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Greenpeace: «Stop alle centrali a carbone in Europa»

Pubblicato il rapporto 'Silent Killer' che evidenzia la pericolosità degli impianti

a cura della redazione
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Greenpeace International invita l'Europa a fermare la costruzione di 50 nuove centrali a carbone e fissare gli obiettivi vincolanti per le rinnovabili entro il 2030. La richiesta arriva dopo la pubblicazione del rapporto 'Silent Killer' da parte dell'Università di Stuttgard e commissionato dall'associazione ambientalista.

Sono stati presi in esame gli impatti negativi sulla salute di 300 grandi centrali elettriche in tutto il continente elaborando le previsioni di impatto dei progetti in attesa di realizzazione. Gli effetti che ne deriverebbero sono devastanti. Una grande quantità di impianti simili potrebbe portare alla morte prematura di migliaia di cittadini. Cifre preoccupanti che, però, non sono solo proiettate nel futuro. Le emissioni delle centrali avrebbero già provocato 240mila morti premature nel 2010.

Greenpeace sottolinea quindi l'urgenza di politiche che abbiano come obiettivo la graduale riduzione dell'impiego di carbone. Un cambio di direzione che può arrivare, però solo dai politici dell'Unione. È necessaria una virata che guardi favorevolmente al settore dell'energia eolica e a quella solare.

«Quest'anno dovrebbe essere "L'Anno dell'Aria Europeo" - ha detto Kumi Naidoo, direttore dell'associazione ambientalista - eppure i politici non stanno facendo nulla per arrestare i piani di costruzione di queste 50 nuove centrali a carbone le cui future emissioni provocheranno migliaia di morti premature».

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