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ETTORE MAJORANA (1906-1938) MISTERIOSO SCIENZIATO DEL SECOLO BREVE

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Il 5 Agosto ricorre l’anniversario di nascita di Ettore Majorana (1906 - 1938), fisico teorico e studioso eclettico di gran classe che all’età di trentuno anni scomparve nel nulla in circostanze misteriose che sono tutt’oggi da chiarire definitivamente. Delle vicende di questo enigmatico talentuoso personaggio ormai entrato nella storia si sono estesamente occupati scrittori, giornalisti, storici, scienziati, registi, più o meno noti. 

Nel 1966, l’Accademico dei Lincei prof. Edoardo Amaldi diede alle stampe un interessante saggio intitolato  “La vita e l’opera di Ettore Majorana (1906-1938)”, mentre Giovanni Gentile Junior sulla rivista “Scientia” fece pubblicare nel 1942 un’interessante saggio inedito del suo coetaneo E. Majorana sul tema del valore della statistica nelle scienze sociali. Lo sceneggiatore Leandro Castellani redasse invece l’inchiesta “Dossier Majorana” pubblicata con l’editore Fabbri nel 1974, mentre precedentemente il giornalista Mauro De Mauro (anch’esso scomparso in circostanze da chiarire) scrisse alcuni articoli fra il 2 e il 13 ottobre 1965 su “L’Ora” di Palermo. 

L’opera maggiormente divulgativa sul “Caso Majorana” è stata tuttavia realizzata dallo scrittore Leonardo Sciascia, autore del pampleth  “La scomparsa di Majorana” (1976). Ancora in tempi più recenti, i fisici Erasmo Recami ed Enrico Giannetto, hanno scritto vari volumi e saggi su E. Majorana, e il prof. Antonino Zichichi, fondatore a Erice del “Centro Ettore Majorana”, ha redatto saggi e organizzato eventi internazionali in onore dello scienziato catanese, al quale sono peraltro dedicati l’asteroide 29428 Ettore Majorana ed alcuni dipartimenti universitari e scuole italiane.  Rampollo di una famiglia siciliana benestante ben introdotta nell’alta società dellì’epoca, Ettore Majorana visse in un ambiente familiare assai congeniale ai suoi studi scientifici e filosofici, dimostrando un’elevatissima precoce genialità fin dall’infanzia. 

Nipote di ministri, deputati, accademici, giuristi, filosofi, e scienziati, Majorana fu educato in un habitat culturale assai stimolante e dal 1920, a seguito del trasferimento della sua famiglia a Roma, conseguì la maturità in un liceo classico della capitale nel 1923.  Dopo aver frequentato Ingegneria, Ettore Majorana divenne poi allievo del prof. Enrico Fermi alla facoltà di Fisica presso la celeberrima Scuola di Via Panisperna, scuola romana in cui egli conseguì la laurea in fisica teorica nel 1929, sotto la guida di S. E. Enrico Fermi, svolgendo una tesi pionieristica su “La teoria quantistica dei nuclei radioattivi” e ottenendo pieni voti con lode. Riconoscendo in E. Majorana un’eccezionale forma mentis, E. Fermi  incoraggiò il giovane scienziato a proseguire i suoi studi invitandolo a proseguire le sue ricerche teoriche all’Istituto romano. Vincitore di una borsa di studio, Ettore Majorana svolse poi esperienze di ricerca (1933) sia in Danimarca (Cophenaghen) che in Germania (Lipsia), location in cui ebbe rapporti diretti con i mostri sacri della scienza fisica di quel tempo Niels Bohr ed Werner Heisenberg. Al suo ritorno in Italia E. Majorana apparve tuttavia assai turbato, e più che mai introverso smise di frequentare i “Ragazzi di via Panisperna” trascorrendo vita ritirata a casa sua sempre immerso fra libri ed appunti per tantissime ore, specialmente la notte. 

A seguito di un concorso universitario controverso (vedasi in proposito il romanzo già citato di L. Sciascia), Ettore Majorana assunse nel 1937 cattedra per chiara fama in Fisica teorica all’Università di Napoli, ma poi egli scomparve inspiegabilmente pochi mesi dopo, nella primavera del 1938 : pare accertato che la sera del 25 marzo 1938 venne visto per l’ultima volta imbarcarsi su un battello postale da Palermo diretto a Napoli. Dopo aver lasciato messaggi controversi in cui esprimeva sibillinamente le sue intenzioni di togliersi la vita e quindi di rinunciare all’insegnamento, E. Majorana inviò ulteriore missiva indirizzata ai suoi familiari dichiarando “ho un solo desiderio : che non vi vestiate di nero. Se volete inchinarvi all’uso, portate per non piu di tre giorni, qualche segno di lutto. Dopo ricordatemi, se potete, nei vostri cuori e perdonatemi”.  Da Palermo, Majorana inviava tuttavia telegramma al suo collega prof. Carrelli in cui smentendo quanto dapprima annunciato,  così dichiarava  : “Caro Carrelli, spero ti siano arrivati insieme il telegramma e la lettera. Il mare mi ha rifiutato e ritornerò domani all’Albergo Bologna, viaggiando forse con questo stesso foglio. Ho però intenzione di rinunziare all’insegnamento. Non mi prendere per una ragazza ibseniana perche il caso e differente. Sono a tua disposizione per ulteriori dettagli”.  

Già negli Anni Trenta la scomparsa di E. Majorana scosse l’opinione pubblica; apparvero ripetuti appelli della famiglia con annunci di ricerca su vari periodici  fra i quali “La Domenica del Corriere”, oltreché su “L’Osservatore Romano”,  “La Tribuna Illustrata”,  “Il Giornale d’Italia” (quotidiano abituale di Ettore). Le ricerche su E. Majorana proseguirono a ritmo serrato su tutto il territorio nazionale anche in monasteri, istituti religiosi, ed altri siti, coinvolgendo familiari, polizia e servizi segreti  che pur essendo incitati dallo stesso Benito Mussolini risultarono vane. Molte le ipotesi sulle sua sparizione : fuga volontaria all’estero ? suicidio ? rapimento ? rifugio in un convento ? Come osservò  Enrico Fermi “Con la sua intelligenza, una volta che avesse deciso di scomparire o di far scomparire il suo cadavere, Majorana ci sarebbe certo riuscito”.  Ai giorni nostri, dell’Affaire Majorana si occupò (dal 2011) anche la Procura della Repubblica di Roma, che poi scelse di archiviare questo caso stabilendo verosimilmente che nel periodo 1955-1959, lo scienziato catanese fosse ancora probabilmente vivo, poiché da alcune testimonianze egli risultava trasferitosi sotto fittizio nome (sig. Bini) nella città venezuelana di Valencia. Ignoriamo tuttavia le reali motivazioni di tale suo eventuale trasferimento all’estero, mentre indubbio resta il fatto che Ettore Majorana, lungimirante genio tormentato, le cui ricerche restano di grande interesse ed attualità, condusse fin dall’infanzia un’esistenza consapevolmente orientata allo studio e alla ricerca, al confine fra scienza e filosofia; fra i suoi intellettuali preferiti spiccano Arthur Schopenhauer, William Shakespeare, Luigi Pirandello, e non possiamo affatto escludere che proprio le opere di tali autori possano aver innescato in lui ardenti desideri di fuga da una realtà sociale indegna d’essere vissuta e deludente, in quanto ipocrita, corrotta, frivola ed effimera.

by  CRISTINA FONTANELLI 

Autrice, Saggista, Fotoreporter, Filosofa, Storica della Scienza

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