Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Le Chiese alle quali Gesù Cristo non basta

La Bibbia a confronto con le eresie moderne che hanno conseguenze sociali, economiche e politiche

Condividi su:

Di Giorgio Nadali

«Guardate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo»

(Colossesi 2:8)

«Ma io temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, cosí talora le vostre menti non siano corrotte e sviate dalla semplicità che si deve avere riguardo a Cristo»

(2 Corinzi 11:3)

«Mi meraviglio che da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, passiate così presto ad un altro evangelo, il quale non è un altro evangelo; ma vi sono alcuni che vi turbano e vogliono pervertire l'evangelo di Cristo. Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi predicasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia maledetto. Come abbiamo già detto, ora lo dico di nuovo: Se qualcuno vi predica un evangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia maledetto»

(Galati 1:6-9)

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi».

(Matteo 23:13)

«Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole» 

(2 Timoteo 4:3-4)

«Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti» 

(Matteo 24:23-24)

Per i cristiani, l’intelligenza spirituale aiuta a distinguere le sane dottrine da quelle modificate con aggiunta di tradizioni umane. Per quanto riguarda il cristianesimo l’unico termine di paragone è ovviamente solo la Parola di Dio. 

Oggi il Cristianesimo è la religione più diffusa al mondo. Conta 2,4 miliardi di fedeli. Il trentadue percento della popolazione mondiale. Quasi la metà (1,27 miliardi) di questi fedeli è costituita dai cattolici. 625 milioni sono gli appartenenti alle chiese della riforma protestante, che ha avuto origine il 31 ottobre 1517 con Martin Lutero. 755.328 in Italia (1,3%)[1]. I fedeli del cristianesimo ortodosso sono 293 milioni. Ortodossia nata con lo scisma d’Oriente (il “Grande Scisma”) del 1054 di cui il patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario fu autore. I cristiani evangelici sono 413 milioni. 2.400 sono le traduzioni del Nuovo Testamento.

Fondamentale per un cristiano è seguire l’autentico vangelo (o meglio, l’evangelo) di Gesù Cristo, senza aggiunte o modifiche e senza tradizioni umane che lo deformano e che nulla hanno a che fare con la verità della Parola di Dio. 

La grande differenza è questa: il “vangelo” cattolico (e ortodosso) enfatizzano ciò che l’uomo deve fare per essere salvato, invece di ciò che Cristo ha già fatto per salvare l’uomo. Non vi è nulla che l’uomo possa fare per salvarsi se non accogliere con gratitudine la grazia della salvezza donata da Gesù Cristo. Le “aggiunte” della tradizione cattolica nullificano tale grazia e la sviliscono. 

Le chiese cristiane che appongono queste “aggiunte” sono quella cattolica, le chiese ortodosse e quella anglicana. Eh, sì. Tristemente ben oltre la metà dei cristiani. Secondo la chiesa cattolica la sacra tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della Parola di Dio, mettendo di fatto sullo stesso piano la Parola di Dio e quella umana, cioè la tradizione. Non sono opinioni, ma è la Parola di Dio che fa testo. Solo quella. 

Qui nasce la più grande e importante divisione con la verità del Vangelo. Lutero affermò le cosiddette cinque “sola”: Sola Scriptura, Sola Fide, Sola Gratia, Solus Christus, e Soli Deo Gloria. Quindi nulla di ciò che non è presente nella Sacra Scrittura può essere valido per un cristiano. 

L’altra grande differenza è che il cristiano si salva per grazia di Dio, accogliendola con la sua fede. Non per le opere buone che compie. Queste ultime sono solo un segno, una testimonianza, una conseguenza dell’essere salvato da Cristo. Non compio le opere buone per salvarmi, ma perché sono (già) salvato. Non sono le proprie opere umane che salvano, ma la croce di Cristo. Cadono così le indulgenze, il purgatorio, le penitenze, le reliquie, i sacramenti fonte di grazia. Nulla si può aggiungere alla salvezza di Cristo. Il cristiano non si salva per merito suo, ma per grazia. 

La dottrina del merito genera spesso quello che gli psicologi chiamano “religiosità ipomaniaca”, cioè il fanatismo religioso, la bigotteria, in parole povere. La stessa della setta dei farisei al tempo di Cristo. Si sentivano migliori degli altri e presentavano a Dio il conto delle proprie azioni pie compiute per guadagnarsi la salvezza e il favore di Dio (Luca 18:10-14). Chi è salvato per grazia dalla croce di Cristo ha un unico mediatore, come ribadisce l’apostolo Paolo: “Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5) e non può più in alcun modo perdere la salvezza acquisita, perché è un dono di Dio. “Se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati” (1 Giovanni 2:1-2).

Questo fa cadere anche la necessità di ricorrere a preti e penitenze. 

“Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene”, scrive l’apostolo Paolo ai cristiani di Efeso (1 Efesini 2:8-9). 

“E se è per grazia, non è più per opere, altrimenti la grazia non sarebbe più grazia; ma se è per opere, non è più grazia, altrimenti l'opera non sarebbe più opera” (Romani 11: 6)

Tutte le religioni, ad eccezione del cristianesimo evangelico, negano con arroganza che la salvezza sia solo per grazia, cioè secondo il favore immeritato di Dio.

Molto semplice, ma una verità disattesa. Basta leggere (e conoscere) la Parola di Dio. Ma quanti cristiani leggono quotidianamente e conoscono la Parola di Dio? Sino alla Riforma protestante la Bibbia era messa all’indice e il popolo non poteva leggerla. La gente non poteva notare le contraddizioni tra le tradizioni umane e la Parola di Dio. Furono Martin Lutero a tradurla in tedesco e William Tyndale in inglese nel 1526. Seguirono le altre lingue. E oggi che è disponibile in italiano la gente comune la conosce poco e si affida a preti che secondo la Parola di Dio sono superflui, come dice chiaramente la Lettera agli Ebrei 10:11-14. “E, mentre ogni sacerdote è in piedi ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte i medesimi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati, egli invece, dopo aver offerto per sempre un unico sacrificio per i peccati, si è posto a sedere alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. Con un'unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificatie dice chiaramente di Gesù Cristo: “Costui, perché dimora in eterno, ha un sacerdozio che non passa ad alcun altro, per cui egli può anche salvare appieno coloro che per mezzo suo si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro”. (Ebrei 7:24-25) e l’apostolo Paolo scrive: “Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5)

Ma quanti leggono questi passi della Parola di Dio? 

