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Dipendenza da crack: i sintomi da non sottovalutare mai, come uscirne

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In un mondo in cui si è “tempestati” da modelli di perfezione, obiettivi da conseguire e voglia di primeggiare, le dipendenze rappresentano un fenomeno sempre più diffuso. E non parliamo soltanto degli adulti.

Più si va avanti e più giovani e giovanissimi si ritrovano a fronteggiare anche troppo presto il problema. Mancano stimoli, spesso ci si annoia e si ha voglia di provare qualcosa di forte, per sentirsi adulti insomma.

Proprio per questo la dipendenza da crack è un fenomeno serio e spesso sottovalutato.

I sintomi da dipendenza da crack

I sintomi possono manifestarsi in modi non così evidenti, rendendo difficile per le persone coinvolte e le loro famiglie riconoscerne la gravità. Spesso ci si nasconde, ci si chiude “in un mondo parallelo” tenendo lontani gli amici e chi ci sta più vicino.

Resta comunque cruciale rendersi conto il prima possibile dei “segnali di allerta” e di intervenire il prima possibile.

I primi “segnali” da non trascurare

 Il primo campanello d’allarme può essere una notevole variazione nell’umore. Si può oscillare tra episodi di euforia intensa e momenti di depressione profonda. In casi più gravi possono riscontrarsi anche iperattività, insonnia, perdita di peso, tachicardia.

I cambiamenti risultano evidenti anche nell’aspetto fisico: pelle in cattive condizioni, occhi sbarrati e trascuratezza generale possono essere chiari sintomi di dipendenza da crack.

È importante notare anche la perdita di interesse nelle attività che un tempo erano amate quali hobby, uscite con amici, ginnastica, attività agonistiche, eccetera. Stiamo sempre attenti: quando si arriva a trascurare le relazioni familiari o amicali, allora forse siamo già “arrivati relativamente tardi

Il comportamento “furtivo”

Da non trascurare il comportamento furtivo, come il nascondere oggetti di valore e soldi per soddisfare il bisogno di droga.

 Nei casi più eclatanti si arriva a una richiesta continua e spasmodica di denaro. Parliamo di segnali che possono variare, ma spesso una loro combinazione è indice di una dipendenza grave.

Se noti uno o più di questi comportamenti in qualcuno a te vicino, non esitare a chiedere aiuto, anche se siamo sicuri che “il dipendente” non lo accetterà.

In effetti è oltremodo complesso far capire che si ha un problema serio, soprattutto accettarlo. Chi ha una dipendenza da sostanze stupefacenti sosterrà sempre di non avere questo problema.

Usare sempre dolcezza e comprensione

Ovviamente chi non si rende conto di avere bisogno di aiuto, non lo chiederà. Tenderà a minimizzare, lo fanno tutti, e a dire di potere superare la cosa da solo.

Non crediamoci e non lasciamoli soli. Piuttosto cerchiamo di “scavare” con le parole fino alla radice del problema. Ammettere di avere una dipendenza non è assolutamente un segno di debolezza, tutt’altro.

Spesso si è così forti che nella vita si è sempre affrontato “tutto da soli” tanto da essere convinti, erroneamente, che si possa continuare in questo modo in eterno. In simili casi, la sostanza rappresenta solo il “quid” che fa stare meglio.

Cerchiamo di parlare con dolcezza e utilizziamo modi delicati e non invadenti per far comprendere che non si è soli e soprattutto che solo con l’aiuto si può venire a capo di qualsiasi disagio.

Come affrontare e uscire dalla dipendenza da crack

Dunque, uscire dalla dipendenza da crack, come detto, non è semplice, ma possibile. Il primo passo è riconoscere di avere un problema e soprattutto che ha persone che lo amano, pronti ad affrontare la “disavventura” assieme a lui.

Il miglior sostegno possibile

Le cure possono variare da programmi di disintossicazione a terapia comportamentale. Un approccio onnicomprensivo, con supporto psicologico e assistenza medica, ha dimostrato in più casi particolare efficacia.

Una strategia da non sottovalutare assolutamente è la partecipazione a gruppi di sostegno in cui, circondati da comprensione e soprattutto condivisione, le persone riescono ad aprirsi, raccontare le proprie esperienze, la propria vita. Supportarsi insomma.

Fondamentale anche il coinvolgimento della famiglia. Per recuperare, occorre sapere che non si è mai soli, che chi lo ama sta affrontando la situazione insieme a lui, lo aspetta ed è pronto a sostenerlo sempre, in ogni sua “caduta”.

Di certo non sarà una passeggiata, ma la lotta contro la dipendenza è una battaglia che vale sempre la pena combattere.

Liberarsi dalla dipendenza con il centro San Nicola

Affrontare, comprendere, combattere: sono i tre punti cardine per uscire dalla dipendenza, qualunque essa sia. Per questo è sempre meglio affidarsi ai professionisti del settore come il Centro San Nicola, una vera e propria “oasi di benessere” tra le campagne marchigiane.

In un ambiente sano, protetto e quasi “bucolico” l’ospite sarà supportato da esperti, potrà fare terapie, individuali o di gruppo e dedicarsi al suo completo recupero. Non solo: la cura comprende un sostegno continuo dentro e fuori struttura.

Solo 25 persone alla volta seguiranno un percorso terapeutico individuale di due mesi per poi tornare a casa rinnovati nella mente e nello spirito.

Attività come sport, ceramica, corsi di inglese, yoga e non solo, saranno utili non solo al benessere psicofisico, ma anche per il ritorno alla vita in un mondo che, sicuramente, apparirà migliore!

Maggiori informazioni sul sito www.Centrosannicola.com

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