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Costo e qualità della vita nelle città italiane: dove conviene davvero stabilirsi?

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Perché trasferirsi in una nuova città? Se in passato l'idea di cambiare luogo in cui vivere non era così diffusa, oggi si assiste a una tendenza diversa: un numero sempre maggiore di persone valuta seriamente la possibilità di traslocare. Le motivazioni sono molteplici, tra cui la crescente diffusione del lavoro da remoto – che per molti è proseguito anche dopo la pandemia – e la ricerca di contesti urbani con una migliore qualità della vita.

A questa dinamica si aggiunge l'aumento considerevole dei canoni di affitto in molte città. Un recente report di Idealista.it ha evidenziato come nel 2024 i canoni medi siano cresciuti del 10,6% rispetto all'anno precedente, con picchi superiori al 15% in alcune aree metropolitane. Considerando che il potere d’acquisto di numerosi stipendi è rimasto pressoché invariato, si comprende facilmente perché cresca l'interesse verso città potenzialmente meno costose ma capaci di offrire un elevato standard di vita.

Le tendenze più recenti, rilevate sempre dall’Ufficio Studi di Idealista per il primo trimestre del 2025, indicano un mercato delle locazioni in forte accelerazione, con un aumento dell'offerta di immobili in affitto del 16% rispetto allo stesso periodo del 2024, segnalando un mercato dinamico. Parallelamente, molti valutano anche l'acquisto di un'abitazione, incoraggiati da tassi sui mutui casa tendenzialmente in discesa. Le previsioni indicano una possibile continuazione di questo trend per l'Euribor per tutto il 2025, con un potenziale assestamento sotto la soglia del 2% entro la fine di settembre.

Costo e qualità della vita: cosa guardare sul serio

Quando si confrontano diverse città, il costo dell'affitto mensile è solo uno dei fattori da considerare. È opportuno, infatti, analizzare la propria situazione reddituale per capire se l'acquisto di un'abitazione sia un'opzione percorribile e informarsi sui costi medi di servizi essenziali, trasporti, generi alimentari e altre necessità quotidiane.

Ad esempio, i dati di Numbeo (uno dei più grandi database globali su città e nazioni) mostrano una significativa differenza salariale media netta tra Milano (circa 1.950 €) e Palermo (circa 1.440 €). Questo divario è tuttavia parzialmente compensato da un costo della vita notevolmente più basso nel capoluogo siciliano.

Ovviamente, l'aspetto economico non è l'unico determinante: la vivibilità complessiva di un territorio gioca un ruolo cruciale. A questo proposito, la classifica "Qualità della vita 2024" de Il Sole 24 Ore posiziona Milano al 12° posto per benessere generale, preceduta però da Bologna (9° posto), nonostante quest'ultima presenti un livello salariale medio leggermente inferiore. Palermo, in questa classifica, si colloca al 100° posto, penalizzata principalmente da questioni legate alla sicurezza percepita e all'efficienza dei trasporti.

Di seguito, un confronto sintetico tra cinque città italiane, basato su dati recenti:

Quando si fa un confronto fra città diverse, non si può valutare soltanto il costo dell’affitto mensile. È opportuno perlomeno chiedersi se, con il proprio reddito, l’acquisto di un’abitazione sia possibile e quali siano i costi di servizi, trasporti, alimentari ecc. 

Per esempio, secondo i dati presenti su Numbeo (uno dei più grandi database su città e nazioni), c’è una grande differenza salariale tra Milano e Palermo (1.950 euro netti contro 1.440 euro), che però è compensata dal fatto che nella città siciliana il costo della vita è decisamente più basso. 

Ovviamente non conta solo l’aspetto economico, ma anche la vivibilità di un territorio. A questo proposito, per esempio, secondo il quadro “Qualità della vita 2024” del noto quotidiano Il Sole 24 Ore, Milano è 12esima per quanto riguarda il benessere complessivo, ma è preceduta da Bologna (al nono posto), nonostante il livello salariale sia più basso. Palermo è centesima posizione, soprattutto a causa di bassi livelli di sicurezza e scarsa qualità nei trasporti. Di seguito un confronto tra cinque città. 

 

CittàAffitto medioReddito medio nettoRanking Qualità vita 2024
Milano23,3 €/m² / ca 1 630 € per trilocale1 950 €12ª
Bologna18,6 €/m² / ca 1 410 € per trilocale1 765 €
Roma16,6 €/m² / ca 1 520 € per trilocale1 763 €59ª
Palermo630 € per bilocale in centro (≈ 9 €/m²)1 439 €100ª
Lecce7,1 €/m² / circa 1.075 € per trilocale1 343 €72ª

Le fonti dei dati riportati sono: Il Sole 24 Ore, Idealista e Numbeo.

Quando conviene valutare l’acquisto della casa? 

L’acquisto di un immobile può diventare una considerazione concreta se la città scelta è vista come il luogo in cui realizzare il proprio progetto di vita a lungo termine. Se le prospettive lavorative appaiono solide e stabili, comprare casa con un mutuo può essere una valida opzione. Come accennato, i tassi dei mutui, specialmente quelli a tasso fisso, mostrano una tendenza alla stabilità in questo periodo.

Naturalmente, i prezzi al metro quadro variano enormemente: città come Milano presentano valori quasi doppi rispetto a realtà come Lecce, rendendo il livello di reddito un fattore discriminante. D’altro canto, in mercati immobiliari dinamici come quello milanese, un'eventuale rivendita dell'immobile potrebbe avvenire più rapidamente e a condizioni vantaggiose, mentre in altre città i tempi di dismissione potrebbero allungarsi.

Progetto di vita: un equilibrio tra numeri e aspirazioni personali

La scelta di dove vivere trascende la mera analisi dei numeri; il fattore più importante resta sempre il progetto di vita individuale e familiare. La presenza di una rete di amicizie, la qualità dei servizi sanitari ed educativi, l'efficienza dei trasporti e le opportunità di svago e crescita personale sono elementi che pesano significativamente sulla bilancia. Un livello di qualità della vita percepito come decisamente superiore può giustificare la scelta di sostenere un affitto più elevato o di considerare l'acquisto di una casa in cui stabilirsi per il futuro.

In conclusione, le classifiche e i dati statistici offrono indicazioni preziose e un punto di partenza oggettivo. Tuttavia, la decisione finale è profondamente personale, frutto di un bilanciamento che considera non soltanto gli aspetti economici, ma anche le relazioni affettive, le priorità individuali e l'importanza attribuita alla qualità complessiva della propria esistenza.

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