Al settanta per cento dei cristiani la grazia, dono di Dio non basta. Vogliono meritarsi una salvezza che è impossibile da ottenere con le forze umane e vogliono anche percepirla con i cinque sensi, perché troppo astratta secondo loro. Ecco dunque i segni visibili che trasmettono la grazia invisibile. I sacramenti. Anche l’unico sacrificio della croce va ripetuto con la messa in maniera incruenta, mentre il sacrificio della croce è unico e irripetibile e la Santa Cena è un memoriale (Luca 22:19), non un sacrificio. “Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre”, scrive l’autore della lettera agli Ebrei (10:8). Già, una volta per sempre!

Il linguaggio spirituale e allegorico di Cristo fa credere a cattolici e ortodossi che l’eucaristia sia la presenza reale del suo corpo e sangue nel pane e nel vino (che erano due dei diversi elementi della cena pasquale ebraica, la séder,celebrata da Cristo nella sua ultima cena). Per lo stesso motivo i primi cristiani furono accusati di cannibalismo perché Gesù dice in modo allegorico, come era suo solito fare: “Io sono il pane, quello vivo, venuto dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà per sempre. Il pane che io gli darò è il mio corpo, dato perché il mondo abbia la vita. Gli avversari di Gesù si misero a discutere tra di loro. Dicevano: Come può darci il suo corpo da mangiare? Gesù replicò: Io vi dichiaro una cosa: se non mangiate il corpo del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò l'ultimo giorno; perché il mio corpo è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane unito a me e io a lui” (Giovanni 6:51-56). È chiara l’allegoria di Gesù Pane come quella di Gesù Acqua vera nell’episodio del pozzo di Giacobbe con la samaritana «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna» (Giovanni 4:13-14).

Per quanto riguarda la trasformazione del pane e del vino in corpo e sangue di Cristo, cioè la cosiddetta transustanziazione, “attenendosi alla Bibbia, non è possibile accettare l’idea della transustanziazione né tanto meno quella della consustanziazione. Invocare le parole “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue” per sostenere l’idea della transustanziazione significa prima di tutto ignorare che, nella lingua aramaica, con la quale sicuramente Gesù si espresse in quella occasione, non si adopera la copula (il verbo essere che lega il nome del predicato al soggetto) e che in ebraico e in greco l’uso di legare l’attributo al soggetto indica – come in Luca 12:1 e Galati 4:24 – che si tratta spesso di termini allegorici.

Significa anche dimenticare che Gesù ha detto “Io sono la porta… Io sono la via… lo sono la vite…” (Giovanni 10:9; 14:6; 15:1); che l’apostolo Paolo ha detto di Cristo che è la roccia (1 Corinzi 10:4); che Dio, nell’Antico Testamento, è chiamato rocca, scudo, sole, ecc. Nessuno ha mai pensato che queste affermazioni fossero altro se non un paragone”[2].

Procediamo in ordine alfabetico confrontando la dottrina delle chiese cristiane e lasciamo umilmente a Dio il giudizio sulle anime che in buona fede e per ignoranza delle Scritture hanno seguito una dottrina, anche se errata. La sua stessa Parola giudica queste dottrine. L’intenzione e il cuore solo Dio può giudicarli. L’apostolo Paolo parla di maledizioni (Galati 1:9). Io evito, ma il confronto sia di monito per tutti. Prima di parlare di “lago di fuoco” (Apocalisse 20:14-15) come fa il pastore Mike Gendron[3], mi sembra utile ricordare che “Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; e chi dimora nell'amore dimora in Dio e Dio in lui” (1 Giovanni 4:15-16)

«Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, per l'ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella propria coscienza, i quali vieteranno di maritarsi e imporranno di astenersi da cibi che Dio ha creato, affinché siano presi con rendimento di grazie da coloro che credono e che hanno conosciuto la verità. Infatti tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rigettare, quando è usato con rendimento di grazie, perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera».

(1 Timoteo 4:1-5)

Apparizioni

È uno strumento diabolico per allontanare dal Centro del Cristianesimo, cioè Gesù Cristo. Inoltre, il messaggio del vangelo è già completo e non richiede alcuna aggiunta. In diverse presunte apparizioni sono presentati messaggi contrari alla Parola di Dio. Un cristiano non ha bisogno di altro che il vangelo della salvezza.

Secondo Mike Gendron pregare Maria è contrario all’ammonizione di pregare solo Dio e all’esempio scritturale di farlo. È anche illogico sostituire la preghiera a un Dio tutto amore, onnisciente e onnipotente (Salmi 139; Ebrei 4:14-16) per pregare qualche santo o Maria, visto che non esiste alcuna prova scritturale che essi possano nemmeno ascoltare le preghiere. Pregare i santi e Maria su scala mondiale significa attribuire loro gli attributi dell’onnipresenza e dell’onniscienza che possiede soltanto Dio. 

Confessione

La confessione dei peccati a un prete non è presente nella Parola di Dio. Dobbiamo confessare i nostri peccati davanti a Dio (1 Giovanni 1:9). Come credenti del Nuovo Testamento, non abbiamo bisogno di un mediatore tra noi e Dio. (Timoteo 1:2:5). Per quanto riguarda la confessione, ai credenti viene chiesto di confessare i propri peccati a Dio in 1 Giovanni 1:9. Egli è fedele e giusto da perdonare i nostri peccati quando Glieli confessiamo. Nessun sacerdote è menzionato in Giacomo 5:16. Inoltre, Giacomo 5:16 non limita il perdono alla confessione dei peccati “gli uni agli altri”.

Eucaristia

Quando un cattolico riceve l’ostia consacrata sente dire al sacerdote cattolico “il corpo di Cristo” e risponde “Amen”. 

