Giovanni Scattone rinuncia alla cattedra di psicologia

Con grande amarezza Giovanni Scattone rinuncia all'incarico di insegnante

pubblicato il 11/09/2015 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

A  Giovanni Scattone , l'uomo che ha scontato la pena per l'omicidio di Marta Russo, nei giorni scorsi è stata assegnata una cattedra di psicologia all'Istituto professionale Einaudi di Roma.  Come prevedibile questo incarico ha scatenato forti polemiche tanto che Giovanni Scattone ha deciso di rinunciare alla cattedra, poichè se la sua coscienza gli permette di insegnare , la serenità necessaria per farlo è venuta meno. 

 "Con grande dolore ed amarezza  ho preso atto delle polemiche che hanno accompagnato la mia stabilizzazione nella scuola con conseguente insegnamento nell'oramai imminente anno scolastico " ha dichiarato l'interessato e prosegue. "Il dolore e l'amarezza risiedono nel constatare che, di fatto, mi si vuole impedire di avere una vita da cittadino 'normale'.  La mia innocenza, è pari al rispetto nei confronti del dolore della famiglia Russo. Ho rispettato, pur non condividendola, la sentenza di condanna. Quella stessa sentenza mi consentiva, tuttavia, di insegnare. Ed allora sarebbe stato da Paese civile rispettare la sentenza nella sua interezza. Ho sempre ritenuto che per essere un buon insegnante si debba anzitutto essere persona serena."

Giovanni Scattone continua: " Oggi, in ragione di queste polemiche, non ho più la serenità che mi ha contraddistinto nei dieci anni di insegnamento quale supplente: anni caratterizzati da una mia grande soddisfazione anche e soprattutto legata al costruttivo rapporto instauratosi con alunni e genitori. Ed allora - annuncia - se la coscienza mi dice, come mi ha sempre detto, di poter insegnare, la mancanza di serenità mi induce a rinunciare all'incarico per rispetto degli alunni che mi sono stati affidati". "Così - prosegue il docente - questo Paese mi toglie anche il fondamentale diritto al lavoro. Dopo la tragedia che mi ha colpito, solo la speranza mi ha dato la forza di andare avanti. Anche oggi vivrò con la speranza che un giorno la parte sana di questo Paese, che pure c'è ed è nei miei tanti ex alunni che in questi giorni mi sono stati vicini e nella gente comune che mi ha manifestato tanta solidarietà, possa divenire maggioranza". 

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