Proponiamo qui di seguito il testo completo dell’intervista telefonica che l’avv. Ombretta Fapulli , di Milano, ha fatto al grande regista Pupi Avati in occasione dell’uscita del libro di Giuseppe Palma e Francesco Erriquez dal titolo: “PUPI AVATI. Tutto il suo cinema dagli esordi a L’orto americano”, con Prefazione dello stesso Pupi Avati , edito da Historica - Giubilei Regnani. L’intervista telefonica è stata realizzata dall’avv. Ombretta Fapulli in data 31 marzo 2025 e trasmessa in anteprima domenica 13 aprile 2025 in occasione della presentazione del libro, a Milano, presso la suggestiva Villa Scheibler . Al termine della pagina, dopo il testo completo dell'intervista, il lettore troverà due link dai quali potrà visionare ed ascoltare l'intervista integrale su YouTube.
Buona lettura:
Pupi Avati: Pronto?
Ombretta Fapulli: Buongiorno Maestro e piacere, piacere di conoscerLa.
Pupi Avati: Piacere mio, buongiorno.
Ombretta Fapulli: Ho letto il libro di Giuseppe Palma e Francesco Erriquez su tutta la Sua cinematografia, con Sua prefazione, e la mia prima domanda è questa: quale è secondo Lei la missione sociale del regista nell'attuale società in cui siamo costantemente bombardati da contenuti e immagini?
Pupi Avati: Mah, io credo che elevare la nostra professione, dandole una missione addirittura sociale, mi sembra che sia un po' presuntuoso, nel senso che almeno per quello che riguarda me, l'unico senso che riesco a dare autentico al mio lavoro è quello di testimoniare quello che so, via via che vado apprendendo via via della vita, dei rapporti fra gli esseri umani nella sua qualità più alta e nella sua qualità più bassa, cercando di essere il più propositivo possibile nei riguardi soprattutto degli ultimi. Io ho cercato sempre di raccontare delle storie non degli eroi, o raramente degli eroi, ma quasi sempre delle persone che hanno incontrato le difficoltà che incontrano tutte le persone della vita, pur cercando quindi di dare un senso di vicinanza, di complicità, di condivisione a quello che è il percorso che uno fa su questa terra. Ci assomigliamo molto di più di quanto non immaginiamo, ecco. Questo raccontando quindi la storia non degli eroi della Marvel, ma degli esseri umani normali, ho in qualche modo per molti anni della mia vita, almeno, cercato di dare segni di vicinanza, di condivisione nei riguardi di quelli che sono i sentimenti alla base degli esseri umani, soprattutto della qualità degli esseri umani che si sentono più timidi, più inadeguati, più emarginati, più in difficoltà.
Ombretta Fapulli: Grazie Maestro, arriva dritto al cuore il Suo messaggio. La seconda domanda è questa: come valuta oggettivamente il libro su tutta la Sua cinematografia degli amici Giuseppe Palma e Francesco Erriquez? So che siete diventati anche molto amici.
Pupi Avati: Beh, insomma, è stata una dichiarazione d'amore, da parte loro, io non sapevo, ed è stata una scoperta rendermi conto che c'erano delle persone, che non conoscevo minimamente, che si occupavano del mio cinema, che seguivano il nostro cinema da tempo, che lo conoscevano a memoria praticamente (ride), con una dovizia di dettagli che mi ha in certe circostanze - addirittura quando son venuti qua abbiamo avuto dei lunghi incontri verbali - mi ha anche abbastanza commosso perché in certi casi ne sapevano più loro di me, di quanto non ne sapessi io, e questa è una cosa molto bella perché sa, avendo fatto tanto cinema, succede che molto spesso le cose si vadano… io debbo fare spazio alle cose nuove e quindi debbo rimuovere qualcosa di vecchio, non c'è una capacità nella mente per trattenere tutto quello che hai fatto e allora c'è una selezione; mentre per quello che riguardava loro in certi casi avevano una capacità di dettaglio, di collegare un certo episodio, una certa battuta, una certa situazione, un certo interprete a un certo film, cosa che io non avrei certamente saputo fare, ma al momento in cui loro me lo rammentavano riconoscevo che era così.
Ombretta Fapulli: Meraviglioso! Maestro, il Suo ultimo film “L'orto americano” è un film bellissimo che ha ricevuto una critica positiva da parte di tutti i critici e dai commentatori. Le è mai successo in 57 anni di carriera di ricevere una critica così unanimemente positiva?
Pupi Avati: Mah, purtroppo la critica unanimemente positiva ha coinciso con un insuccesso così unanimemente negativo, nel senso che il film è nato praticamente inerte, non ha dato segni di vita in nessun momento della sua breve vicenda distributiva, ed è un dolore non piccolo perché è un film… difficilmente mi capita di dire delle cose che faccio che siano riuscite perché c'è sempre qualcosa che non è andato dritto; ecco in questa circostanza avevo la sensazione che il film che avevamo fatto fosse invece un film non voglio dire ineccepibile, ma insomma molto vicino all'ineccepibile, nel senso che era esattamente il film che volevo fare, e, tuttavia, proprio per questo film che era il film che volevo fare, che io credevo che dovesse suscitare un grande interesse da parte del pubblico, lo ha suscitato nei riguardi di cinefili che ne scrivono, ma da parte del pubblico c'è stato come un rifiuto, un rifiuto proprio dal primo giorno, ed è stata ed è ancora una ferita aperta che io mi porta appresso, molto dolorosa.