Il prete ortodosso invece dice a sé: “O Signore e Maestro Gesù Cristo nostro Dio, che solo hai il potere di assolvere gli uomini dai loro peccati, poiché sei buono e ami tutti gli uomini, perdona tutte le mie trasgressioni commesse con conoscenza o con ignoranza, e rendimi degno, senza condanna, di ricevere la Comunione di Dio. I tuoi misteri divini, gloriosi, puri e vivificanti”.

Al fedele dice: “Il servo di Dio (Nome) partecipa del Prezioso e del Tutto; Santo Corpo e Sangue del Signore nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo per la remissione dei peccati e la vita eterna”.

Il fedele crede che nonostante i sensi percepiscano un’ostia, la sostanza, sia il corpo di Cristo. È la dottrina della transustanziazione. Lo stesso vale per i fedeli ortodossi. Per la chiesa anglicana «La transustanziazione nella cena del Signore non può essere provata dalle Sacre Scritture, ma è contraria alle parole inequivocabili della Bibbia, fraintende la natura del sacramento ed ha fornito un pretesto per originare numerose superstizioni. Il corpo di Cristo è donato, ricevuto e assunto nella Cena unicamente in maniera mistica e spirituale e il mezzo attraverso il quale il corpo di Cristo è donato, ricevuto e assunto nella Cena è la fede» (Articolo XXVIII della Chiesa Anglicana). 

Tra i padri della riforma Lutero non si opponeva alla transustanziazione come invece Calvino. 

Nella Chiesa riformata, il concetto del sacramento dell'Eucaristia varia a seconda dell'autore e della chiesa. Per Lutero esiste quella che viene chiamata unione sacramentale. Nei sacramenti infatti viene data la vera presenza, il vero corpo e sangue di Cristo, ma allo stesso tempo il pane e il vino conservano la loro natura. Ma per Calvino quella presenza è meramente spirituale, un memoriale “sufficiente” del perfetto sacrificio offerto una volta per tutte da Cristo sulla croce. Pertanto, il cosiddetto carattere sacrificale della Messa è negato soprattutto da Calvino e dai suoi seguaci. Ciò portò a molte controversie sulla natura dei sacramenti tra le varie chiese riformate.

Secondo Mike Gendron[4] per quanto incredibile possa sembrare, il cattolicesimo insegna che Gesù Cristo risorto e glorificato ritorna ogni giorno sugli altari cattolici per essere adorato come offerta per il peccato sotto forma di ostia. Si dice che i suoi sacerdoti abbiano il potere di raggiungere i cieli e di far scendere Cristo dal Suo trono per essere offerto nuovamente come “Vittima” per i peccati dell’uomo… L’Eucaristia è inconfutabilmente e innegabilmente un falso Cristo, perché la Scrittura dichiara che Gesù rimarrà in cielo finché non apparirà “una seconda volta, senza portare peccato” (Ebrei 9:28). L'adorazione idolatra di un'ostia come vero Cristo non è diversa dall'adorazione idolatra di un vitello d'oro come vero Dio che liberò gli Israeliti dall'Egitto (Esodo 32:4).

Immagini sacre

I primi due comandamenti di Dio vietano chiaramente due cose: 1) creare e adorare un'immagine del vero Dio e 2) adorare chiunque altro tranne Dio (Esodo 20:1-5). In altre parole, la nostra adorazione deve essere diretta solo al vero Dio e non attraverso alcun oggetto. Pertanto, adorare, venerare, baciare, adorare, innalzare, pregare, parlare o fare un uso religioso delle immagini di Dio e dei santi create dall'uomo è un peccato del tipo più grave. Dio non avrebbe potuto renderlo più chiaro quando comandò: “Non farti un idolo, né alcuna somiglianza di ciò che è lassù nel cielo, o quaggiù sulla terra, o nelle acque sotto la terra. Non li adorerai né li servirai; poiché io, il Signore tuo Dio, sono un Dio geloso” (Esodo 20:4-5). Tuttavia, la Chiesa Cattolica Romana ha messo da parte questo comandamento di Dio, insegnando invece le tradizioni degli uomini (Marco 7:8). Questa è una sfida molto deliberata e intenzionale alla santa legge di Dio.

Nel cattolicesimo il secondo Comandamento è «Non nominare il Nome di Dio invano»

Per giustificare il culto di immagini e statue nel Cattolicesimo viene addirittura saltato il Secondo Comandamento biblico e vengono sdoppiati in due finali il 10° Comandamento «Non concupire» (Esodo 20:17) resi (in modo impreciso) con «Non desiderare la donna d’altri» (9°) e «Non desiderare la roba d’altri» (10°)

Nella Parola di Dio nella Bibbia il secondo Comandamento è «Non farti scultura, né alcuna immagine delle cose che sono lassù nei cieli…non ti prostrare davanti a tali cose e non le servire, perché io, l'Eterno, il tuo Dio, sono un Dio geloso » (Esodo 20:4). Il passo biblico è presente anche nella Bibbia cattolica.

Indulgenze

Secondo il cattolicesimo (CCC 1441) «l'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi. L'indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati. Ogni fedele può acquisire le indulgenze [...] per se stesso o applicarle ai defunti».

La dottrina delle indulgenze ha generato lo scisma di Martin Lutero nel 1514. I predicatori cattolici arrivavano nei paesini della Sassonia e spaventavano le persone con tabelloni raffiguranti fiamme e fuoco che suggerivano il destino di dannazione di parenti o amici ai quali non veniva applicata l’indulgenza a pagamento. In particolare il frate predicatore Johan Tetzel era solito dire alle folle: “quando cade il soldin nella cassetta/l'anima vola al cielo benedetta”. Lutero respinge questa affermazione con la ventiseiesima delle novantacinque tesi della riforma. Tristemente ancora oggi si dice “lucrare” una indulgenza, anche se il lucro (denaro) non è più richiesto. “La confessione può essere fatta entro otto giorni prima e otto giorni dopo il giorno in cui si lucra l’indulgenza”.

