“Una tempesta in un bicchier d’acqua: la maggioranza consiliare al Comune di Pescara è assolutamente compatta sulla delibera che prevede la realizzazione della nuova sede della Regione Abruzzo sulle aree di risulta di Pescara. Una delibera del Governatore Marsilio e del sindaco Carlo Masci, che ovviamente sostengo e difendo come fosse mia per gli effetti straordinari che produrrà sul nostro territorio, quindi figuriamoci se i consiglieri comunali di Forza Italia immaginassero di votare contro, impossibile. Vero è che c’è stato un corto circuito comunicativo tra la convocazione della seduta di martedì e le presenze in aula di professionisti del lavoro, e non della politica, che avevano impegni irrinunciabili nelle aule di un Tribunale o nelle sale operatorie, sempre nell’interesse dei cittadini. Ora però l’appuntamento è per la serata di domani, quando chiacchiere e polemiche saranno superate dall’approvazione di un atto storico che abbiamo inseguito per vent’anni”. Lo hanno detto il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri e i consiglieri comunali di Pescara, al centro della polemica per le assenze dall’ultima seduta del Consiglio dedicata alla realizzazione della sede della Regione sulle aree di risulta, e saltata per assenza del numero legale, ovvero Fabrizio Rapposelli, Ivo Petrelli, Claudio Croce, Manuela Peschi, Roberto Renzetti e Alessio Di Pasquale, quest’ultimo presente.
“Chiamiamola sfortunata coincidenza, chiamiamola casualità, o anche l’imprevedibilità del destino – hanno sottolineato il Presidente Sospiri e i consiglieri comunali -, resta che le assenze dall’ultima seduta del Consiglio non erano strategiche, né mirate, né tantomeno premeditate. La verità è che Forza Italia ha eletto, quattro anni fa, un gruppo di giovani e stimati professionisti del lavoro, medici, avvocati, commercialisti, ovvero ha eletto gente bella, solida, che vive del proprio lavoro, non della politica. E purtroppo può capitare che anche se in aula c’è una delibera strategica in discussione, una seduta del Consiglio possa saltare perché in quello specifico giorno il lavoro prevale sul resto, un lavoro che è comunque a servizio del cittadino, perché qualcuno era chiuso in Tribunale a difendere le ragioni di un proprio assistito, qualcun altro era in una sala operatoria, quindi era evidente che non c’è stata alcuna strategia politica su questa o quell’assenza, né poteva essere conoscendo la primogenitura dell’atto. E questo senza denigrare o svuotare di funzione coloro che invece svolgendo altre occupazioni riescono a organizzare con maggiore puntualità i mille impegni della giornata. Ovvia e condivisibile la delusione del sindaco Masci, ovvie le critiche del Presidente del Consiglio comunale, è chiaro che, tenendo conto della vita professionale di tutti i consiglieri comunali, si imponga un maggiore momento di raccordo nel convocare sedute per consentire l’approvazione di tutte le delibere, che siano più o meno rilevanti, ma comunque tutte meritevoli di attenzione politico-amministrativa perché sono comunque figlie della nostra maggioranza. Esattamente come accade a me in Regione. La convocazione della seduta alle ore 20 di venerdì non porta con sé alcun significato eccezionale, né va interpretata come una ‘punizione’, ricordiamo allora che l’onorevole Nino Sospiri, quando rivestiva anche la carica di presidente del Consiglio comunale, era solito convocare le sedute anche alle ore 6.30 o alle 7 del mattino, per combinare al meglio gli impegni istituzionali di tutti. Quanto alle mie presenze o meno alle iniziative promosse dal Comune – ha aggiunto il Presidente Sospiri – ricordo che personalmente sono il Presidente del Consiglio regionale, non sono consigliere del Comune di Pescara, dunque devo rispettare e riconoscere pari dignità agli eventi, agli appuntamenti, alle cerimonie, alle iniziative organizzati in tutta la regione, non solo alla mia città. Ciò significa che sono presente ogni qualvolta posso, essendo peraltro legato a Pescara da un amore incondizionato, ma non sempre riesco a correre da una parte all’altra del nostro bellissimo territorio non avendo ancora collaudato il teletrasporto. Dunque, bando ai disegni politici machiavellistici, bando alle chiacchiere da bar: la delibera che vuole localizzare, finanziare e realizzare una sede straordinaria della Regione Abruzzo a Pescara nell’area più strategica della città, nel cuore di Pescara, passerà l’esame del Consiglio, con la condivisione di tutti coloro che hanno dato il proprio contributo all’ultima volata di una corsa durata vent’anni”.
