Informazione, torna "l’Unità"

Con una nuova società editrice

pubblicato il 30/06/2015 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Buone notizie per i lettori de l'Unità - Da oggi

Meno di un anno fa da queste pagine suonavamo le campane a morto per l’Unità. Oggi, come un’araba fenice, la storica testata del PCI è risorta dalle sue ceneri, quattro giorni dopo l’uscita del numero zero.

No, non è un restyling o un potenziamento della versione online, è proprio l’Unità di carta, quella fresca di stampa che ha allevato generazioni di militanti e dirigenti. Del resto, comunque, va dato atto al Pd che, morta l’Unità, sin dal giorno immediatamente successivo ha subito iniziato a lavorare per riportarla in vita.   

Qualcosa, naturalmente, è cambiato dal giorno zero, cioè da quel 1° agosto 2014  che vide il quotidiano, al pari di una qualsiasi una società di calcio fallita, chiudere i battenti per i troppi debiti. Ed è cambiato a monte. Adesso c’è un nuovo gruppo editoriale, la cui proprietà è spartita tra il Pd e la Piesse, società di costruzioni controllata al 60% da Guido Stefanelli e al 40% da Massima Pessina, rispettivamente ad e presidente della stessa. La Piesse detiene la quota di maggioranza del gruppo (80%).

L’uomo della rinascita, in realtà, avrebbe dovuto essere Guido Veneziani, editore di riviste di gossip come Vero e Donne al top, ma i suoi problemi giudiziari lo hanno messo fuori gioco. Sin da maggio. Così, finito il "salvatore" sotto indagine ad Asti per il fallimento della sua tipografia,  la piemontese Roto Alba, al Pd e al suo tesoriere, Francesco Bonifazi, non è rimasto che guardarsi intorno, e dare il beneplacito alla scalata de  l’Unità srl, la società costituita come cantiere per la rinascita del giornale, da parte della società di Stefanelli & c. 

Nell’era della sinistra renziana l’Unità non poteva non tornare in edicola con un direttore responsabile a Renzi gradito: ma non si tratta di Vladimiro Frulletti, che proprio per l’Unità (nella sua edizione on-line, naturalmente, lanciata il 29 agosto 2014) aveva seguito da vicino Renzi e l’attività del suo governo, e sembrava aver battuto la concorrenza di Gad Lerner, Antonello Piroso e Tommaso Cerno. A poche ore dal ritorno in edicola del giornale, l'incarco è andato ad Erasmo D'Angelis, capo struttura di Palazzo Chigi.   

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