Ombretta Fapulli: Vedremo nel prosieguo perché tante cose poi hanno delle evoluzioni inaspettate nel tempo.
Pupi Avati: Mah, io me lo auguro, però sarà molto difficile che in televisione questo film recuperi perché quando i film partono male poi anche le televisioni non è che li promuovono in un modo particolare.
Ombretta Fapulli: Capisco, ma sono molto fiduciosa perché è veramente meraviglioso. Maestro, Le faccio una domanda secca: che rapporto ha con il sacro?
Pupi Avati: Io ho un rapporto profondo con il sacro che mi deriva dalla cultura, dall'educazione infantile che è stata un'educazione cattolica. E’ evidente che il cattolicesimo che mi è stato impartito dai miei genitori era un cattolicesimo preconciliare, e poi tra l'altro con una componente contadina perché io ho passato i primi anni della mia vita in campagna per motivi bellici, quindi era un cattolicesimo legato ancora molto a tutte le superstizioni, ai riti, alle visioni del peccato, del male, dell'inferno, del Paradiso, degli angeli. C'era tutto un mondo straordinario che è anche un po' fiabesco, un po' favolistico e anche orrorifico simultaneamente che ci veniva in qualche modo impartito da questi sacerdoti che sembravano essere titolari di conoscenze, di misteri, che non erano dell'essere umano quotidiano normale. Poi via via si è tutto andato a sbiadire con la modernità, e il nuovo modo di essere cattolici o cristiani è molto più vicino alle problematiche sociali che a quelle spirituali. Il miracolo praticamente non lo si considera più. I confessionali, non so se Lei sia minimamente informata, ma i confessionali sono praticamente degli oggetti che appartengono ormai all'antiquariato, nessuno si confessa più. Allora c'erano delle graduatorie addirittura dei peccati, c'erano i peccati veniali, c'erano i peccati mortali, per poter fare la comunione non bisognava aver mangiato nulla dalla mezzanotte precedente. Insomma c'era tutta una serie di rituali che facevano sì che la nostra religione fosse una religione arcaica, e adesso tutto questo si è andato a perdere e la figura sacrale, quella del sacerdote, è diventato come dicevo poc'anzi una sorta di assistente sociale. Ha perso totalmente quelle che erano le sue prerogative che attenevano molto alla spiritualità.
Ombretta Fapulli: Mi ha fatto venire in mente alcuni pezzi della “Mazurca del barone”. Peraltro c’è Tognazzi che…
Pupi Avati: Sì, quello lì è un film che voleva essere, questo personaggio blasfemo, voleva essere… e poi alla fine si redime attraverso questa appropriazione di questo bambino, insomma questo piccolo miracolo che succede.
Ombretta Fapulli: E' commovente alla fine. Questo film a me ha fatto scendere la lacrimuccia quando vedo Tognazzi che scappa col bambino e se lo tiene stretto, mi commuove. Le faccio un'ultima domanda perché non voglio rubarLe troppo tempo: Giuseppe Palma e Francesco Erriquez sono sicuramente innamorati del Suo cinema, l'abbiamo già detto, e hanno scritto questo libro completo con analisi anche molto personali. Lei crede che i due autori siano realmente riusciti nell'intento di divulgare la più bella testimonianza su di Lei e sul Suo cinema?
Pupi Avati: Io ho la sensazione di sì, perché è il tipo di approccio che li ha messi nella condizione, cioè c'era un approccio da subito fortemente affettivo, che non si giustificava, nel senso che non avevo fatto nulla per loro. Io avevo fatto i film che avevo fatto, ma vede gli autori in genere scrivono senza avere un'idea esatta del destinatario a cui si rivolgono, in questo caso i film, in certi casi i testi scritti, e per poi scoprire che magari una persona che non vive neppure a Roma, molto lontana, loro sono avvocati e operano a Milano, vengono dal sud, ma non li conoscevo minimamente, e tuttavia si avverte in ogni pagina che c'è qualche cosa in più rispetto ad altri testi che son stati scritti nei riguardi del nostro lavoro, che ormai cominciano ad essere diversi. Ecco, qui c'è quel qualcosa in più che non è solo l'attenzione, l’acribia, ma è proprio una sorta di riconoscenza, se posso dirlo, perché è evidente che loro si sono fortemente riconosciuti nel tipo di approccio che noi abbiamo nei riguardi non tanto del cinema, che è già tanto, ma soprattutto nei riguardi della vita.
Ombretta Fapulli: Maestro, io concludo dicendoLe che Giuseppe e Francesco le vogliono molto bene, e gliene voglio anch’io.
Pupi Avati: Lo so, lo so, si legge, si evince, si evince dal libro.
Ombretta Fapulli: Sì, sì, c'è proprio un grande amore amichevole verso di Lei, una grande riconoscenza e io mi sono di riflesso sentita coinvolta e La ringrazio del tempo che ha dedicato e delle emozioni che ci ha dato.
Pupi Avati: Grazie a Lei, grazie mille a Lei.
Ombretta Fapulli: Buona giornata Maestro, grazie infinite.
Pupi Avati: Arrivederci, grazie, grazie.
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Qui di seguito due link per visionare ed ascoltare su YouTube l’intervista integrale a Pupi Avati trasmessa in anteprima durante la presentazione del libro a Milano (Villa Scheibler), domenica 13 aprile 2025:
- Video e audio:
- https://www.youtube.com/watch?v=cf3crfxB8cM
- Solo audio:
- https://www.youtube.com/watch?v=jXeL2T3AiTw

