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Salvador Dalì: rivoluzione e tradizione, un dialogo mai interrotto con Pablo Picasso

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Ottantamila visitatori per la mostra “ Picasso lo straniero “ appena conclusasi a Roma a Palazzo Cipolla organizzata  dal Polo Museale Museo del Corso: è l’anteprima del successo che la visione culturale e sociale di un progetto espositivo dedicato ai pittori spagnoli iniziato con Velàzquez ( ma che incorpora anche figure del calibro di Vermeer e Raffaello ) che ora prosegue con Salvador Dalì che con Picasso riuscì ad intessere un dialogo profondo ed ambivalente nel corso della sua lunga attività.

Sotto la direzione scientifica di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalì, con la curatela di Carme Ruiz Gonzalez e Lucia Moni il Museo del Corso, che comprende i palazzi romani Cipolla e Sciarra Colonna, organizza dal 17 ottobre 2025 al 1 febbraio 2026, l’esposizione “ Dalì. Rivoluzione e tradizione “ che, nei tempi, coincide con la ricorrenza del centenario della prima personale dell’artista spagnolo: oltre sessanta tra dipinti e disegni affiancati da documenti fotografici anche inediti e supporti audiovisivi offriranno al pubblico la possibilità di immergersi totalmente nell’infinito universo creativo di un artista geniale, controverso, certamente visionario che, ispirandosi a Velazquez, Vermeer e Raffaello si schierò apertamente tra i classici utilizzando una sua particolare tecnica compositiva che non trascurò, nel complesso affascinante ed ambivalente rapporto con il contemporaneo Pablo Picasso, di qualificarsi quale segno della centralità nel panorama dell’arte del XX secolo,

L’importanza della mostra romana di questa fine d’anno, che si articola in quattro sezioni ognuna delle quali dedicata ad uno dei Maestri che hanno plasmato l’arte di Dalì, è testimoniata anche dalla loro provenienza: dalla Fondazione Gala_Salvador Dalì, dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, dal Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, dal Museu Picasso de Barcelona ed anche dalla nostra Galleria degli Uffizi; l’evoluzione pittorica di Salvador Dalì sarà particolarmente evidenziata con una selezione di disegni in grado di rivelare la metodica utilizzata dal grande artista catalano e con opere in grado di testimoniare la sua evoluzione partendo dalla pittura accademica alla sperimentazione verso tendenze a noi più vicine in grado di testimoniare la sua inesauribile curiosità sempre tesa tra tradizione e  rivoluzione.

In sostanza, la mostra che si aprirà il prossimo 17 ottobre si qualifica come una indagine approfondita e colta del pensiero di uno dei massimi artisti del novecento che è stato in grado di coniugare genio creativo e rigore tecnico, provocazione di indirizzo futuristico e rispetto del passato, tendendo in ultima analisi a restituire un ritratto di Dalì inquadrandolo non soltanto come artista di genere surrealista ma anche come uomo di spiccata intellettualità in grado di riformulare, in forma assolutamente colta, i codici dell’arte moderna.

La mostra è stata presentata nel corso di una pre conferenza stampa tenutasi lo scorso 17 luglio a Palazzo Montorio, sede dell’Ambasciata di Spagna presso lo Sato italiano, dall’Ambasciatore Miguel Angel Fernandez-Palacios che ha evidenziato come la mostra rappresenti l’impegno della nazione spagnola verso la cultura quale valido strumento di dialogo in grado di costituire un ponte tra le istituzioni garantendo una continua presenza culturale rigorosa e perfettamente condivisa.

Il presidente della Fondazione Roma, che gestisce i palazzi Cipolla e Sciarra Colonna, Franco Parasassi, intervenendo alla conferenza ha evidenziato come la mostra rappresenti non soltanto un omaggio verso uno dei protagonisti dell’arte del novecento ma anche un ulteriore passo in avanti nel percorso di riflessione sull’arte moderna europea.

Da parte sua, il Direttore Generale della Fondazione Gala-salvador Dalì Felix Roca Batlori, ha posto in evidenza la stretta collaborazione tra le istituzioni spagnole e quelle  italiane nell’evidenziare il pensiero critico di Dalì e l’opera della Fondazione da lui diretta per rendere sempre più accessibile al grande pubblico l’immensa  produzione del pittore catalano.

Infine, intervenendo a sua volta nel corso della conferenza stampa di presentazione della mostra, la curatrice Lucia Moni, ha evidenziato la particolarità e l’unicità derivanti dall’alternanza tra due poli apparentemente opposti quali la rivoluzione e la tradizione tale da indagare la relazione tra le opere di Dalì e quelle di Velazquez, Vermeer e Raffaello.

Palazzo Cipolla, sede della mostra, si trova a Roma in Via del Corso 320; il sito web della mostra è www.museodelcorso.com/dali-rivoluzione-e-tradizione/ ed i biglietti sono disponibili già dal 17 luglio. Gli orari della mostra, aperta dal lunedì alla domenica variano dalle ore 15 alle 20 il lunedì, dalle 10 alle 20 il martedì ed il mercoledì, dalle ore 10,00 alle 21 dei giorni di giovedì e venerdì mentre il sabato e la domenica l’apertura sarà dalle 9 alle 21.

La biglietteria in loco chiude sempre un’ora prima della chiusura.

 

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