: un miracolo di ascolto. In un’epoca in cui la distrazione sembra regnare sovrana, quello di ieri sera è stato un piccolo miracolo. Dal primo all’ultimo minuto, un pubblico ristretto, privilegiato e attento è rimasto immobile, sospeso tra concentrazione e abbandono. Nessun rumore, nessuna interruzione: solo voce, musica e silenzio condiviso.
Quando gli applausi sono esplosi, caldi e lunghi, alcuni si sono alzati in piedi, altri sono rimasti fermi, come a voler trattenere ancora un po’ quella sospensione. Una signora, uscendo, ha detto sottovoce:
“Stasera non ho assistito a uno spettacolo. Ho partecipato a una preghiera.”
Quando gli applausi si sono spenti, tra chi usciva lentamente dal Santuario c’era anche Catia Fierli, comune amica degli artisti. Le sue parole riassumono l’esperienza di molti:
«Non avevo mai assistito al Magnificat di Alda Merini. Paola Lorenzoni, accompagnata dal maestro Nicola Buffa, ci ha coinvolti in un ascolto intenso, pieno di pathos. Bellezza, incanto, sofferenza e sollievo si sono intrecciati, raccontando l’essere donna, madre e amica senza tempo e senza religiosità obbligata. L’opera ti mette a nudo l’anima: la poesia è l’unica difesa che ti solleva oltre ogni dolore. Grazie, Paola: la tua interpretazione sarà parte di me per sempre.»
Protagonisti e radici. Paola Lorenzoni – Nata a Grosseto, ha attraversato cinema, teatro e televisione. Formata alla Scuola Internazionale dell’Attore di Alessandro Ferzen, ha studiato canto con Romanov e drammaturgia con Prosperi e Dacia Maraini. In teatro ha lavorato con Massimo Belli, Maurizio Nichetti, Maurizio Panici, Mario Prosperi, Fabrizio Catalano , Maurizio Marchetti, Giacomo Zito, in TV con la Rai. Insegna dizione, fonetica, recitazione, uso della maschera greca ed è vocal coach. Presidente e fondatrice dell’Associazione Culturale L’Esclusiva, crede in un teatro che parli all’anima, ovunque sia possibile.
Nicola Buffa – Musicista e compositore, unisce jazz e sonorità mediterranee con il Mediterranean Jazz Quartet. Nei progetti teatrali la sua musica è drammaturgia pura, capace di dare struttura e respiro alle parole.
L’Associazione Culturale L’Esclusiva – Nata nel 2003 insieme a Pier Luigi Pirandello, in qualità di socio onorario, e ad altri autori come Antonia Brancati, l’Associazione ha debuttato con l’adattamento teatrale del primo romanzo di Luigi Pirandello, L’Esclusa, da cui prende il nome. Negli anni ha realizzato spettacoli come Medea Solista, Lina Battiferri, condominio femminile, Maremma Stories, La Vita ha ragione in ogni caso da Rilke e, più recentemente, Magnificat. Con figure come Pirandello e Brancati, l’Associazione unisce tradizione e innovazione, portando il teatro in luoghi sempre nuovi e inattesi.
Progettualità 2025/26: il futuro in cartellone. Dopo Magnificat, la stagione proseguirà con Maremma Stories, Clitennestra di Marguerite Yourcenar, La poetica di De André, Quel che affidiamo al vento, Medea Solista, Lina Battiferri, condominio femminile, La Dolce Vita e una serata speciale di musica cubana e latin jazz.
L’eredità di una serata. Quella di ieri non è stata una semplice data in calendario, ma la prova che poesia e musica, quando si incontrano in un luogo carico di storia e con interpreti sinceri, possono ancora creare esperienze trasformative. Il Magnificat di Alda Merini, nelle mani di Lorenzoni e Buffa, ha unito terra e cielo, sacro e umano. Ha ricordato che certe parole e certe note hanno bisogno di tempo, silenzio e ascolto. Forse il segreto di questa serata sta proprio qui: fermare il tempo, anche solo per un’ora, e sentire davvero.
“Forse il segreto di questa serata sta proprio qui: nel saper fermare il tempo, anche solo per circa un’ora, e sentire davvero.”
Chi ha vissuto la magia del Magnificat al Santuario del Sorbo sa che certe emozioni meritano di essere custodite e ritrovate. Per continuare a seguirne il cammino, scoprire nuovi progetti e lasciarsi sorprendere da altre serate in cui arte e vita si intrecciano, è possibile seguire Paola Lorenzoni, Nicola Buffa e l’Associazione Culturale L’Esclusiva attraverso le loro pagine ufficiali. Lì, come in un filo che unisce palcoscenico e cuore, ogni nuovo appuntamento diventa un’occasione per ritrovarsi.
Scritto da Dino Tropea
www.dinotropea.it
Info:
- Santuario della Madonna del Sorbo Formello (RM)
- Associazione Culturale L’ Esclusiva
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