L’indulgenza nasce nel XI secolo, quando i papi e i vescovi non si limitarono più a modificare le penitenze già prescritte, ma inflissero alcune punizioni fisiche senza capire chi fa qualcosa. Ma i primi passi sono il pentimento e la confessione. Da questo momento in poi le indulgenze furono concesse come incentivo e pagamento per un atto religioso (anche piccolo), come andare in una nuova chiesa, fare l'elemosina ai poveri o in una chiesa. Le più importanti in quest'epoca e nei secoli successivi, le indulgenze delle Crociate, che furono concesse a chi andava a combattere i Mori in Spagna, i Saraceni in Sicilia, i Turchi in Palestina. I Papi offrono assoluzione e completezza.

Grande incremento delle indulgenze dal XII secolo. Considerando che i penitenti erano soliti donare denaro volentieri a causa dei loro eccessi, non è da escludere che alcuni di loro talvolta ricevessero poca considerazione. Va però notato che i loro scritti, prima del Concilio Lateranense, parlavano ben poco degli obblighi economici; Anche la storia di allora non fa menzione di quelle persecuzioni. Nel 1300 Bonifacio VIII accolse i pentiti e si confessarono e si recò nella chiesa dell’apostolo Pietro e dell’apostolo Paolo. Il Papa dice anche che questo investimento generale può essere realizzato in ogni momento del secolo. La maggioranza dei credenti cristiani ha accettato questa grande rivelazione. 

Nel 1575: al termine del Giubileo Romano, Gregorio XIII concesse per la prima volta un'amnistia di sei mesi alla Chiesa universale a beneficio di coloro che non potevano recarsi a Roma. Nel 1925 Pio XI estese questi benefici ad un anno intero e li concesse anche a coloro che beneficiarono del Giubileo di Roma.

Nel terzo periodo, dal XIV al XVI secolo, divennero popolari i beni di lusso. Attraverso donazioni, chiamate dotazioni, per aiutare le opere apostoliche.

Tuttavia la gente crede che l'indulgenza non liberi solo dalle punizioni corporali, ma anche dal peccato, per cui è necessario trarne beneficio per farsi perdonare i peccati. Questa convinzione errata ha contribuito a molte cattive pratiche e ha ridotto la flessibilità nella gestione delle finanze. Queste atrocità diedero a Martin Lutero motivo di riformare il Cristianesimo. Con il Concilio di Trento (1545 - 1563) si corressero i delitti poiché si offriva il dono delle indulgenze ai fedeli, ai pii, ai santi, all'unità, «per far capire che tutti questi tesori del cielo non vengono distribuiti con vittoria, ma sacrificio”.[5]

Tuttavia…

La salvezza apportata da Cristo con la sua croce ha estinto tutti i peccati passati, presenti e futuri del cristiano. “Con un'unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati”. (Ebrei 10:14). Per sempre, appunto. 

“L’attacco dell’avversario al Figlio di Dio è abile, perché Gesù è l’Autore e il Perfezionatore della fede cristiana. Solo Cristo è capace e sufficiente per salvare completamente i peccatori dal peccato (Ebrei 7:25). La Sua unica offerta per il peccato rende i credenti perfetti per sempre (Ebrei 10:14). Il Suo sangue è sufficiente per purificare ogni credente da ogni peccato (1 Giovanni 1:7). La sua morte fu sufficiente per cancellare il debito eterno del peccato di ogni credente (Colossesi 2:14). Paolo descrisse la sufficienza di Gesù quando scrisse: “In lui siete stati resi completi” (Colossesi 2:10). Ogni benedizione spirituale che chiunque possa desiderare o di cui ha bisogno si trova in Cristo Gesù. Per questi motivi Satana attenta come una vendetta alla sufficienza di Cristo. Il principe di questo mondo ha convinto molti che hanno bisogno di Cristo più la psicologia, o di Cristo più i riti e i sacramenti, o di Cristo più il purgatorio e le indulgenze, o di Cristo più l’osservanza della legge e le buone opere. I suoi agenti negano che l’opera di redenzione di Cristo sia finita. Credono scioccamente di avere il potere di richiamare il Signore Gesù dal cielo per offrirLo ancora e ancora sui loro altari. Questi attacchi diffamatori alla sufficienza di Cristo non solo derubano il vero Gesù della Sua gloria, ma indirizzano anche i perduti verso un altro Gesù che non è in grado di salvarli senza l’aiuto degli altri (2 Corinzi 11:4). Satana offre altri mediatori, ma Dio ce ne ha dato solo Uno (1 Timoteo 2:5). Satana offre altri salvatori, ma Dio ha dato un solo Nome (Atti 4:12). I ministri del diavolo che negano la sufficienza del Figlio di Dio devono predicare un altro Vangelo per istruire le persone su cosa devono fare per essere salvate. Un altro Gesù produce sempre un altro Vangelo. Il cattolicesimo sottolinea ciò che l'uomo deve fare per essere salvato, invece di ciò che Cristo ha fatto. 

La non conoscenza della Parola di Dio ha anche effetti politici, sociali, culturali e economici. Pensa ai 35 milioni di persone che andranno a Roma per il XXV giubileo cattolico ordinario del 2025 (e straordinario nel 2033), sperando di “lucrare” un’indulgenza per sé o “in forma di suffragio alle anime del purgatorio”, il quale biblicamente non esiste. Miliardi spesi e un grande business. Lo stesso business della vendita delle indulgenze che ha permesso di costruire nel 1506 la basilica vaticana. L’unica vera indulgenza è la croce di Cristo e accogliere con fede (non per i nostri meriti) la grazia della salvezza che Lui ci ha garantito. L’unica vera Porta santa è Gesù: «Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me sarà salvato» (Giovanni 10:9) 

Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro”. (Ebrei 7:25)

Gli ebrei giubilavano ogni cinquanta anni (Levitico 25:11). Noi cristiani possiamo giubilare ogni giorno per la salvezza che Cristo ha già guadagnato per noi. 

