Rai, riforma Gubitosi nel segno del risparmio

Renzi: offerta su Rai Way non è politica

pubblicato il 27/02/2015 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Luigi Gubitosi

Il 26 febbraio il cda della Rai ha dato il via libera al piano di spending review dell’informazione promosso dal direttore generale Luigi Gubitosi sin dal 2014.
Hanno votato a favore cinque consiglieri su otto. “Dopo trentacinque anni cade un muro invisibile, ma storico”, è stato il primo commento del dg. “Da qui a tre anni si potranno godere i frutti del piano che variamo oggi, e cioè un risparmio del 70%”. Tradotto in soldoni: una riduzione degli sprechi del valore di ottanta-cento milioni di euro. In sostanza, sul modello della Bbc classica, ci saranno due gruppi o famiglie di testate (due newsroom, per dirla in aziendalese), all’interno delle quali si opererà una semplificazione radicale di cariche e poltrone.

Si punta, in prospettiva, ad arrivare addirittura ad una redazione unica, ma per il momento la fase di transizione che si apre è già abbondantemente soddisfacente per gli innovazionisti: da una parte Tg1, Tg2 e Rai Parlamento a formare la prima newsroom, Rai Informazione 1, dall’altra Tg3, Rai News 24 e Tg Regione che compongono la seconda newsroom, Rai Informazione 2. A capo di ciascuna di esse ci sarà un solo direttore affiancato da sei vicedirettori. “Cambia l’informazione, che sarà più aggiornata”, promette Gubitosi: di sicuro si otterrà di evitare sovrapposizioni e quindi dispersioni di  risorse operative, e non sarà poco.

Durante il cda è stata invece affrontata solo di sfuggita la vicenda Rai Way. La società che possiede la rete di diffusione del segnale radiotelevisivo della tv statale è stata oggetto, nei giorni scorsi, di un’offerta di pubblico acquisto e scambio da parte dell’omologa società del gruppo Mediaset, El Towers. Per molti, l’ennesimo tentativo attuato da Berlusconi per concretizzare il suo vecchio sogno tele-monopolistico. I vertici di viale Mazzini, in realtà, si erano già fatti sentire in proposito con una lettera alla Consob: "Irricevibile l'offerta Mediaset". Iil premier Matteo Renzi ha provato a placare gli animi, da un lato ribadendo come non si possano attribuire significati politici ad un’offerta che è e resta legittima, dal punto di vista del mercato della comunicazione; dall'altro sottolineando quanto il governo ci tenga a garantire e salvaguardare la proprietà statale del 51% di Rai Way. Oltre quel 51%, però, c’è il mercato, appunto, e occorre che chi opera in esso sia libero di muoversi, senza che vi siano prevenzioni nei suoi confronti e debba perciò essere discriminato.

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