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Convegno “Dove sta andando il calcio?”

Evento promosso dall'europarlamentare Carolina Morace

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Prestigioso evento a Bruxelles promosso dal'eurodeputata Carolina Morace del M5S – Gruppo The Left: alla presenza di importanti relatori si è svolto il Convegno “Dove sta andando il calcio?”, con il chiaro intento di mettere a fuoco e analizzare a 360 gradi l'universo calcistico, le cui dinamiche sempre in evoluzione stanno modificando anche la gestione e la programmazione delle società.

“Dove sta andando il calcio è la domanda che abbiamo posto ai nostri ospiti – ha spiegato l'europarlamentare Carolina Morace  - ne è nato un dibattito intenso, perché il calcio è una componente importante della nostra comunità, eppure rischia di diventare uno sport d’élite. Se vogliamo che resti un bene comune e non solo un business, servono visione, coraggio e politiche all’altezza. Perché il futuro del calcio non si scrive da solo: dipende dalle scelte che facciamo oggi. Dobbiamo, quindi, evitare che il calcio diventi uno sport d'élite e resti uno strumento di inclusione sociale e sempre accessibile a tutti. Ringrazio tutti i relatori per i loro preziosi contributi che hanno contribuito a mettere in luce, con un costruttivo dibattito, tematiche e problematiche legate al mondo del calcio”.

Come ricordava Carolina Morace, il convegno ha visto la presenza di illustri relatori che si sono succeduti al lavolo degli interventi: Javier Tebas, presidente della Liga Nacional de Fútbol Profesional che non ha risparmiato critiche alla Coppa del Mondo per Club, Filippo Veglio, responsabile Sostenibilità Sociale e Ambientale Uefa, Gaia Pretner, Responsabile Sostenibilità ECA, Andrea Butti, Head of Competitions and Operations della Lega Serie A, Carlalberto Ludi, Direttore Sportivo Como 1907, Alberto Di Chiara, procuratore di calcio ed ex calciatore (Roma, Reggiana, Lecce, Fiorentina, Parma, Perugia, 7 presenze nella Nazionale), Nicola Legrottaglie, allenatore, dirigente sportivo ed ex calciatore (in carriera ha vestito in serie A le maglie anche di Chievo, Juventus, Bologna, Siena, Catania con una breve parentesi anche nel Milan, conta anche 16 presenze in Nazionale), Ludovica Mantovani, prima Presidente Divisione calcio femminile Figc, Alessandro Alciato, giornalista Amazon Prime Video Italia, e Salvatore Civale, Presidente Associazione Italiana Avvocati dello Sport.

Importante il contributo del Presidente Giuseppe Conte del M5S che ha sottolineato  come“ il risvolto economico non debba prevalere sulla sana pratica sportiva che può portare a risparmiare sulle spese sanitaria, portando benessere ai praticanti. Dobbiamo fare sempre di più, perchè lo sport sia strumento di inclusione sociale, a partire dalle palestre che dovrebbero essere aperte tutti i giorni”.

Lo sport allena alla vita: lo sa benissimo Carolina Morace che, nella sua prima esperienza in campo politico, ha saputo trasferire nella sua veste di eurodeputata tutti i valori che ha seminato nel corso della sua brillante carriera, prima come giocatrice e poi come coach di club e nazionali. Lo sport, infatti, può contribuire a creare, come nel suo caso, figure di riferimento e modelli comportamentali d'ispirazione per i ragazzi, soprattutto in questo momento di forte disagio giovanile, in quanto è un formidabile strumento sociale ed educativo. Lo sport ha la grande virtù di aiutare ogni individuo a diventare atleta della propria vita in ogni contesto. Fare sport, infatti, non significa unicamente muovere il proprio corpo, ma anche imparare a far parte di un gruppo squadra, risolvere problemi, gestire ansia e problematiche, essere propositivi, essere intraprendenti, essere determinati, essere leader e di esempio all'interno del gruppo.  Molte, infatti, le iniziative promosse da Carolina Morace dal primo giorno del suo insediamento al Parlamento di Bruxelles: tra le sue iniziative in corso c'è “Donne e Sport in Europa”, una mostra fotografica e narrativa che celebra le gesta di molte atlete del passato per sviluppare con le loro storie personali anche una cultura d’accoglienza e inclusione, una cultura per la difesa e il riconoscimento dei diritti. Si tratta di 27 immagini, un’atleta per ogni Paese membro, per raccontare una storia che va oltre i risultati agonistici, ma evoca temi come il pregiudizio, l’uguaglianza, il diritto, la dignità, il rispetto, il professionismo. “La parità dovrebbe essere una delle priorità dell'UE, purtroppo ancora non ci siamo e, a livello sportivo, non si è raggiunta né per numero, né per formazione, né per professionismo e carriera. C'è ancora tanto da fare per la parità di genere in ogni contesto, non solo sportivo”.

 

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