Infallibilità papale

Il dogma dell’”infallibilità” dichiara che la Chiesa cattolica non può sbagliare nel suo insegnamento oggettivo e definitivo riguardo alla fede e alla morale. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica: «Per preservare la Chiesa nella purezza della fede trasmessa dagli apostoli, Cristo, che è la Verità, ha voluto conferirle una parte della sua stessa infallibilità». Questo non è solo un insegnamento distorto, è scandaloso! L’”infallibilità” è solo uno dei numerosi attributi divini che il papato ha sottratto a Dio Onnipotente. Il papa ha anche l’audacia di indossare titoli dati solo al Dio uno e trino: Santo Padre, Capo della Chiesa e Vicario di Cristo. Con un inganno così astuto e spavaldo, non c’è da meravigliarsi che i papi siano stati in grado di “trascinare i discepoli dietro di sé”. Il cristianesimo nella sua forma più pura non è una religione ma una relazione sigillata dallo Spirito con il Dio di tutta la creazione. Il cattolicesimo è il cristianesimo nella sua forma più degradata. Si è corrotto quando ha negato l’opera compiuta e sufficiente di Gesù e ha pervertito il Suo Vangelo. Questo distorto Vangelo delle opere conduce le persone verso un’eternità senza Cristo. Per evitare l’inganno, il cristianesimo insegna alle persone a studiare la Bibbia e a credere a ciò che Dio dice. La religione, d'altro canto, richiede che le persone credano a ciò che l'uomo dice che Dio dice. Quando le persone senza discernimento si sottomettono agli uomini, che sono naturalmente inclini all’errore, vengono facilmente ingannate. Il cattolicesimo cerca di superare questo problema dichiarando che i suoi papi sono infallibili in materia di fede. Il cristianesimo per figli di Dio è seguire il Signore Gesù, l’Unico immune dall’errore.

Intercessioni

Le intercessioni sono inutili in quanto Cristo è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini, come dice chiaramente la Scrittura. “Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5). Attribuire questo potere ad altri è blasfemia: Ad esempio la chiesa cattolica annulla questo passo della Scrittura affermando che Maria, Madre di Cristo, la Mediatrice, media anche la salvezza. «Assunta in cielo non ha deposto questo ufficio salvifico, ma con la sua multiforme intercessione continua a portarci il dono della salvezza eterna». 

«Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi»

(Romani 8:34)

Maria Madre di Cristo

Se possiamo ottenere la nostra salvezza, allora perché Cristo è dovuto morire per noi? Cristo è l’unico Mediatore senza peccato tra Dio e l’uomo, o condivide quel ruolo con Maria come insegna il cattolicesimo romano? Gesù completò l’opera di redenzione duemila anni fa e la Sua unica offerta è necessaria e sufficiente per salvare i peccatori completamente e per sempre. Alcuni dei titoli e degli onori attribuiti a Maria dal Vaticano, come “Nostra Signora”, “Vergine Eterna” e “Madonna”, erano gli stessi titoli attribuiti alla dea Iside. Che l'idolatria sia pagana o religiosa, il principio è lo stesso. L’adorazione e l’onore dovuti solo a Dio vengono allontanati da Lui e dati a ciò che non è Dio. Vedono e si inchinano davanti alle statue credendo che i santi, che sono rappresentati, intercederanno per loro (CCC 2683). Vedono e sentono i grani del rosario, credendo che le loro ripetute preghiere a Maria rimetteranno la punizione per il peccato (CCC 1471). Questi sono solo alcuni esempi di come “vedere segni e prodigi” sia una parte innegabile della fede cattolica. Invece di adorare per fede in cose non viste, i cattolici adorano ciò che possono vedere (Ebrei 11:1). Difendono la loro pratica dicendo che non adorano Maria e i santi quando si inchinano e li pregano, li stanno semplicemente venerando. Ma secondo il dizionario, la venerazione è una forma di culto. Infatti si chiama iperdulia. Nella teologia cattolica, il culto di ‘alta venerazione’ dovuto alla Madre di Cristo.

Ciò che più inquieta è l'esaltazione della vergine Maria da parte dei cattolici, che è del tutto infondata nella Scrittura. Al di fuori dei Vangeli, il nome di Maria viene menzionato solo una volta e cioè quando prega con gli altri figli e gli altri credenti nel cenacolo (Atti 1:13-14). Anche le informazioni su Maria nei Vangeli sono molto scarse. Dopo i racconti legati alla nascita di Gesù, ci sono solo altri tre riferimenti a Maria. Il primo è alle nozze di Cana (Giovanni 2:1-5). Successivamente è quando lei e i fratelli di Gesù desiderano parlare con Gesù. Gesù rispose che sua madre e i suoi fratelli sono coloro che fanno la volontà di Dio (Matteo 12:46-50). Un altro riferimento è dato quando una donna tra la folla chiama la madre di Gesù “beata”, ma Gesù non la afferma. Invece ha detto beati coloro che ascoltano la Parola e la osservano (Luca 11:27-28).

I romani pontefici hanno creato una Maria che condivide gli attributi divini del Signore Gesù Cristo. Dicono che sia stata concepita senza peccato, abbia vissuto una vita senza peccato, sia stata assunta corporalmente alla gloria, sia la mediatrice di ogni grazia, sia la nostra avvocata e ora regni come la “Regina del cielo” accanto al Re dei re. Papa Francesco ha dichiarato: “La ‘Vergine’ Immacolata diventa l’icona sublime della Divina Misericordia che ha vinto il peccato. A Lei affido la Chiesa e l’umanità intera, in particolare la città di Roma”.

Immacolata?

Maria disse: “L'anima mia magnifica il Signore e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore” (Luca 1:46-47).  Salvata, dunque!

Migliaia di cattolici pregano Maria, chiedendo allo stesso tempo il suo aiuto. L’unico modo in cui Maria potrebbe ascoltare e rispondere a quelle preghiere sarebbe se fosse onnipresente, onnisciente e onnipotente. Eppure è umana come tutti noi. Come cristiani, stimiamo Maria benedetta tra le donne, ma attribuirle poteri e attributi divini è blasfemo e idolatra. Satana userà qualsiasi cosa per persuadere le persone a distogliere lo sguardo da Gesù. Proprio come ingannò Eva con la sua astuzia, i cattolici che idolatrano Maria saranno sviati da una sincera e pura devozione a Cristo (2 Corinzi 11:3). Tutte le persone nella Chiesa cattolica devono essere avvertite di come Dio odia l’idolatria. Dobbiamo chiamarli a volgersi a Dio abbandonando gli idoli per servire il Dio vivo e vero (1 Tessalonicesi 1:9).

