Bologna: 11 docenti ricorrono al Tar per dire no alla benedizione di Pasqua a scuola

Nonostante fossero in netta minoranza, i docenti laici non hanno voluto rinunciare alla loro battaglia

pubblicato il 05/03/2015 in Attualità da Lucia Di Candilo
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Lucia Di Candilo

In un istituto scolastico comprensivo di Bologna a cui fanno capo tre scuole: le primarie Carducci e Fortuzzi e la secondaria di primo grado Rolandino, 11 insegnanti, seppur in netta minoranza, dicono "No alla benedizione pasquale in classe" e per farsi valere ricorrono al Tar.

A rifiutare la benedizione pasquale nella scuola bolognese sono undici insegnanti su circa un centinaio, sostenuti da sette genitori su oltre mille. La proposta della benedizione delle classi in vista dell'arrivo della Pasqua era stata lanciata in consiglio d'istituto, sotto suggerimento di tre sacerdoti, ed era stata approvata con 13 "si" su 15. Inizialmente sembrava che la strategia democratica avesse dato il via libera per le benedizioni pasquali, ma i due "laicisti convinti" hanno deciso di portare avanti la loro battaglia contestando che l'argomento non era stato messo all'ordine del giorno.

A questo punto i sostenitori della proposta sono stati costretti a convocare nuovamente il consiglio d'istituto per tornare sul tema mettendolo all'ordine del giorno ed apportando una serie di modifiche: la benedizione sarebbe stata fuori orario, aperta solo a chi avesse desiderato partecipare, e i ragazzi si sarebbero dovuti presentare alla cerimonia accompagnati dai genitori. La proposta è stata rivotata e, anche stavolta, la stragrande maggioranza ha detto "Si". Nonostante l'ennesima sconfitta, però, i laicisti non si sono arresi ed hanno deciso di ricorrere al Tar presentando una richiesta urgente di sospensiva di quell'attività. 

A supporto degli undici insegnanti e dei sette genitori, si è unita anche la sezione bolognese dell'Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), affermando fermamente che "La scuola pubblica deve essere laica e inclusiva. Gli atti di culto possono trovare spazio nei tanti luoghi di culto della città".

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