Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Milarepa: una meditazione visiva collettiva

Condividi su:

“In un mondo distrutto dalla guerra e caduto nell’ignoranza vago come un cane randagio alla ricerca di un posto migliore”. Inizia con queste parole Milarepa, diretto da Louis Nero, prodotto da L’AltroFilm. Il cinema diventa spazio sacro di contemplazione e conoscenza. A venticinque anni dal suo debutto come regista, Nero con Milarepa, si ispira a un grande maestro del buddismo tibetano, Milarepa (1051 - 1135), noto per la sua vita drammatica, che include atti di magia nera e una successiva redenzione attraverso la pratica spirituale. 

Un cast internazionale di spessore: il premio Oscar Murray AbrahamHarvey KeitelAngela MolinaFranco NeroIsabelle Allen. Girato in Sardegna in un'ambientazione post-apocalittica, con una sequenza di immagini potenti e immersive tra musiche tibetane ed echi filosofici, il film sottopone lo spettatore alla massima concentrazione per conoscere l’evoluzione della giovane Mila (Isabelle Allen), protagonista di prove e iniziazioni da attraversare per completare la propria identità sotto la guida di un guru illuminato come Marpa, interpretato nel film da Harvey Keitel. Dopo la scomparsa prematura del padre, Mila e la sua famiglia vivono in miseria a causa dell’avidità dei parenti, che le relegano a fare i lavori più duri. Così la madre chiede vendetta e istiga la figlia a imparare la magia nera per punire i parenti serpenti. Milarepa entra in contatto con le forze più brutali per distruggere chi le ha provocato dolore, ma si rende conto del potere distruttivo che ha generato. 

Il film è un viaggio di esplorazione tra le energie positive e negative, una lotta tra il bene e il male, meditazione e medianismo. Un tempo gli oracoli, le iniziazioni, le rivelazioni avvenivano tutte tramite vie mistiche, si predisponeva l’anima all’obbedienza, alla disciplina, alla preghiera, alla meditazione, alla comprensione dei simboli, delle forze della natura, l’iniziato o chi per lui provvedeva a inviare il messaggio adeguato, la dipendenza iniziatica della sapienza di una volta era basata sull’intermediazione del guru in Oriente. Nel mondo occidentale dal Cristo in poi questo non è possibile, se non tramite i veggenti o chi è in contatto con l’entità divina, i veri messaggi, la profondità dell’evoluzione umana non reggono più sulla mediazione di altre persone, ma sulle sole forze dell’individuo, la resurrezione ha donato agli uomini la speranza di una esistenza ultraterrena, di essere autonomi attraverso l’autodisciplina da ciò che è il medianismo. Milarepa affronta la moderna illuminazione dell’uomo che può redimersi attraverso le proprie capacità interiori, sviluppate nel tempo, superando le infinite prove dell’esistenza, così come la costruzione e la distruzione dalle abitazioni volute dal Lama. E’ un film di rivelazione e consapevolezza per chi ha la volontà, la forza e la fede di scavare nel proprio io, mettendo a nudo la propria anima. Gli echi della Bibbia che troviamo in Milarepa, riconducono a una genesi primordiale dove il non voltarsi ha il senso del salvarsi, come nella Genesi 19. 

 

Michela Zanarella

Condividi su:

Seguici su Facebook