Messa

Al centro dei rituali e dei sacramenti regolari del cattolicesimo è la Messa alla quale i cattolici devono partecipare ogni domenica e nei giorni festivi di precetto, sotto pena di peccato mortale. Come descritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica, la Messa è “fonte e culmine della vita cristiana”. Si insegna che il sacerdote ordinato chiama il Signore Gesù dal cielo e consacra il pane e il vino nel Suo corpo, sangue, anima e divinità. Il sacrificio del Calvario è rappresentato più e più volte sull'altare. Ma non c’è alcun supporto biblico per la Messa. Gesù non è mai stato una “vittima” come sostiene Roma; Andò alla croce volontariamente in umile obbedienza a Suo Padre (Filippesi 2:8). Quando Gesù disse che dobbiamo mangiare la Sua carne e bere il Suo sangue, le Sue parole erano spirituali e non dovevano essere prese alla lettera (Giovanni 6:63). Usava un linguaggio figurato, come faceva spesso (Giovanni 16:25). I suoi discepoli avevano familiarità con la frase figurata “mangiare e bere” per descrivere l’appropriazione delle benedizioni divine nel proprio essere più profondo (Geremia 15:16; Isaia 55:1-3).

Papa

Il papa non è venuto nel nome del Padre, ma porta con arroganza il titolo riservato all’unico “Santo Padre” (Gv 17:11), cioè Dio. Tragicamente, la maggior parte dei cattolici non conosce la Parola di Dio e la loro ignoranza li rende facili prede del peggior tipo di inganno. Ha usurpato i titoli di “Santo Padre” da Dio Padre, “Capo della Chiesa” dal Signore Gesù Cristo e “Vicario di Cristo” dallo Spirito Santo, che Gesù ha promesso di inviare al suo posto.

Peccato

Secondo la tradizione cattolica “Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l'esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell'inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili… Si commette un peccato veniale quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza o senza totale consenso” (CCC 1861-1862)

La Chiesa ortodossa orientale presenta una visione del peccato distinta da quella che si trova nel cattolicesimo e nel protestantesimo, secondo cui il peccato è visto principalmente come una malattia spirituale terminale, piuttosto che uno stato di colpa, una malattia che si autoalimenta che distorce l'intero essere umano e le sue energie, corrompe l’immagine di Dio insita in coloro che portano la natura umana, sminuisce la somiglianza divina in loro, disorienta la loro comprensione del mondo così com’è veramente e distrae una persona dal realizzare il suo potenziale naturale di divinizzare in comunione con Dio.

L’apostolo Paolo scrive: “Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà l'afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:35-39) e l’apostolo Giovanni: “se pure qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. Egli è l'espiazione per i nostri peccati; e non solo per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo”.

Gesù e la Sua Parola insegnano... Sei salvato per fede e non per opere (Efesini 2:8-9). Tutti coloro che si affidano all'osservanza della legge (comandamenti) sono sotto maledizione (Galati 3:10). La salvezza avviene nel momento in cui credi al Vangelo (Efesini 1:13). Gesù purifica il peccato (Ebrei 1:3). Puoi sapere con certezza che sei salvato (1 Giovanni 5:13). Il sacrificio di Gesù è finito (Giovanni 19:30). 

“Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa”. (1 Giovanni 9)

Egli è riferito a Cristo, che è morto per i nostri peccati passati, presenti e futuri. “E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12)

“Chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato” (Marco 16:16). Non serve altro che la fede e il battesimo (in un’età da comprenderne il valore).

Il peccato nella tua vita da cristiano non ti terrà fuori dal Paradiso, ma ferisce la tua amicizia con Dio. Per rimettere le cose a posto, la Bibbia dice: “Se confessiamo i nostri peccati, egli [Dio] è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9). Confessare significa raccontare te stesso a Dio quando pecchi. Ha promesso di perdonarti. Chiedigli di aiutarti a scegliere ciò che è giusto la prossima volta che sarai tentato. Quando pecchiamo, Gesù parla a Dio in nostra difesa perché Egli ha già pagato per quel peccato (1 Giovanni 2:1). Gesù è il tuo difensore e aiuto e non ti lascerà mai (Ebrei 13:5).

Gesù infatti completò l’opera di redenzione duemila anni fa e la Sua unica offerta è necessaria e sufficiente per salvare i peccatori completamente e per sempre.

Il cattolicesimo insegna invece che sei salvato per la fede più le opere. L'obbedienza ai comandamenti è condizione per la salvezza. La salvezza è un processo dal battesimo attraverso il purgatorio (che non esiste nella Bibbia). Il Purgatorio purifica il peccato. Sei condannato se affermi di essere salvato. Il sacrificio di Gesù continua nella Messa quotidiana. Come puoi vedere questi due insegnamenti si oppongono direttamente l'uno all'altro. Devi fare la scelta su cosa è vero e quale è inganno. La tua scelta determinerà il tuo destino eterno.

Penitenza

Pietro disse loro: “Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo”

(Atti 2:38)

Da nessuna parte nel Nuovo Testamento vediamo il potere divino di legare e sciogliere dato a un sacerdozio sacrificale. Da nessuna parte vediamo la necessità di confessare i peccati a un uomo per essere perdonato. Le chiavi che furono date a Pietro in Matteo 16:19 rappresentano l'autorità (non il potere) di fare dichiarazioni riguardo al peccato. Questa autorità è data a chiunque abbia ricevuto lo Spirito, come vediamo in Giovanni 20:22-23. Gesù disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. Se perdonerai i peccati di qualcuno, i suoi peccati gli saranno stati perdonati; se ritenete i peccati di qualcuno, saranno ritenuti”. Ogni credente può usare l’autorità della Parola di Dio per dire a coloro che credono al Vangelo: “I tuoi peccati ti sono perdonati”.

