Aosta capitale della fotografia artistica di livello internazionale. Al Centro Saint-Benin di Aosta, è in corso un’importante evento espositivo che celebrando la fotografia del XX secolo propone una mostra d’eccezione incentrata sull’opera di Brassaï, artista nato in Ungheria (Transilvania), ma parigino d’adozione.
Brassaï (pseudonimo di Gyula Halász), fu emblematico protagonista della fotografia del Novecento, un geniale personaggio che per il suo estroso linguaggio creativo fu definito dal suo amico scrittore Henry Miller “l’occhio vivo della fotografia”. Nell’inedita retrospettiva di Aosta viene presentato al pubblico un ricco repertorio d’immagini suggestive realizzate dall’artista ungherese nel corso dei suoi soggiorni nella capitale francese, in un periodo storico assai fecondo per le arti visive, in primis del movimento Surrealista, ma non solo. Durante la sua esistenza Brassaï (1899 – 1984) ebbe di fatto contatti diretti con artisti ed intellettuali del calibro di Dalí, Matisse, Picasso, Breton, Éluard, Kandinsky, Kokoschka, Jacques Prevert, Man Ray, Henry Miller, solo per citarne alcuni. Autore poliedrico ed innovativo egli fu fotografo ma anche giornalista, scrittore, musicista, disegnatore, caricaturista, pittore, scultore, scenografo. Esponente della scuola di fotografia umanista, Brassaï amava immortalare soggetti variegati di ogni età e ceto sociale, oltre ad intellettuali, fra cui letterati e artisti, da lui personalmente frequentati nel corso della sua prodigiosa carriera, sia in Francia che in vari Paesi esteri.
In questa imperdibile esposizione artistica e documentaria sono state selezionate centocinquanta stampe d’epoca, immagini d’alto impatto visivo distinte per aree tematiche, ma anche sculture, documenti storici ed oggetti appartenuti al fotografo. Fra le immagini in mostra non mancano memorabili ritratti dei suoi amici ed artisti, oltre a vedute iconiche della capitale francese mostrata da inusuali prospettive e in segrete location, con scenari rappresentativi di vita mondana, modaiola e notturna e con riprese di scorci urbani, monumenti, locali notturni e bistrot allora pienamente vissuti dal popolo della notte, artisti, vagabondi, clochard, senzatetto, operai, ecc. Artisticamente ispirato dalla vita notturna parigina, in particolare dagli ambienti del quartiere di Montparnasse, Brassaï ebbe a dichiarare che sua ambizione era quella di mostrare Parigi nella sua vitalità quotidiana ma come se la scoprissimo per la prima volta.
Nel 1933 fu pubblicato il suo primo libro di fotografie intitolato “Paris de nuit”, volume alquanto apprezzato nell’ambiente artistico dell’epoca, mentre in anni successivi si susseguirono ulteriori sue pubblicazioni, libri ed articoli d’elevato interesse culturale. Ad Aosta, la mostra “Brassaï l’occhio di Parigi”, promossa dall’Assessorato Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta, prodotta da Editoriale Silvana, è curata da Philippe Ribeyrolles, studioso, nipote del fotografo, che personalmente detiene una inestimabile collezione di stampe di Brassaï ed un’ampia documentazione relativa al suo interessante lavoro artistico. Negli spazi espositivi del Centro Saint-Benin (via Festaz 27) la mostra fotografica è visitabile dal martedì alla domenica, mattina e pomeriggio, fino al 9/11/2025.
ARTICOLO di CRISTINA FONTANELLI
Autrice, Giornalista, Saggista, Critica d’Arte, Fotografa