Preghiera per i defunti

Ho sempre detto che casomai sono i defunti che dovrebbero pregare per noi. Ad ogni modo. Mi sembra evidente. Chi è in Paradiso è già salvo. Chi è all’inferno non ha più speranze e possibilità di salvarsi.

“Fra noi e voi è posto un grande baratro, in modo tale che coloro che vorrebbero da qui passare a voi non possono; così pure nessuno può passare di là a noi" (Luca 16:26)

I cattolici pregano per i defunti perché credono nell’esistenza del purgatorio. Non è presente nella Parola di Dio. La credenza nasce nel 593. Nessuna preghiera purifica i defunti e tanto meno l’acquisto delle indulgenze per loro (al tempo col denaro e oggi con pratiche più economiche). Solo la croce di Cristo salva e purifica. Nessun altro e niente altro. È triste doverlo ricordare ai cristiani.

Nel libro biblico “Secondo Maccabei”, riconosciuto dai cattolici, ma non dal canone delle chiese evangeliche, in 2 Maccabei 12:43 Giuda Maccabeo “fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato”. Giuda Maccabeo non conosceva Cristo e il suo sacrificio che ha lavato tutti i peccati passati, presenti e futuri di chi crede in Lui. Il condottiero asmoneo Giuda Maccabeo morì a trent’anni nei suoi peccati centosessanta anni prima di Cristo. Cosa c’entra con i tuoi defunti? Boh! 

 Preti

“Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5). Forse per cattolici, ortodossi e anglicani l’apostolo Paolo non è stato abbastanza chiaro…

L’autore della lettera agli ebrei scrive: “Mentre ogni sacerdote sta in piedi ogni giorno a svolgere il suo servizio e offrire ripetutamente gli stessi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati, egli, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio, e aspetta soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati” (Ebrei 10:11-14). A chi si riferisce? Indovinato? A Gesù Cristo. 

Purgatorio

La fede nell’esistenza del Purgatorio è esclusiva del cattolicesimo. A Lione (Francia) il 7 maggio 1274 si apre il 14° Concilio ecumenico. Viene fissato il dogma del Purgatorio, che sarà confermato dai Concili di Basilea, Firenze, Ferrara e Roma (1431-1449) e dal Concilio di Trento (1545-1563) come “luogo e condizione in cui le anime dei morti, giustificati, ma ancora in condizione di peccato, si trovano per completare la purificazione prima di ascendere in paradiso.”

Vale quanto già detto per la preghiera per i defunti. Si tratta di tradizione cattolica, non di Parola di Dio. Ciò che questa dice è che puoi sapere con certezza che sei salvato (1 Giovanni 5:13) e che il sacrificio di Gesù è completo (Giovanni 19:30). “Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio” (3 Giovanni 17-18). Non vi sono alternative. Paradiso o Inferno. Con buona pace del purgatorio di Dante Alighieri nella Divina Commedia. La Parola di Dio fa testo. Tradizioni e commedie no. 

Va detto che la credenza nel purgatorio è stata utile al cattolicesimo per raccogliere i soldi della vendita delle indulgenze (vedi) ed è rimasta. 

Reliquie

Ogni giorno un prete incaricato spedisce per raccomandata delle reliquie (frammenti di ossa o cenere di santi e martiri) dalla biblioteca delle reliquie, situata nel Palazzo Apostolico Vaticano in vari luoghi del mondo.

Il Codice di Diritto Canonico (Canone 1237), prevede che ogni altare contenga al suo interno almeno una reliquia. I destinatari sono i responsabili delle nuove chiese o cappelle che stanno per essere consacrate[6].

Le reliquie non salvano. Solo Cristo salva. Per cui la venerazione di reliquie riguarda più il paganesimo e si apre anche a diversi aspetti grotteschi e truffaldini che sfidano non solo l’intelligenza spirituale, ma soprattutto quella classica, come le seguenti reliquie: Prepuzio di Gesù (Abbazia di Coulombs, Francia). Panno che coprì le parti intime di Gesù sulla Croce (Aachen, Germania). Piatto che avrebbe accolto la testa dell’apostolo Giovanni Battista è a Genova, nel tesoro della cattedrale di Lorenzo. L'anello nuziale di Giuseppe donato a Maria è a Perugia, in Duomo, custodito in un forziere a quattordici chiavi. Frammenti del sacro velo di Maria di Nazareth e della veste di Giuseppe, si trovano a Maria di Licodia (CT), conservati in un artistico reliquiario in argento, opera del secolo XVII. Tale reliquiario veniva portato in processione fino agli anni Settanta del Novecento, l'ultimo sabato del mese di Agosto, in occasione della festa patronale. Di tovaglie di lino usate da Cristo per la lavanda dei piedi degli Apostoli se ne conoscono addirittura due: una nella chiesa romana di Giovanni Battista ed un'altra in Germania, ad Acqs. Quest'ultima tovaglia riporterebbe addirittura l'impronta del piede di Giuda. Una Piuma dell’Arcangelo Gabriele è custodita a Caltanissetta, tuttavia gli angeli non hanno piume, essendo puri spiriti. Senza contare gli innumerevoli corpi di santi mummificati ed esposti alla venerazione. La cappella delle ossa nella Chiesa di Francesco a Evora, in Portogallo ha una collezione di cinquemila teschi e scheletri in esposizione, con l’aggiunta di due corpi mummificati e con pelle essicata appesi al soffitto. Insomma, un deciso attacco alla credulità popolare che allontanano dal Centro del Cristianesimo, cioè Gesù Cristo. 

Rosario

Il rosario è usato anche nell’Islam, nel Buddhismo e nell’Induismo. Queste religioni non hanno però il monito di Cristo: “Nel pregare, non usate inutili ripetizioni come fanno i pagani, perché essi pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole”. (Matteo 6:7)

Sacramenti

I sacramenti sono – secondo il cattolicesimo – segni visibili che trasmettono la grazia invisibile. Sono presenti anche nell’anglicanesimo e nell’ortodossia – detti “misteri”. D’accordo, i simboli sono importanti per noi umani, non solo nella religione. Ma i sacramenti indicano il sotteso desiderio di vedere per credere. Gesù dice: “Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sarà dato se non quello di Giona” (Matteo 16:4). In sostanza, la Sua risurrezione. 

Salvezza

Le buone opere non causano né contribuiscono alla salvezza, ma piuttosto ne sono la prova (Romani 2:10). Solo Cristo salva. La persona umana non si salva da sola. Il cristiano non compie le opere buone per salvarsi, ma perché è salvato. 

«Perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato».

(Romani 10:9)

È sbagliato credere che l’unica motivazione dell’uomo a fare bene sia la luce di una ricompensa promessa. Tutte le false religioni funzionano con la stessa forza trainante: l’uomo deve sforzarsi di guadagnarsi il favore di Dio. Il cristianesimo biblico si distingue nettamente in quanto dichiara che la nostra capacità e motivazione sono alla luce di ciò che è già stato fatto da Dio e ricevuto dai veri credenti (1 Giovanni 4:19). Il credente giustificato viene liberato dalla schiavitù del peccato (Romani 6:17), gli viene dato un cuore nuovo (Ezechiele 36:26) ed è una nuova creazione in Cristo (2 Corinzi 5:17), imputata con la giustizia di Dio (Romani 6:18). Fanno buone opere spinti dalla gioia, dall’amore e dalla gratitudine per ciò che è stato fatto per loro.

«Cristo, avendo sacrificato se stesso una volta, è per l’eternità un sacrificio certo e valido per i peccati di tutti i fedeli».

(Ulrico Zwingli, 1484-1531)

Santi

L’Italia è un Paese di santi, poeti e navigatori. Una frase di Benito Mussolini. 9.400 è il numero di santi canonizzati ad oggi dalla chiesa cattolica. In realtà solo Dio è santo. I cattolici lo dicono nella preghiera del Gloria “Perché tu solo il santo”. Bella coerenza. 

Ah, ma nel libro del Levitico, Dio chiede: “Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono Santo” (Lv 19: 2). Nelle prime comunità cristiane i “santi” erano tutti i cristiani. 

Nel Cristianesimo esiste una distinzione tra le varie confessioni cristiane.

LATRìA. Adorazione riservata alle Persone della Santissima Trinità = Dio (Tutti i Cristiani. Circa 5.000 Chiese cristiane, 2,4 miliardi di fedeli).

IPERDULìA. Venerazione della madre di Cristo (solo Cattolici e Ortodossi). 

DULìA. Venerazione dei “santi” (solo Cattolici e Ortodossi).

Questo porta spesso i religiosi ipomaniaci (bigotti, per gli amici) a trasformare le ultime due in adorazione, riservata a Dio, distogliendo l’attenzione dall’Unico che è morto e risorto per la nostra salvezza, cioè Gesù Cristo. 

Solo Dio è Santo. La sua Santità significa Eternità + Onnipotenza + Onnipresenza + Onniscienza + Amore assoluto. 

Tradizione

Cattolicesimo e ortodossia non basano la loro fede solo sulla Parola di Dio, ma anche su tradizioni umane. Per loro la Parola di Dio non è sufficiente. 

Vescovi

Cattolici, Anglicani e ortodossi hanno i vescovi. Secondo il catechismo della chiesa cattolica (77) “Affinché il Vangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa, gli Apostoli lasciarono come successori i Vescovi”. È un’affermazione falsa, oltre che inesatta. I vescovi non sono i successori degli apostoli. Gli apostoli avevano solo due successori: Mattia, scelto dagli apostoli, e Paolo, scelto da Cristo (Atti 9:1-19). I vescovi cattolici non soddisfano i requisiti per l'apostolato indicati in Atti 1:21-26: “Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia per tutto il tempo in cui il Signore Gesù è andato e venuto tra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui egli fu portato in cielo da mezzo a noi, uno di questi diventi testimone con noi della sua risurrezione». Or ne furono presentati due: Giuseppe, detto Barsaba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. E, pregando, dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, mostra quale di questi due hai scelto, per ricevere la sorte di questo ministero e apostolato, dal quale Giuda si è sviato per andare al suo luogo». Così tirarono a sorte, e la sorte cadde su Mattia; ed egli fu aggiunto agli undici apostoli”

I cattolici romani elevano i vescovi “infallibili” ad essere uguali in autorità alle Scritture e che “i vescovi hanno, per istituzione divina, preso il posto degli apostoli come pastori della Chiesa, in modo tale che chiunque li ascolta, ascolta Cristo e chi li disprezza, disprezza Cristo» (CCC 862). In pratica, i vescovi si siedono effettivamente al di sopra della Scrittura dichiarando che nessun altro può dare un’interpretazione autentica della Parola di Dio (CCC, 85). Tuttavia, secondo la Parola di Dio, non sono qualificati per essere successori dei dodici apostoli originali. Non hanno soddisfatto nessuno dei requisiti necessari elencati in Atti 1:21-22.

 

 


 

[1] https://www.gordonconwell.edu/wp-content/uploads/sites/13/2024/01/Status-of-Global-Christianity-2024.pdf

[2] https://chiesaavventista.it/services/questo-e-il-mio-corpo/#:~:text=Secondo%20la%20dottrina%20cattolica%20della,forma%20esteriore%20rimanga%20la%20stessa

[3] Mike Gendron - Contending for the Gospel: For the glory of Christ and the sanctity of His Church, PTG Publications, Southlake (Texas), 2019 - https://www.proclaimingthegospel.org/

[4] Mike Gendron - Preparing for Eternity: Should we trust God's Word or religious traditions?, PTG Southlake (Texas), 2013 - https://www.proclaimingthegospel.org/

[5] Giorgio Nadali, Indulgenze, Edizioni Segno, Udine, 2010 

[6] Giorgio Nadali, I monaci sugli alberi. E centinaia di altre cose curiose su Dio, la Chiesa, Il Vaticano, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2010

Condividi su:

Seguici su Facebook